Per aiutarti a comprendere al meglio le attività specifiche dei servizi SEO, ho creato questo Glossario SEO e SEA completo e costantemente aggiornato che contiene il significato dei termini più diffusi nel Marketing Online.
Per cercare un termine specifico usa la funzione “Cerca” del browser attivabile premendo “Ctrl+F“.
404
(anche “Errore 404″): Codice di risposta standard che indica il corretto raggiungimento del server da parte dello user agent, ma l’impossibilità di accedere alla risorsa richiamata.
A/B Test
La pratica di creare due documenti o siti quasi identici allo scopo di determinare quale variazione di progettazione o copia produce il risultato migliore. Spesso usato nel marketing PPC, usato occasionalmente in SEO organico.
Above the fold
Il termine “above the fold” deriva dal gergo della carta stampata (letteralmente, in un giornale, “sopra alla piega” ossia nella parte alta e più visibile della prima pagina) ed indica una condizione di posizionamento migliore di un elemento rispetto ad altri.
AdSense
È il programma pubblicitario più diffuso sul web e consente di monetizzare il traffico sul proprio sito ospitando annunci testuali e/o banner grafici, basato sul modello PPC (pay per click) e sul principio della contestualizzazione degli adverts rispetto ai contenuti delle pagine ospitanti.
AdWords – Google Ads
E’ il network pubblicitario di Google, nonché una delle principali risorse per il marketing sul web. Consente di pubblicare annunci nelle sezioni “sponsorizzate” di Google e all’interno del network dei siti partner (i siti che ospitano il programma AdSense). Specularmente ad Adsense si basa sul modello PPC (pay per click) e sul principio della contestualizzazione degli adverts rispetto ai contenuti delle pagine ospitanti.
Affiliazione
(Programma di affiliazione) Programma pay-for-performance che permette di vendere sul proprio sito prodotti o servizi originariamente venduti su un altro. Ogni acquisto portato a termine viene pagato in percentuale ottenendo così una remunerazione per l’affiliazione al sito madre.
Agent
Un browser, o qualsiasi altro tipo di applicazione che può collegarsi ad un server web e cercare/visualizzarne i contenuti. Ad esempio: Microsoft Internet Explorer, Netscape, e i robot dei motori di ricerca
Aggregatore
sito o tool che aggrega assieme informazioni provenienti da fonti diverse.
Algoritmo
Serie di combinazioni e calcoli con il quale lo spider di un motore di ricerca è programmato per la valutazione delle pagine web da analizzare nella rete di Internet. Un algoritmo è in costante cambiamento per il miglioramento dei propri parametri valutativi dei documenti web e per combattere i fenomeni di Spam nei confronti dei risultati di ricerca (tentativo di manipolazione della SERP).
Allintitle:”parola chiave”
Comando utilizzato su Google per trovare il numero di pagine HTML presenti nell’indice di Google che usano come Title Tag la frase/parola chiave indicata tra vergolette
Alt Tag
Alt Text o Alt Attribute rappresenta un comando che, inserito nella tag IMG delle immagini permette di mostrare un commento o la spiegazione in breve dell’elemento grafico. L’Alt Tag può essere visto ponendo il mouse sopra l’immagine in questione. Questa tag fu implementata per aiutare gli utenti meno abili nell’interpretazione delle immagini non leggibili o difficilmente.
Anchor text
Il testo che compone un link testuale, ovvero quello compreso tra il tag HTML <a> (ancora) di apertura e il rispettivo tag di chiusura (</a>). Le parole contenute in un link testuale possono contribuire a tematizzare la pagina verso la quale il link punta.
Applet
Programma Java di piccole dimensioni che può essere inserito in pagine HTML.
Article marketing
strategia di promozione e visibilità che ricorre alla pubblicazione di articoli online, in appositi siti di raccolta articoli.
ASP
Active Server Pages, linguaggio di programmazione per pagine web creato da Microsoft.
Author Rank
Una distribuzione di probabilità modellata su PageRank utilizzata per determinare la qualità di un articolo sulla base della reputazione dell’autore associato. AuthorRank è stato introdotto nell’analisi di ricerca di algoritmi da parte di Google nel 2011.
Authority – autorevolezza online
La qualità di un documento (pagina) indicata da diversi hub. Si suppone che una pagina di autorità abbia molti contenuti pertinenti ad un argomento principale. Adattato in uso comune dall’algoritmo HITS di Jon Kleinberg.
Authorship
Un metodo sviluppato e implementato da Google per cui gli scrittori utilizzano un account Google+ per identificare i contenuti che hanno legittimamente scritto e pubblicato. Tale contenuto viene distinto dall’aspetto di un’immagine autorizzata del produttore di contenuti nei risultati di ricerca accanto a elenchi appropriati. Google ha interrotto Authorship nel 2014.
Backlink
Un collegamento ipertestuale ad una pagina, proveniente da una pagina residente su diverso dominio. Gli Inbound link sono esaminati al fine di valutare la popolarità dei link. Dal punto di vista di un sito web, un backlink è un link ricevuto da un altro sito. Dal punto di vista di una singola pagina web, un backlink è un link ricevuto da altre pagine, dello stesso sito o di siti esterni.
Bad Neighborhood (cattivo vicinato)
Termine usato da alcuni motori di ricerca per indicare quei siti web che adottano tecniche di posizionamento malviste dai motori. In alcuni motori, la posizione di un sito può subire un peggioramento se quest’ultimo offre link a siti web considerabili “cattivi vicini”.
Ban
Operazione, effettuata dal motore di ricerca, che consiste nella rimozione totale dei documenti di un dato dominio dal proprio archivio.
Banned (bannato)
Un sito web è “bandito”, ovvero cancellato, dagli archivi di un motore di ricerca quando il motore individua nel sito l’uso di tecniche scorrette (spam) volte ad aumentare artificiosamente la sua posizione sui risultati delle ricerche. Si tratta del tipo di penalizzazione più grave che un motore può infliggere.
Below the fold
Contenuto della pagina che non viene visto se non viene abbassata la barra di navigazione laterale.
Bid
(Dall’inglese “to bid”, offrire) Termine usato per chiamare l’offerta che viene data per ogni singolo click per una campagna pay per click (PPC). Usato anche “biddare” in gergo. Si tratta di offrire in quanto l’uso degli annunci PPC è affidata ad una sorta di asta ondine; a seconda della somma pagata si raggiunge un posizionamento più o meno alto a seconda del bid per click.
Black Hat
Termine usato per indicare un SEO che utilizza tecniche di posizionamento considerate spam dai motori di ricerca. È un modo più “soft” di dire spammer ed è il contrario di White Hat.
Blog
Diario online personale o anche d’azienda che viene aggiornato solitamente di frequente. Può contenere link, immagini, suoni e video. Gli utenti possono lasciare commenti con tanto di proprio link, nome o nick ed indirizzo email.
Blog Farm
Un gruppo di blog gestiti da una sola persona o popolato da software, di solito script di scraping di feed RSS. Utilizzate per la creazione di collegamenti, le farm vengono create da un software speciale che installa i software popolari di blogging su più domini e hosting. A volte il termine viene confuso con link farm.
Blog Network
Qualsiasi gruppo di blog (ospitato su grandi siti web o ospitato sui propri siti dedicati) che vengono utilizzati insieme per uno scopo comune. Alcune reti di blog sono attività aziendali (ad esempio la rete AOL di blog, tra cui TechCrunch, Huffington Post, ecc.). Alcune reti di blog possono essere utilizzate per manipolare i risultati dei motori di ricerca dagli spammer Web.
Bookmarking
Parola inglese per “segnalibro”, è il sistema tramite cui è possibile salvare una pagina in base a criteri personali (tags, titolo, categoria, etc). I Social Bookmark sono sistemi che consentono di condividere le pagine salvate con altri utenti e ricercarne di nuove tra quelle salvate da altre persone dentro lo stesso canale, usando tags e parole chiave.
BOT
Serie di software che analizzano il web in cerca di nuove pagine internet da inserire nei database dei motori di ricerca, nuovi contenuti da indicizzare nelle pagine già presenti negli indici degli engines. Questi programmi sono tuttavia usati anche per alcune pratiche portate avanti da spammers in cerca di indirizzi di posta elettronica (email) o altro.
Bounce Rate
Letteralmente ‘tasso di rimbalzo’, nel mondo del web-marketing viene utilizzato per indicare il tasso di utenti che lasciano una pagina web dopo pochi secondi di visualizzazione. Un alto valore di Bounce Rate rappresenta quindi un valore negativo per il sito preso in analisi, in quanto mostra uno scarso interesse degli utenti nei confronti dei contenuti presentati per una scarsa qualità degli stessi o un modo poco chiaro di presentarli.
Breadcrumb
I breadcrumb, letteralmente “briciole di pane”, sono elementi di navigazione essenziali per i siti web moderni. Questi indicatori del linguaggio HTML fungono da percorso visuale, solitamente posizionato nella parte superiore della pagina, che mostra agli utenti la loro posizione attuale all’interno della struttura gerarchica del sito.
Cache
Pagina web o parte di essa trattenuta dal sistema operativo di un computer o dallo spider di un motore di ricerca
Caffeine Update
nome di un aggiornamento del motore di ricerca di Google.
ccTLD
Un dominio di primo livello del codice paese (ccTLD) è un dominio di primo livello su Internet generalmente utilizzato o riservato per un paese, uno stato sovrano o un territorio dipendente identificato con un codice paese. Tutti gli identificatori di ccTLD ASCII sono lunghi due lettere e tutti i domini di primo livello a due lettere sono ccTLD. Nel 2010, l’IANA (Internet Assigned Numbers Authority) ha iniziato a implementare domini di primo livello internazionalizzati con codice paese, composti da caratteri nativi della lingua quando visualizzati in un’applicazione per l’utente finale. La creazione e la delega di ccTLD è descritta nella RFC 1591, corrispondente ai codici ISO 3166-1 alpha-2.
Cloaking
Un metodo per presentare contenuti differenti a seconda dell’agent che ne fa richiesta. Tecnica che di per sè non sarebbe da considerare spam, visto che forme minori di cloaking vengono messe in atto ad esempio per far visualizzare versioni diverse dello stesso sito a seconda del browser dell’utente, o della risoluzione del monitor. E’ diventata col tempo una tecnica utilizzata per presentare ai motori di ricerca una versione ottimizzata di un sito che, quando visionato dall’utente, appare completamente diverso. In pratica è una tecnica che permette di variare “al volo” i contenuti di una pagina web, a seconda di chi la visita. Ad esempio, è possibile mostrare certi testi agli utenti e altri testi allo spider di un motore di ricerca. I motori di ricerca solitamente non amano i siti che usano il cloaking per mostrare agli spider contenuti diversi da quelli mostrati agli utenti; tale tecnica è infatti considerata spam e i siti che ne fanno uso possono venire banditi dai motori.
Clustering
(trad. Raggruppare) Presentare una sola pagina di un sito all’interno dei risultati di ricerca. Questo fa sì che le prime posizioni di una pagina di risultati non siano occupate dalle pagine di un solo sito internet e i risultati siano quindi più vari e utili per l’utente. Google effettua il clustering, raggruppando non più di due pagine di un sito all’interno dei risultati.
Content marketing
La pratica della pubblicazione di contenuti senza alcun immediato ritorno sull’investimento al fine di stimolare nuovi interessi dei consumatori in un’impresa o in un marchio. Dalla fine del 2012 il termine “content marketing – marketing dei contenuti” è stato approfittato da blogger nel settore SEO come un eufemismo per la generazione di grandi volumi di articoli Web inutili.
CMS
Il significato di CMS è Content Management System, software Server-Side che permette la gestione e l’aggiornamento di un sito internet tramite interfaccia grafica. Un CMS è un sistema di gestione di siti web o portali che consente di aggiungere notizie, immagini ed altri tipi di file senza nessuna conoscenza dei codici di programmazione tipo HTML, ASP, PHP, ecc. Permette la gestione tramite pannello specialmente ai non addetti ai lavori del web. Usato da siti web, portali e blog.
Comment Spamming
Forma molto diffusa di spam finalizzata ad aumentare la link popularity del proprio sito commentando blog che non utilizzino la proprietà no follow per ottenere facilmente link da siti trusted o a tema.
Common Words
parole di uso comune che non incidono sul significato di una pagina. Parole come “Welcome”, “Home page” o “Next” vengono filtrate nel processo di indicizzazione, come avviene per le Stop Words (vedi sotto)
Contenuti dinamici
Sono i contenuti di una pagina web che variano al cambiare di parametri vari. I motori di ricerca non hanno problemi ad analizzare questi contenuti, se vengono prodotti da un linguaggio “lato server” (PHP, ASP, ecc.) ma incontrano problemi quando la pagina fa uso di linguaggi “lato cliente” (Javascript in testa), in quanto gli spider che prelevano le pagine non sono in grado di interpretare questi linguaggi.
Contenuto duplicato (duplicate content)
Testo che viene pubblicato in più pagine dello stesso sito oppure in pagine appartenenti a siti diversi. I motori di ricerca evitano di proporre agli utenti che effettuano le ricerche una lista di risultati identici o troppo simili tra loro. Dunque, pubblicare sul proprio sito dei testi esistenti anche altrove nel web non migliora l’unicità del sito stesso e rischia di costituire per i motori un indice di bassa qualità.
Contextual Ads
Tipo di banner o annuncio Pay-per-click che varia la propria pubblicità a seconda dell’argometo trattato nella pagina. Questi tipi di annunci permettono di raggiungere utenti target molto interessati al tipo di pubblicità perché molto attinente agli argomenti trattati nelle pagine.
Conversion Rate
Tasso di Conversione. Termine utilizzato in web analisi per indicare la percentuale di traffico ad un sito che viene convertito in iscritti. Ottenere una buona conversion rate è di importanza fondamentale per un sito web.
Conversione
Si intende conversione l’”Azione” che il titolare di un documento web desidera che l’utente compia una volta giunto sulle sue pagine: essa può essere una richiesta informazioni, l’iscrizione ad un servizio o l’acquisto di un bene.
Conversion Rate Optimization (CRO)
La pratica di analizzare i dati di conversione per determinare le pratiche migliori per aumentare o migliorare le conversioni su un sito web.
Cookie
Sono file di testo trasmessi da un sever a un client, e poi rimandati dal client al sever ogni qual volta che l’utente accederà al sever in futuro.
CPC
Cost per Click. Termine utilizzato quando si utilizzano servizi Pay per Click (PPC). Indica il costo unitario di un click.
CPM
Costo Per Mille (In inglese CPT Click-per-thousand) Costo da sostenere per il raggiungimento di mille visitatori.
CTR (Click-Through Rate)
Il Click-Through Rate (CTR) è la percentuale di clic effettuati su un risultato dei motori di ricerca in relazione a quante volte è stato visualizzato. I clic rappresentano il valore numerico di quante volte le persone hanno cliccato sul risultato di ricerca.
Crawl budget
Un’espressione generale per cui non esiste una spiegazione universalmente accettata. Google ha pubblicato un articolo a proposito del processo di scansione che tenta di fornire chiarezza ai proprietari di siti web su come Google analizza i siti web.
Crawler
Anche detto Spider. Un crawler visita un sito e ne esamina le pagine. Successivamente prende le pagine e le archivia in un database che il motore di ricerca utilizzerà per le ricerche. Programma usato dai motori di ricerca per scandagliare il web e individuare le pagine da prelevare. È quasi sinonimo di “spider”, in quanto il suo fine è leggermente diverso.
Cross linking
Scambio di link che può avvenire tra uno o più siti web o nello stesso sito. Può essere usato in una matrici di link per il miglior posizionamento nei motori.
CSS
Acronimo di Cascading Style Sheet, ovvero foglio di stile contenente le regole di formattazione dei documenti html
CTR
Click-Thru Rate. Il rapporto tra visualizzazioni e click di un banner o di un link.
Dead link
(“link morto” dall’inglese) link che non porta a nulla o che non funziona. Per un motore di ricerca questo tipo di link non funzionante viene escluso dai risultati di ricerca o non preso in considerazione.
Deep crawl (scansione profonda)
È un grande processo di scansione del web da parte degli spider dei motori di ricerca: consiste nel visitare la maggior parte (o tutti) i siti presenti nel proprio archivio e a prelevare il massimo numero di pagine possibile.
Deep link
Link effettuato non verso l’home page di un sito ovvero la pagina principale (index page) ma verso un’altra pagina facente parte della struttura. Vedi link, collegamento ipertestuale
DeepBot
Spider che analizza pagine web in profondità a differenza del FreshBot che le scansiona in cerca di nuovi contenuti o attraverso passaggi di breve durata
Densità parole-chiave (keyword density)
La densità è un indice di quanto frequentemente una parola- chiave appare in un testo. Questo indice di frequenza è solitamente indicato come percentuale della parola-chiave sull’intero testo. In una interpretazione leggermente diversa, la percentuale può essere riferita alle sole parole del testo che si ripetono almeno una volta. Molti webmaster e SEO credono erroneamente che la keyword density sia un importante fattore preso in considerazione dai motori di ricerca. In realtà, per quanto sia vero che percentuali eccessivamente alte di una parola producono testi poco leggibili e mettono la pagina a rischio di penalizzazioni, i motori di ricerca non usano la densità come uno dei fattori per decidere la posizione della pagina nei risultati di ricerca, preferendo ad essa altri indici più precisi e complessi.
Directory
Catalogo di siti web ordinato per categoria. Ogni sito web viene ospitato in una categoria relativa ai contenuti del sito. Generalmente le directory, a differenza dei motori di ricerca “propriamente detti” selezionano i siti web proposti dagli utenti manualmente, includendoli nel catalogo solo se vengono ritenuti interessanti e di qualità.
Disavow Link
Tool di Google Webmastertools che permette di rifiutare i link indesiderati verso le pagine del proprio sito
DMOZ
Altro nome con cui è conosciuto l’ODP.
DNS
Domain Name System. Un sistema che permette l’identificazione di una risorsa sul Web tramite una stringa alfanumerica (il dominio) piuttosto che con l’indirizzo IP.
Domain authority
Domain Authority (DA) è un punteggio di ranking dei motori di ricerca sviluppato da Moz che prevede quanto un sito si classificherà nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca (SERP). Il punteggio di un’autorità di dominio varia da uno a 100, con punteggi più alti corrispondenti a una maggiore capacità di posizionarsi. L’Autorità di dominio viene calcolata valutando più fattori, inclusi i backlink, in un singolo punteggio DA. Questo punteggio può quindi essere utilizzato quando si confrontano siti Web o si monitora la “forza di ranking” di un sito web nel tempo. Puoi visualizzare il DA di un sito web utilizzando MozBar (un’estensione Chrome gratuita), Link Explorer (uno strumento di analisi del backlink), la sezione Analisi SERP di Keyword Explorer e dozzine di altri strumenti SEO in tutto il web.
Dominio web
Il nome di un sito web. Hanno una varietà di estensione come .com, .net, .org, .biz o per stato: .co.uk per il Regno Unito, .it per l’Italia, .ru per la Federazione Russa , ecc.
Doorway page
Ormai considerata definitivamente spam, è una pagina web focalizzata su una parola chiave il cui scopo è ottenere un alto posizionamento nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca e portare traffico al sito principale tramite redirezione automatica del browser. Pagina i cui contenuti testuali sono strettamente focalizzati su una parola-chiave o su una breve frase-chiave. Nell’uso comune, il termine ha assunto una connotazione negativa, in quanto generalmente le doorway non vengono usate per ospitare contenuti testuali appetibili ai visitatori, ma solo parole chiave e link studiati per aumentare artificiosamente la rilevanza della pagina agli occhi dei motori di ricerca.
Drupal
Uno dei più noti CMS in circolazione: basato sul PHP, gratuito ed open source, presenta numerosi campi di applicazione e una discreta versatilità. La sua minor diffusione rispetto a WordPress e Joomla è da attribuirsi ad una curva di apprendimento (specie per quanto concerne la configurazione ed il settaggio) leggermente più ripida delle piattaforme succitate.
Dynamic Content
(contenuto dinamico) Informazione reperibile tramite una pagina web, che è contenuta in un archivio remoto. A volte è possibile individuare immediatamente un contenuto dinamico, ad esempio se l’url della pagina ha estensione .asp, .cfm, .cgi o .shtml. Attualmente i motori di ricerca (anche Goolgle) indicizzano le pagine dinamiche in maniera pressochè analoga alle pagine statiche, con alcune limitazioni.
E-A-T (Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness)
E-A-T sta per Expertise (Competenza), Authoritativeness (Autorevolezza) e Trustworthiness (Affidabilità). È un insieme di linee guida utilizzato da Google per valutare la qualità dei contenuti di un sito web.
E-commerce
Il termine viene utilizzato sia per indicare il settore del cosidetto “commercio elettronico”, sia per designare le applicazioni web based che consentono di implementare tali attività all’interno dei siti web.
Entry Page
Sono le pagine in cui un utente effettua l’accesso al sito. Può anche non essere l’home page ma una landing page che l’utente ha raggiunto dopo aver cliccato su un annuncio adwords, ad esempio.
Everflux
Fenomeno che vede un sito cambiare repentinamente e ripetutamente posizione nei risultati delle ricerche di Google. A distanza di anche un solo giorno, una pagina può apparire in posizioni molto diverse o addiritura scomparire temporaneamente dall’archivio del motore di ricerca. Tale effetto è causato dal fatto che Google può attribuire particolare importanza alle pagine nuove o a quelle che sono state modificate di recente, premiandole con una posizione leggermente migliore. Tali pagine nuove o con nuovi contenuti, dunque, possono apparire in una posizione prominente per un giorno, per poi scendere di posizione nei giorni successivi, quando i contenuti non vengono più considerati “freschi”.
Exit page
Sono le pagine da cui un utente esce dal nostro sito, quindi l’ultima pagina vista prima di abbandonarlo.
Eye tracking
Studi e scienza che analizzando il movimento del mouse sulla pagina web studia come il visitatore consuma la pagina web.
Featured Snippet
I featured snippet, o snippet in primo piano di Google, sono dei riquadri evidenziati che compaiono nella parte superiore della SERP e che offrono una risposta diretta e concisa agli utenti, spesso senza che sia necessario cliccare sul sito di origine.
Feed Burner
Creato nel 2004 e poi venduto a Google ne 2007, è un sistema di gestione di feed RSS.
Feed RSS
In linea generale, RSS (acronimo di Really Simple Syndication) può essere definito come uno dei più popolari formati per la distribuzione di contenuti Web. Da un punto di vista più tecnico, invece, un Feed RSS non è un file .XML che contiene in forma strutturata informazioni sulla pagina al quale è legato e sui contenuti della stessa. Ecco come funziona: molti siti, soprattutto blog, forum, testate giornalistiche, portali, presentano un Feed RSS sulle proprie pagine attraverso il quale offrono notizie costantemente aggiornate. L’utente interessato indica al proprio programma news aggregator i feed di suo interesse: il news aggregator li controlla con frequenza specificabile riportando gli aggiornamenti desiderati.
FFA (Free For All) link
Pagine web in cui qualunque visitatore può aggiungere un link al proprio sito. Sono nate per incrementare artificiosamente la Link Popularity di un sito e solitamente consistono in enormi pagine piene esclusivamente di link e prive di alcun contenuto appetibile ai visitatori. Sono estremamente mal viste dai motori di ricerca che spesso adottano soluzioni per ignorarle e in alcuni casi per penalizzare i siti web che ne fanno uso.
Filtro
Procedimento applicato da un motore ai risultati di una ricerca per migliorarne la qualità, consistente nell’eliminare dai risultati alcune pagine che presentano determinate caratteristiche. Uno dei filtri più comuni è quello che serve ad eliminare dai risultati di una specifica ricerca le pagine troppo simili tra loro, in modo da presentare all’utente un elenco di risultati realmente diversi tra loro. Un filtro non è una penalizzazione, in quanto non attribuisce una valenza negativa alle pagine ma si limita a ignorarne alcune solo nell’ambito di una determinata ricerca.
Frames
Una tecnica per combinare diversi documenti Html all’interno della stessa videata. Un sito internet basato su una struttura a frame potrebbe avere problemi con i motori di ricerca, e potrebbe non essere correttamente indicizzato, anche se molti motori di ricerca ora supportano la tecnica dei frame.
Frameset / Frame / Iframe
Il Frameset è una tecnica che permette di dividere lo spazio della finestra di visualizzazione del browser in zone rettangolari, chiamate “frame”, ognuna delle quali mostra un file HTML differente. Il metodo viene usato per far caricare una sola volta agli utenti quelle zone della finestra destinate a rimanere fisse e a non cambiare di contenuto (una intestazione in alto, un menu di navigazione a lato, ecc.). È consigliato usare i frame solo quando strettamente indispensabili, in quanto possono nascere problemi di usabilità e di indicizzazione del sito con i motori di ricerca.
FreshBot
Nome di alcuni spider del motore di ricerca Google in cerca di pagine nuove o comunque nuovi contenuti da indicizzare.
FTP
(File Transfer Protocol) Tradotto in italiano: protocollo di trasferimento file. Come dice il termine stesso è un protocollo di trasferimento di file tra host. Viene utilizzato tramite programmi appositi e serve solitamente per spostare le informazioni relative a un sito web su un server in modo da permettere la sua visualizzazione online.
GIF
(Graphics Interchange Format ) Tipo di estensione di file grafici del tipo .gif . Solitamente usato per grafica che non abbia sfumature molto dettagliate.
Google Analytics
Google Analytics è una piattaforma che raccoglie i dati dai tuoi siti web e dalle tue app per creare report che forniscono informazioni sulla tua attività.
Google Dance
Periodo di tempo che Google dedica ad aggiornare il proprio database principale. Durante l’aggiornamento Google ricalcola i valori di PageRank™ di tutte le pagine in archivio. La Google Dance avviene solitamente una volta al mese e dura alcuni giorni; viene chiamata “danza” in quanto durante tale periodo le posizioni dei siti su Google possono cambiare ripetutamente, apparendo spesso inesatte e fuorvianti. Tutto si assesta quando l’aggiornamento è terminato. In più di un sito web italiano abbiamo letto affermazioni secondo le quali durante la Google Dance sarebbe possibile sapere in anticipo i risultati dell’aggiornamento di Google, ma ciò è del tutto errato; al contrario, durante la “dance” non bisognerebbe fare affidamento ai risultati di qualunque datacenter di Google, che appaiono instabili e incorretti.
Google Keyword Suggestion Tool
E’ un tool di Google che suggerisce parole chiave in rapporto al termine inserito, in relazione anche a siti concorrenti.
Google Search Console
Google Search Console è un servizio gratuito offerto da Google che ti consente di monitorare e gestire la presenza del tuo sito nei risultati della Ricerca Google, nonché di risolvere eventuali problemi correlati.
Googlebombing
Tecnica utilizzata per far salire di posizione nei risultati di Google una pagina web per una specifica parola o frase, creando in giro per il Web una grande quantità di link che puntano alla pagina usando la parola o frase nel testo dell’ancora.
Googlebot
E’ lo spider di Google. Vedere alla voce “Crawler”
gTLD
I domini generici di primo livello (gTLD) sono una delle categorie di domini di primo livello (TLD) gestiti dalla IANA (Internet Assigned Numbers Authority) per l’utilizzo nel Domain Name System di Internet. Un dominio di primo livello è l’ultimo livello di ogni nome di dominio completo. Sono chiamati generici per ragioni storiche; inizialmente, erano in contrasto con TLD specifici per paese in RFC 920.
Hallway page
Pagina contenente dei link che mandano ad una doorway page.
Heading Tag
Il tipo di tag usato in una intestazione. Questi comandi variano dal numero 1 al 6. I motori di ricerca danno a questi particolare importanza. Comandi molto utili per la SEO nell’ottimizzazione della pagina web e per la creazione di occhielli accattivanti per catturare l’attenzione del visitatore su alcuni titoli di testo nella composizione di testi online.
Hidden Text
Testo di una pagina Web visibile agli spiders dei motori di ricerca ma invisibile agli utenti in carne ed ossa. Questo è spesso dovuto alla selezione del colore del testo identico a quello dello sfondo della pagina, all’utilizzo multiplo del titolo (title tag), o perché il testo è inserito come commento al codice HTML. Il testo nascosto è spesso usato come tecnica di spamdexing. Molti motori di ricerca sono in grado di individuare il testo nascosto, e di rimuovere le pagine che ne fanno uso dal loro database, o di peggiorarne il posizionamento.
Home Page
E’ la prima pagina del sito, solitamente considerata come la presentazione del sito stesso, in quanto ne ripropone stile e una breve introduzione. Corrisponde al dominio del sito.
Htaccess
Il file .htaccess è un semplice file di testo contenente le direttive di apache per la configurazione. Questo file può essere editato con un normale editor di testo come notepad
HTTP
protocollo di rete
Impression
E’ il numero di volte che un banner o una pagina web viene visualizzata agli utenti. Questo termine si trova nelle campagne pubblicitarie nelle quali viene fatto pagare un costo per impression ossia ogni volta che il banner o la pagina viene visualizzata a prescindere se l’utente effettua il click.
Inbound link
Dal punto di vista di un sito, è un link ricevuto da altri siti. Gli inbound link sono estremamente utili in quanto aumentano la Link Popularity di un sito e contribuiscono ad incrementare il valore di PageRank™ calcolato da Google.
Indicizzazione
Da non confondere con posizionamento, l’indicizzazione è la semplice presenza di un sito tra gli indici (elenco di siti) di un motore di ricerca o di una directory. L’indicizzazione è il processo successivo ad un Add URL andato a buon fine. Atto compiuto dal motore di ricerca e che consiste nell’aggiungere una pagina web all’archivio dei siti (database) del motore. È sinonimo di “registrazione”.
Internal Link (Link Interno)
I link interni sono collegamenti ipertestuali che connettono diverse pagine all’interno di uno stesso sito web. Hanno il compito di migliorare l’architettura e la navigabilità e risultano fondamentali per la SEO, in quanto contribuiscono a indicizzare il contenuto in modo più efficace.
IP
Internet Protocol. L’indirizzo numerico di una risorsa presente sul web. (Vedi anche DNS)
Javascript
Linguaggio di scripting usato per scopi minori all’interno di pagine html. Gli script sono generalmente interpretati direttamente dal browser
Joomla
Un CMS molto utilizzato, assieme a Drupal e WordPress
JPG
Sigla per Joint Photographic Experts Group, tipo di formato (.jpg) generalmente per immagini dalla possibilità di facile ridimensionamento della propria pesantezza in Kb. E’ un formato del tipo a perdita, cioè che nelle proprietà del fine vi è possibile variare la propria grandezza di Kb a scapito della qualità della foto.
Keyphrase (frase-chiave)
Insieme di poche parole-chiave (solitamente due o tre) che formano una breve frase o un’espressione particolarmente attinente ad un dato argomento.
Keyword (parola-chiave)
Termine particolarmente attinente ad un dato argomento. Gli utenti che effettuano ricerche sui motori inseriscono spesso una o più parole-chiave che ritengono inerenti ai contenuti che intendono trovare. I motori di ricerca riportano poi all’utente un elenco di pagine web in cui compaiono le parole-chiave inserite.
Keyword advertising
(anche noto come Search Engine Advertising o PPC, Pay-Per-Click) Strumento di annunci vari e pubblicità online sui principali motori di ricerca, portali e vari circuiti sul web. Tali pubblicità si presentano di norma come annunci testuali o non tra i risultati non a pagamento dei motori. Questo tipo di promozione è attivabile in breve tempo grazie ad una sorta di “asta online” (Vedi BID) per le parole chiave le nostre pagine intese da pubblicizzare. Tra i suoi punti forti, oltre al fatto della semplice attivazione, c’è sicuramente la visibilità immediata nel web e la possibilità di gestire la campagna o le campagne decidendo a priori il budget giornaliero, mensile e quanto spendere per ogni singola parola o frase chiave avendo così un pieno controllo di statistica dell’attività di promozione e delle spese sstenute. I principali circuiti di Pay Per Click sono Google AdWords, Yahoo Search Marketing – Overture ed Espotting.
Keyword Cannibalization
Pratica della pubblicazione di più articoli che hanno la stessa parola chiave su un unico sito web. Per cannibalizzare qualcosa significa riutilizzarlo, di solito come sostituzione di una parte necessaria. Una frase descrittiva più appropriata e accurata sarebbe un eccesso di targeting di una sola parola chiave.
Keyword density
(densità di parole-chiave) Il numero delle volte che un o più keyword è ripetuta nel body di una pagina. La densità è misurabile attraverso l’utilizzo di appositi tools e software. Una densità adeguata per una pagina web può variare dal 4% al 10% ma non è una regola assoluta. E’ comunque consigliabile nella SEO search engine optimization di mantenersi vicino o sotto tali densità per non incorrere nel cosiddetto keyword-stuffing considerato spam dagli engines.
Keyword promincency
La vicinanza che può esistere tra uno e più termini (parole chiave) in un documento web. Nella valutazione delle pagine web i motori di ricerca guardano a tale caratteristica di prominenza dei termini. Se alcune parole chiave sono accomunate dalla loro vicinanza dovrebbero esprimere un concetto assieme e sono potenzialmente significanti di qualcosa.
Keyword Stuffing
La ripetizione e la ridondanza di determinate parole chiave all’interno del testo, del codice, e dei tagdi una pagina web. Tale tecnica è considerata spam.
Landing page
La pagina “di atterraggio” per utenti provenienti da link sponsorizzati e pubblicità: strumento fondamentale per il web marketing la Landing Page, ha lo scopo di massimizzare le conversioni legate agli investimenti pubblicitari del sito internet.
Latent Semantic Indexing (LSI)
indicizzazione semantica latente. Tecnologia inizialmente introdotta in AdSense per tematizzare meglio gli ads nelle pagine dei publisher, consente di capire quali sono i termini più appropriati della pagina dal punto di vista semantico.
Lead Generation
La pratica di attrarre su un sito web i consumatori interessati ad un prodotto o servizio offerto, raccogliere le informazioni e venderla ai commercianti e ai fornitori di servizi.
Link Authority
Il numero di incoming link diretti al tuo sito web.
Link Building
Consiste nel definire un po’ di backlink, con lo scopo primario di produrre traffico al sito destinazione. Tipiche fonti di traffico sono i social network (Facebook, Twitter, Linkedin), i commenti a blog simili (se avete qualcosa di interessate da raccontare, s’intende) le varie link bag diffuse sul web (tipo bagtheweb.com), i vari “raggruppatori” di link (deliciuous, reddit), i siti di social news (ziczac, oknotizie, upnews), (alcun)i siti di annunci gratuiti (…). Si opera solitamente usando anchor text orientate sulle keyphrase da ottimizzare, tuttavia la priorità è quella di definire delle ancore testuali utili a far capire cosa state postando (non è scontato nè semplice farlo, a volte). Sia detto di sfuggita: saper “astrarre” un backlink e prevedere come apparirà nel sito dove lo state inserendo è una delle capacità che ho inconsciamente più sviluppato in questi anni: esempio banale, quando inserite un commento in un blog vi verrà naturale associare il campo nome con l’anchor text e URL (quando disponibile) con pagina destinazione. C’è gente che si esalta sul serio nello scoprire cose del genere, e va in giro firmandosi “programmi gratis” o “ebook free”.
Link Exchange
Termine che indica lo scambio di link, ossia la reciproca apposizione di collegamenti ipertestuali su due diversi documenti del web. Di uso comunque anche il termine “link trading”, di equivalente significato.
Link farm
Insieme di link creati per lo scopo di incrementare la link popularity. Questo tipo di attività non è ben visto dai motori. Sistema o servizio attraverso il quale è possibile incrementare il numero di link ricevuti da un sito. Essendo generalmente una tecnica volta esclusivamente ad aumentare la Link Popularity di un sito, è mal vista da tutti i motori di ricerca.
Link Juice
Indica la sommatoria dei tre valori passati tramite link da un documento all’altro: tematizzazione, pagerank, autorevolezza.
Link Popularity (popolarità da link)
La sommatoria dei collegamenti ipertestuali che puntano ad un dato dominio o un dato documento web. Il numero di link in giro per il web che puntano ad una determinata pagina o sito. La Link Popularity è uno dei fattori che i motori di ricerca prendono in considerazione per attribuire la posizione di una pagina nei risultati delle ricerche. I motori desumono che una pagina sia più importante o conosciuta se la sua Link Popularity è alta.
Link reciproco
Avviene quando il sito A ospita nelle sue pagine un link verso il sito B ed il sito B contraccambia con un link verso il sito A. I link reciproci vengono massicciamente utilizzati dai webmaster per aumentare la Link Popularity dei propri siti web. Logica vorrebbe che col tempo i motori di ricerca daranno preferenza ai link spontanei più che ai link nati in seguito ad accordi di scambio.
Link Wheel
Particolare matrice di link circolare, in cui A possiede un backlink verso B, B verso C e così via fino a chiudere il cerchio nuovamente su A o, in alternativa, lasciando “aperto” l’anello creato. Esercizio da nerd SEO della prima ora, peraltro, visto che costruirne una può essere un rischio per la salute e provocare tratte di copertone di camion sulla pelle (dicono).
Meta Description
La Meta Description determina l’extract che compare nelle serp dei motori di ricerca a corredo del titolo del sito. E’ dibattuta tra i seo la sua diretta utilità ai fini del posizionamento organico. Testo di una pagina web che ne descrive i contenuti e gli argomenti trattati. Alcuni motori di ricerca estrapolano la descrizione di una pagina dai contenuti del meta tag DESCRIPTION, nato proprio per questo scopo. Altri motori creano “al volo” una descrizione (snippet) estrapolando il testo dalle zone della pagina che contengono le keyword cercate dall’utente. Se una pagina è presente in ODP, alcuni motori possono mostrare la descrizione che gli editor della directory hanno assegnato alla pagina.
Meta Keywords
Meta molto utilizzato (ed abusato) per il posizionamento organico sui motori di prima generazione (ie Altavista) contiene una selezione delle parole chiave più significative della pagina web.
Meta Search Engine (metamotore)
I metamotori sono motori di ricerca che non possiedono un proprio archivio di siti né un proprio crawler per scandagliare il web. Forniscono le risposte alle ricerche degli utenti interrogando contemporaneamente diversi motori di ricerca e restituendo una lista di quelle pagine web che appaiono più frequentemente nei risultati dei motori. Alcuni metamotori sono Ixquick, Mamma.com e Vivisimo.
Meta tag
Un tag HTML che ospita informazioni di vario genere. Alcuni di questi tag (come il DESCRIPTION e il KEYWORDS) ospitano contenuti dedicati ai motori di ricerca.
Meta tag robots
A differenza degli altri meta tag non ha lo scopo di fornire informazioni inerenti i contenuti della pagina web. Al contrario, si tratta di un modo per comunicare con lo spider del motore di ricerca e invitarlo a seguire alcune direttive circa l’uso della pagina web prelevata.
Meta Title
Meta che determina l’intestazione del sito nei risultati organici dei motori di ricerca. Indiscusso il suo peso nel posizionamento sui motori di ricerca.
Metadati
Dati che descrivono dati. Solitamente riferito ai META TAG di una pagina web, in realtà presenti anche all’interno delle JPEG e delle animazioni SWF.
Mirror
(Siti mirror) Sito copia di un altro ma residente su un differente dominio internet. Questa tecnica è penalizzata dai motori di ricerca e dalle directory perché ritenuta spam.
Mirror Domain
(trad. Dominio specchio) Esatta copia di un sito, che si distingue da quest’ultimo per il diverso nome di dominio. E’ una tecnica di posizionamento -facilmente rilevabile da Google, quindi sconsigliata- che sfrutta la rilevanza che viene generalmente assegnata alla descrittività di un dominio (es: www.scarpe-economiche-sportive.net). Il webmaster crea un sito, e ai fini di spingere nei motori di ricerca i suoi contenuti, lo duplica e pubblica i contenuti sotto un altro dominio, dal nome ‘descrittivo’. Tale tecnica è considerata dai maggiori motori di ricerca spam.
Motore di ricerca
Strumento per mezzo del quale è possibile reperire informazioni specifiche all’interno di una grande mole di documenti. L’utente effettua una ricerca inserendo alcuni termini che, presumibilmente, vengono usati in testi trattanti l’argomento ricercato ed il motore restituisce un elenco di pagine web e altri tipi di documenti che contengono il termini inseriti.
Natural listing
(Risultati naturali) Si dice di risultati provenienti dalla SERP gratuita o non a pagamento provenienti dai motori di ricerca. Tale posizionamento avviene attraveso le tecniche di ottimizzazione del web site dette SEO.
Negative SEO
La pratica di indirizzare link a un sito web con l’intento di danneggiare la sua reputazione, la reputazione del suo proprietario, o di truccare un motore di ricerca per penalizzare il sito web. Il bombardamento di collegamento e il bowling di Google sono due forme di SEO negativo che sono stati ampiamente documentati.
Noframes
Elemento solitamente utilizzato per le pagine a frame. Il contenuto della pagina compreso tra <noframes> e </noframes> è l’unico possibile da ottimizzare in questo tipo di architettura del sito web.
ODP: Open Directory Project
Directory nata e cresciuta attraverso la cooperazione di migliaia di volontari, che recensiscono continuamente siti web con la finalità di costruire una directory con tanti contenuti di qualità. Il database dei siti ospitati dalla directory è a disposizione di chiunque e viene usato, tra gli altri, anche da Google.
OOP
Over Optimization Penalty. Introdotta durante il Florida Update (2003), è una forma di penalizzazione per tutte quelle pagine che, pur non facendo spam, presentano SOVRAOTTIMIZZAZIONE di contenuti e codice. Non a caso i più colpiti dal Florida Update furono proprio i siti di moltissimi SEO.
Ottimizzazione
Attività svolte alle pagine web di un sito internet volte a rendere i contenuti più appetibili ai motori di ricerca per migliorare la visibilità nelle serp, e nello stesso tempo persuasivi e ed esplicativi agli utenti del sito stesso. Processo mediante il quale i contenuti e le caratteristiche tecniche di una pagina o di un intero sito web vengono corretti e migliorati con la finalità di fornire contenuti più appetibili ai visitatori e conseguire posizioni migliori sui motori di ricerca.
Outbound link
Link verso l’esterno, ovvero che punta alla pagina di un altro sito web.
Page swapping
“(scambio di pagina) una bizzarra quanto obsoleta tecnica considerata spamming. E’ l’atto di far indicizzare una pagina ottimizzata e ottenere un buon ranking per essa. Sapendo che la Google Dance accade una volta al mese (vedi AGGIORNAMENTO GOOGLE), quando quelle pagine sono state indicizzate i webmaster sostituisce quella pagina con un’altra. Quindi gli utenti trovano quella pagina facendo ricerche, ma quando cliccano sull’url si ritrovano in una pagina completamente diversa da quella contenuta nella cache di Google. Quando la Google Dance sta per iniziare nuovamente il webmaster mette nuovamente online la vecchia pagina, per rimetterla al termine dell’aggiornamento.
NB: dal momento che l’aggiornamento dell’indice di Google viene ora fatto in maniera continua, tale tecnica è diventata obsoleta e rischiosa”
PageRank™ / PR
Valore che Google attribuisce ad ogni pagina web contenuta nel proprio archivio, sviluppato da Larry Page e Sergey Brin all’Università di Stanford. Il Page Rank si basa sul numero e sul valore dei link in entrata verso le pagine (e il sito) stesso. A loro volta, il valore di tali link è calcolato sul Page Rank delle pagine linkanti. Tale valore è attribuito basandosi sulla quantità e la “qualità” dei link ricevuti dalla pagina; la qualità di un link aumenta, a parità di altri elementi, con l’incrementare del valore di PageRank™ della pagina in cui esso risiede.
Pagina orfana (orphan page)
Pagina web che non riceve link da nessun’altra pagina. Generalmente questo tipo di pagine non riesce ad entrare negli archivi dei motori di ricerca, in quanto non rientra nel modello richiesto dai motori: ogni pagina deve ricevere almeno un link da un’altra pagina.
Pay Per Click
(Search Engine Marketing/Advertising o PPC) Sistema di pubblicità presso i motori di ricerca, portali e circuiti vari che consente di far comparire in spazi specifici annunci testuali o non ogni qual volta si cerchino determinate parole chiave o frasi. Il pagamento del servizio avviene a click avvenuto, cioè, ogni qual volta un utente internet visita un annuncio pubblicitario a pagamento una certa somma viene scalata dall’account dell’inserzionista. Il sistema di pagamento per il Pay-Per-Click può essere paragonato ad una auto ricarica. Si stabilisce un budget da investire e quanto si voglia pagare a click avvenuto. Il costo per click viene stabilito in una sorta di asta online rispetto alla posizione degli altri annunci inserzionisti.
Penalizzazione
Nell’ambito del posizionamento sui motori di ricerca, si parla di penalizzazione quando l’utilizzo da parte del webmaster o del seo di tecniche non conformi alle guidelines o alcuni difetti del sito internet determinano un abbassamento del ranking del documento web, fino alla forma di penalizzazione più grave, ossia il ban. Una “punizione” inflitta da un motore di ricerca ad una pagina web o ad un intero sito, in seguito all’individuazione di caratteristiche considerate spam dal motore. Le penalizzazioni più blande impediscono alla pagina colpita di ottenere buone posizioni nei risultati di ricerca, mentre quelle più pesanti prevedono la cancellazione della pagina o dell’intero sito dall’archivio del motore e l’impossibilità di ritornarvi (ban).
Permalink
E’ una contrazione del termine “permanent link”. E’ un URL creato in modo tale da non cambiare o almeno da rimanere lo stesso per lunghi periodi di tempo.
PFI: Pay For Inclusion (pagare per l’inclusione)
Servizio commerciale offerto da alcuni motori che garantisce l’inserimento di una o più pagine web nel proprio archivio dei siti solo a fronte del pagamento di una cifra in denaro. I motori più grandi, come Google o Fast, non offrono questo tipo di servizio in quanto preferiscono includere nei propri archivi il massimo numero di pagine possibile, indipendentemente dalla disponibilità finanziaria dei proprietari dei siti web.
Poison words
parole che i motori di ricerca filtrano e, quando trovate in determinate parti della pagina (title, description, url…) ne impediscono il posizionamento. Come se la presenza di tali termini fosse un segnale che l’intera pagina è di scarso valore. La reale -negativa- incidenza sul ranking di una pagina è tutt’ora dibattuta.
Posizionamento
Insieme di tecniche e strategie volte a migliorare la posizione di un sito web nei risultati delle ricerche sui motori. Le tecniche possono essere più o meno etiche a seconda del “temperamento” del SEO.
Posizionamento organico
Posizionamento nei risultati organici dei motori di ricerca, così definito in contrapposizione al PayPerClick o ad altre forme di visibilità che comportano l’acquisto dell’inserzione e la presenza tra i risultati sponsorizzati.
Posizione (rank)
La posizione di una pagina è il posto occupato dalla medesima tra i risultati di una determinata ricerca effettuata su un determinato motore.
Prominenza
Letteralmente “vicinanza”, viene usato per riferirsi alla vicinanza reciproca tra due o più parole-chiave, oppure alla vicinanza di una parola-chiave ad un punto particolare di una pagina web (una intestazione, l’inizio del primo paragrafo di testo, ecc.). La prominenza delle keyword ai “punti chiave” di una pagina è uno dei fattori che molti motori di ricerca prendono in considerazione per assegnare un valore di rilevanza tra la pagina e i termini cercati dall’utente.
Proximity Search
(ricerca per prossimità) Una ricerca in cui l’utente specifica che le parole della sua query DEVONO essere vicine tra loro — Google supporta questa funzione, con la sintassi “parola-chiave” (tra virgolette).
Query (interrogazione)
Una generica interrogazione fatta ad un motore di ricerca da un utente o da un automatismo software. Il tipo di interrogazione più comune è la normale ricerca di uno o più termini tra le pagine web archiviate dal motore.
Rankings
La lista di pagine web restituita da un motore come risultato di una specifica ricerca e ordinata in base ai criteri di rilevanza applicati dal motore stesso.
Redemption
Rapporto che esiste tra gli stimoli offerti in una pubblicità, posizionamento o campagna Pay-Per-Click e le risposte ottenute dal mercato.
Redirect (redirezione)
Accorgimento tecnico usato su alcune pagine web che dirotta automaticamente il visitatore su un’altra pagina. I motori di ricerca non amano le pagine che usano i redirect, in quanto vengono spesso utilizzate per nascondere soluzioni “poco pulite”, quali le pagine doorway.
Redirect 301
301 indica rimozione permanente
Redirect 302
302 indica trasferimento temponeaneo
Redirect Javascript
Redirezione automatica da una risorsa web ad un altra implementata attraverso l’utilizzo del linguaggio di scripting client side Javascript.
Referrer
L’indirizzo (URL) di un sito dal quale un visitatore proviene. Questo tipo di informazione è reperibile dai File di Log o da qualsiasi tipo di statistiche per il controllo di accessi di visitatori.
Registrazione
Atto compiuto dal motore di ricerca e che consiste nell’aggiungere una pagina web all’archivio dei siti (database) del motore. È sinonimo di “indicizzazione”.
Registrazione Motori di ricerca
E’ la richiesta di inserimento permanente di un nuovo sito negli archivi dei motori di ricerca o directory
rel=”canonical”
La TAG HTML “canonical” è un tag che serve ad indicare ai motori di ricerca l’URL univoco di ogni pagina. Utile quando nel sito (ad esempio gli e-commerce) sono presenti più indirizzi per la stessa pagina e generano contenuto duplicato.
rel=”nofollow”
La TAG HTML “nofollow” consente ai webmaster di inviare ai motori di ricerca le istruzioni “Non seguire i link presenti in questa pagina” o “Non seguire questo link”.
rel=”noindex”
La TAG HTML “noindex” consente ai webmaster di inviare ai motori di ricerca le istruzioni “Non indicizzare questa pagina”.
Remarketing
Il remarketing è una funzione che ti consente di personalizzare la campagna di annunci display per gli utenti che in precedenza hanno visitato il tuo sito web e di adattare offerte e annunci (con il remarketing dinamico) a questi visitatori quando effettuano ricerche sul Web o utilizzano le app.
Rich Snippet
Il Rich Snippet è un risultato di Google che non si limita ad avere titolo (meta-title), indirizzo del sito web (URL) e descrizione del sito (meta-description), ma è più “ricco” e mostra informazioni più dettagliate per catturare l’attenzione dell’utente che naviga su Google.
Rilevanza
Importanza di un documento nella valutazione da parte di un motore di ricerca o di un navigatore
Risultati organici (organic results)
Quella parte dei risultati di una ricerca che è frutto esclusivamente degli algoritmi di rilevanza applicati dal motore e che non è influenzata dalle inserzioni a pagamento o pubblicitarie.
Robot
Software che effettua in automatico l’operazione di visita di un sito e prelievo delle sue pagine web. È un termine simile a “spider”, ma più generico, in quanto non strettamente relativo ai motori di ricerca.
robots.txt (file)
File di testo, da inserire nella directory principale di un dominio, che contiene al suo interno alcune direttive che molti spider dei motori di ricerca si sono impegnati a seguire. Viene usato per chiedere ai motori di ricerca di non scandagliare e non prelevare file o directory che non si desidera che vengano archiviati dai motori.
RSS
acronimo di Rich Site Summary. File XML che, utilizzando tag standard, permette la visualizzazione di news e contenuti su appositivi dispositivi detti ‘aggregatori’.
Sandbox
Diversi webmaster hanno battezzato “Sandbox” quel periodo immediatamente successivo alla nascita di un nuovo sito/dominio durante il quale Google apparentemente impedisce allo stesso di ottenere buone posizioni nei propri risultati di ricerca. Tuttavia, i maggiori esperti concordano nel sostenere che tale fenomeno non sia causato da una scelta arbitraria di Google volta ad impedire ai siti giovani il conseguimento di buoni risultati, bensì che sia l’effetto di particolari criteri di selezione e valutazione dei siti (sconosciuti a webmaster e SEO) applicati dal motore di ricerca.
Schema.org
Schema.org è un’iniziativa collaborativa creata dai principali motori di ricerca, tra cui Google, Bing, Yahoo! e Yandex, per sviluppare un vocabolario di dati strutturati comune per tutti su Internet.
SEA (Search Engine Advertising)
L’acronimo SEA sta per Search Engine Advertising. La SEA forma, insieme alla SEO, il campo del marketing che riguarda i motori di ricerca e appartiene, quindi, al marketing online. Gli annunci SEA sono annunci a pagamento ben visibili in base ai risultati di ricerca organici su motori di ricerca come Google o Bing.
Search Engine Friendly
Letteralmente non amico, amichevole con I search engines. Alcuni tipi di soluzioni grafiche, Splash pages, particolari linguaggi di programmazione non sono SEF in quanto i Bot dei motori non possono leggere queste pagine e conseguentemente non possono essere ricercati negli indici dei motori di ricerca.
Search Query
(query, chiave di ricerca) Una stringa, contenente una o più parole, che viene inviata dall’utente ad un motore di ricerca.
Segnalazione (submission)
Operazione volta a fornire al motore di ricerca l’indirizzo (URL) di una pagina web da visitare. La maggior parte dei motori parte dalla pagina segnalata per individuare e archiviare automaticamente tutte le pagine di un sito web. Altri motori (come faceva Altavista) possono richiedere che le pagine di un sito vengano segnalate una per una.
SEM (Search Engine Marketing)
Search Engine Marketing (marketing dei motori di ricerca). L’attività che comprende sia il posizionamento nei risultati organici dei motori di ricerca sia la gestione delle inserzioni a pagamento o pubblicitarie offerte da molti motori.
SEM Agency
Agenzia specializzata nel SEM, Search Engine Marketing
SEMPO
Acronimo di Search Engine Marketing Profesional Organization, gruppo operante nell’industria.
SEO
Search Engine Optimization (ottimizzazione per motori di ricerca). Sinonimo di posizionamento sui motori di ricerca.
SEP
(Search engine placement) Posizionamento nei motori di ricerca per il raggiungimento di un miglior ranking e qindi migliori posizionamenti nei motori di ricerca. Solitamente per un buon posizionamento, per key-phrases competitive si intende il raggiungimento della TOP 10, 20 o 30 dellaa SERP. Il navigatore solitamente si affida alle prime 3 pagine dei risultati delle pagine dei motori.
SERP
Search Engine Results Page (pagine di risultati della ricerca). La pagina di risultati che i motori restituiscono e che contiene l’elenco delle pagine web inerenti la ricerca effettuata.
Server
Macchina atta alla fornitura di servizi vari agli utenti.
Server Condiviso
E’ un server le cui risorse sono condivise da numerosi siti web di proprietà diversa. Rispetto ad un server dedicato richiede una spesa inferiore per il suo utilizzo, ma è in genere meno efficiente.
Server Dedicato
E’ un Server ad uso esclusivo e che quindi non è condiviso con altri clienti.
Shadow Domain
(trad. Dominio Ombra) dominio internet registrato allo scopo di sfruttare l’alta rilevanza che Google assegna al testo incluso nei nomi di dominio. Lo shadow domain ha lo scopo di ridirigere automaticamente il traffico dai motori di ricerca -in particolare Google- versoun altro sito. Talvolta uno shadow domain può essere l’esatta copia di un altro sito (vedi anche Mirror Domain).
Sitemap
Una Sitemap è un file in cui fornisci informazioni sulle pagine, sui video e su altri file presenti sul tuo sito, nonché sulle correlazioni tra i vari elementi. I motori di ricerca come Google leggono questo file per eseguire una scansione più efficiente del tuo sito.
Sitemap.html
Elenco gerarchico e sintetico delle pagine che compongono il sito web.
Sitemap.xml
Le Sitemap consentono ai webmaster di indicare ai motori di ricerca le pagine dei loro siti disponibili per la scansione. Nella sua forma più semplice, una Sitemap è un file XML contenente gli URL di un sito insieme ai rispettivi metadati aggiuntivi (data dell’ultimo aggiornamento, frequenza tipica delle modifiche, importanza rispetto agli altri URL del sito) che consente ai motori di ricerca di eseguire la scansione del sito in modo più efficiente.
Snippet (estratto)
Lo snippet è l’estratto di testo che alcuni motori prelevano dalle pagine web per costruire “al volo” le descrizioni dei siti riportati da una ricerca. Solitamente l’estratto varia in modo che contenga i termini cercati dall’utente.
SPAM / Web SPAM / Spamming / Spamdexing
Qualunque tecnica volta a fuorviare i motori di ricerca circa i contenuti di un sito, la sua attinenza ad alcuni temi specifici o la sua popolarità sul web. SPAMMER è colui che adotta tali tecniche, in italiano viene anche usato il (brutto) neologismo “SPAMMARE”, che indica l’azione dello spammer. SPAM è anche il termine che generalmente viene utilizzato per indicare la posta indesiderata che affolla le caselle postali, pertanto bisogna fare attenzione a non far confusione con i due diversi significati.
Spamming
Qualsiasi azione posta in essere al fine di falsare, danneggiare, modificare gli scopi primari di un motore di ricerca (fornire risultati di qualità all’utente). Questo include -ma non è limitato a- keyword stuffing, ip/agent cloaking , testo nascosto, redirezioni ad un’altra pagina, Page swapping ecc…
Spider
Software che effettua in automatico l’operazione di visita di un sito e prelievo delle sue pagine web. È un termine simile al più generico “robot”, ma maggiormente usato quando il software è usato espressamente da un motore di ricerca.
Splash page
Pagina di apertura, solitamente con tanto di intro in tecnologia Flash. Oltre a distogliere l’attenzione del visitatore per il suo caricamento tale pagina non risulta spesso essere Search Engine Friendly.
Split Test
test che divide il traffico verso due o più risorse come creatività, annunci pubblicitari o landing page per misurare quale risorsa porta più conversioni.
Squeeze Page
E’ una pagina web che ha come unico obbiettivo quello di ottenere le informazioni personali dell’utente che vi arriva. Per questo motivo non ci sono elementi che potrebbero condurre il visitatore ad un’altra pagina come ‘barra di navigazione’ o link in uscita.
Stemming
La capacità di un motore di ricerca di includere lo “stem” delle parole. Ad esempio lo stemming permette all’utente di cercare la parola “swimming” e ottenere risultati anche per lo stem “swim”. Linguisticamente parlando, è l’atto di estrarre da una parola la sua radice. Alcuni (pochi) motori di ricerca non si limitano a cercare le pagine che contengono esattamente le keyword immesse dall’utente ma si spingono oltre fino a prendere in considerazione anche quei termini che dividono con quelli immessi la medesima radice. Ad esempio la ricerca della parola “mangiato” potrebbe essere ampliata anche alle parole “mangiati”, “mangiate”, “mangiare”, “mangiando”, ecc.
Stop word
Parola che viene ignorata dal motore di ricerca nell’indicizzare il testo di una pagina e nell’accettare una query. Le particelle linguistiche più usate (“a”, “i”, “the”, ecc.) sono quasi sempre stop word. Congiunzioni, preposizioni e articoli che compaiono sovente in frasi, ma che non incidono sul significato di una ricerca. Vengono infatti ignorate da Google.
Target
Si tratta del mercato obiettivo da “colpire” attraverso il soddisfacimento dei loro bisogni. Nel campo del SEM ad esempio andremmo a colpire il mercato target in cerca di macchinari tessili con la frase “produzione macchinari tessili”.
Testo nascosto
Testo di una pagina che, attraverso alcuni accorgimenti tecnici, non appare agli utenti ma risulta invece ben visibile al motore di ricerca. È uno dei trucchi più diffusi (e più penalizzati) per inserire molte parole chiave in una pagina senza pregiudicare la sua estetica agli occhi dei visitatori.
Text ad
Tipo di pubblicità online solitamente del tipo banner che presenta il proprio annuncio in formato testuale e hyperlink.
Title Tag
Il titolo è senza ombra di dubbio il meta data più importante in assoluto. Due le ragioni: prima di tutto, il titolo rappresenta la parte della pagina web che rivela al lettore chi siete e cosa offrite. Esso compare infatti in cima al browser quando gli utenti stanno visitando il vostro sito web. E’ inoltre il testo che automaticamente apparirà agli utenti nel caso essi abbiano salvato il vostro sito web tra i preferiti. Secondo motivo, non meno importante del primo, consiste nel fatto che il titolo è la prima componente del testo che gli spider del motori di ricerca analizzano per individuare di che cosa state parlando. E’ ciò cui i motori di ricerca conferiscono il maggior peso.
TLD
acronimo di Top Level Domain. L’estensione del dominio di un sito (.com , .net, org….) Vedi capitolo URL
TrustRank
algoritmo sviluppato da Yahoo! nel 2005 per misurare il grado di affidabilità e fiducia di una risorsa in rete. Si basa sul principio logico che buone risorse di qualità non linkeranno mai risorse spam.
URI
acronimo di Uniform Resource Indicator
URL
Acronimo di Uniform Resource Locator. E’ l’indirizzo alfanumerico di una pagina o di un sito web.
Usabilità/Usability
facilità d’uso di un qualsiasi oggetto materiale (ad es. elettrodomestico) o immateriale (sito web) da parte di un utente.
User agent
In HTTP, la stringa User-Agent viene spesso utilizzata per la negoziazione del contenuto, in cui il server di origine seleziona il contenuto adatto ai parametri operativi per la risposta. Ad esempio, la stringa User-Agent potrebbe essere utilizzata da un server Web per scegliere varianti basate sulle funzionalità note di una particolare versione del software client. Il concetto di content tailoring è incorporato nello standard HTTP in RFC 1945 “al fine di personalizzare le risposte per evitare particolari limitazioni degli user-agent”. La stringa User-Agent è uno dei criteri con cui è possibile escludere i crawler Web dall’accesso a determinate parti di un sito Web utilizzando Robots Exclusion Standard (file robots.txt). Come con molte altre intestazioni di richiesta HTTP, le informazioni nella stringa “Utente-Agente” contribuiscono alle informazioni che il client invia al server, poiché la stringa può variare considerevolmente da utente a utente.
User experience
La User Experience (UX) si riferisce all’esperienza complessiva di un utente quando interagisce con un sito web o un’applicazione, includendo aspetti come la facilità d’uso, l’accessibilità e la soddisfazione generale.
Viral marketing
marketing non convenzionale che fa uso del moderno passaparola (la”viralità”) per veicolare il proprio messaggio a una grande massa di utenti.
W3C
World Wide Web Consortium, l’organismo riconosciuto a livello mondiale, che tutela, aggiorna, implementa il linguaggio HTML e linguaggio correlati.
Web Analytics
Studio e analisi delle performance di un sito che parte dalle statistiche del sito tramite programmi di tracciamento ed elaborazione dei movimenti sul sito da parte dei visitatori i quali consentono di verificare la provenienza degli accessi, il numero di pagine viste per utenti, il numero di visitatori unici giorno per giorno, i percorsi seguiti e le conversioni, le chiavi che generano gli accessi al sito attraverso i motori di ricerca. Sono uno strumento fondamentale per monitorare e migliorare le performance del sito web.
Webmastertools
Strumenti Google per il webmaster fornisce rapporti dettagliati sulla visibilità delle pagine su Google. Per iniziare, è sufficiente aggiungere e verificare il sito.
Welcome page (pagina di benvenuto)
Come le pagine doorway è una pagina web i cui contenuti testuali sono focalizzati su un argomento ben preciso e che fa un uso ampio, ma non eccessivo, delle parole chiave collegate al tema trattato. A differenza delle pagine doorway, la pagine di benvenuto sono dedicate anche agli utenti e presentano contenuti testuali realmente appatibili ai visitatori. I motori di ricerca apprezzano particolarmente questo genere di pagine tematizzate.
White Hat
Termine usato per indicare un SEO che non utilizza tecniche di posizionamento considerate spam dai motori di ricerca. È il contrario di Black Hat.
Word Tracker
E’ uno strumento a pagamento che permette di ottenere un’analisi molto approfondita per una determinata parola chiave. È possibile acquistare un abbonamento annuale o anche utilizzarlo solo per un giorno.
WWW
World Wide Web (WWW): acronimo di Internet.
WYSIWYG
acronimo di What You See Is What you Get. Solitamente riferito a editor HTML che permettono la creazione di pagine web in un contesto puramente grafico e non vincolato dalla conoscenza del codice. Editor wysiwyg sono ad esempio Macromedia™ Dreamweaver® e Adobe™ GoLive®.
XML
Abbreviazione per Extensible Markup Language, standard del consorzio W3C. Creato per lo scopo di visualizzare dati. Per maggiori informazioni: http://www.w3.org/XML/ . Nell’uso integrato alle tecniche SEO questo linguaggio viene utilizzato per aggiungere notizie aggiornate automaticamente attraverso l’utilizzo di appositi RSS aggregators che trasformano in HTML, asp, php fonti di notizie diffuse tramite l’XML in file detti XML feeds. Il poter inserire in un sito internet delle notizie sempre aggiornate in maniera automatica rende la pagina più frequentata dagli spider dei motori di ricerca.
XML aggregator
Permette la visualizzazione degli XML feed attraverso l’uso di un programma interfaccia o un sito web.
XML feed
File di interscambio per contenuti web tra siti, portali, blog, news aggregator in maniera trasversale. Per giungere al file distributore del feed si cerca solitamente sulle pagine web un bottone color arancione o la scritta in ingleese “syndacate”.
HTTP Status Code 1xx – Risposte informative
Classe di codici di stato HTTP che indicano una risposta provvisoria. Il server ha ricevuto la richiesta e il client dovrebbe continuare a procedere. I più comuni sono 100 (Continue) e 101 (Switching Protocols).
HTTP Status Code 200 OK
Codice di stato HTTP che indica che la richiesta è stata elaborata con successo. È la risposta standard per le richieste HTTP andate a buon fine. In ambito SEO, è lo status code ideale per tutte le pagine che si desidera vengano indicizzate dai motori di ricerca.
HTTP Status Code 201 Created
Codice di stato HTTP che indica che la richiesta è stata soddisfatta e ha portato alla creazione di una nuova risorsa. Comune nelle risposte delle API RESTful quando viene creato un nuovo oggetto.
HTTP Status Code 204 No Content
Codice di stato HTTP che indica che il server ha elaborato con successo la richiesta ma non restituisce alcun contenuto nel corpo della risposta. Usato spesso per operazioni di eliminazione o aggiornamento tramite API.
HTTP Status Code 301 Moved Permanently
Codice di stato HTTP che indica che la risorsa richiesta è stata spostata in modo permanente a un nuovo URL. Il redirect 301 è fondamentale nella SEO perché trasferisce la maggior parte del “link equity” (valore SEO) dalla vecchia URL alla nuova. È il metodo consigliato per gestire migrazioni di siti, cambi di dominio e ristrutturazioni di URL.
HTTP Status Code 302 Found (Temporary Redirect)
Codice di stato HTTP che indica un reindirizzamento temporaneo. A differenza del 301, il 302 comunica ai motori di ricerca che lo spostamento non è permanente e che la URL originale dovrebbe rimanere indicizzata. Da usare con cautela in ambito SEO, poiché un uso improprio può causare problemi di indicizzazione e dispersione di link equity.
HTTP Status Code 304 Not Modified
Codice di stato HTTP che indica che la risorsa non è stata modificata dall’ultima richiesta. Il server risponde senza inviare nuovamente il contenuto della pagina, permettendo al client di utilizzare la versione memorizzata in cache. Contribuisce a migliorare le prestazioni del sito e a ridurre il consumo di crawl budget.
HTTP Status Code 307 Temporary Redirect
Codice di stato HTTP simile al 302 ma più specifico: garantisce che il metodo HTTP e il corpo della richiesta non vengano modificati durante il reindirizzamento. Introdotto con HTTP/1.1 per risolvere ambiguità nel comportamento del 302.
HTTP Status Code 308 Permanent Redirect
Codice di stato HTTP equivalente al 301 ma che, come il 307, garantisce che il metodo HTTP non venga cambiato durante il redirect. È la versione “permanente” del 307.
HTTP Status Code 403 Forbidden
Codice di stato HTTP che indica che il server ha compreso la richiesta ma si rifiuta di autorizzarla. A differenza del 401, l’autenticazione non farebbe alcuna differenza. In ambito SEO, le pagine che restituiscono errore 403 non vengono indicizzate dai motori di ricerca.
HTTP Status Code 410 Gone
Codice di stato HTTP che indica che la risorsa richiesta non è più disponibile e non lo sarà mai più. A differenza del 404, il 410 comunica esplicitamente ai motori di ricerca che la pagina è stata rimossa intenzionalmente e in modo permanente. Google tende a deindicizzare più rapidamente le pagine con status 410 rispetto a quelle con 404.
HTTP Status Code 429 Too Many Requests
Codice di stato HTTP che indica che l’utente ha inviato troppe richieste in un determinato periodo di tempo (rate limiting). Rilevante per la SEO tecnica quando i crawler dei motori di ricerca vengono limitati dal server, influenzando negativamente la scansione del sito.
HTTP Status Code 500 Internal Server Error
Codice di stato HTTP generico che indica un errore interno del server. Il server ha riscontrato una condizione imprevista che gli ha impedito di soddisfare la richiesta. In ambito SEO, errori 500 frequenti possono portare alla deindicizzazione delle pagine e a un peggioramento del crawl budget.
HTTP Status Code 502 Bad Gateway
Codice di stato HTTP che indica che un server, agendo come gateway o proxy, ha ricevuto una risposta non valida dal server upstream. Spesso causato da problemi di configurazione del server, sovraccarico o manutenzione.
HTTP Status Code 503 Service Unavailable
Codice di stato HTTP che indica che il server non è temporaneamente in grado di gestire la richiesta. Spesso utilizzato durante la manutenzione programmata del sito. In ambito SEO, è il codice corretto da restituire durante periodi di manutenzione, poiché comunica ai motori di ricerca di riprovare più tardi senza deindicizzare le pagine. Può essere accompagnato dall’header “Retry-After”.
HTTP Status Code 504 Gateway Timeout
Codice di stato HTTP che indica che un server, agendo come gateway o proxy, non ha ricevuto una risposta tempestiva dal server upstream. Può essere causato da query di database lente, risorse del server insufficienti o problemi di rete.
Soft 404
Situazione in cui una pagina restituisce un codice di stato 200 (OK) ma il suo contenuto indica chiaramente che la risorsa non esiste. Google identifica queste pagine come “soft 404” nella Search Console. Rappresentano un problema SEO perché sprecano crawl budget e possono confondere i motori di ricerca sulla struttura del sito.
AI (Artificial Intelligence)
L’intelligenza artificiale è un campo dell’informatica che si occupa della creazione di sistemi in grado di eseguire compiti che normalmente richiederebbero l’intelligenza umana, come il riconoscimento vocale, la comprensione del linguaggio naturale, il processo decisionale e la traduzione tra lingue. Nel digital marketing, l’AI viene utilizzata per automatizzare processi, personalizzare esperienze utente e analizzare grandi volumi di dati.
AGI (Artificial General Intelligence)
Intelligenza artificiale generale, un ipotetico livello di AI capace di comprendere, apprendere e applicare conoscenza in qualsiasi compito intellettuale alla pari o oltre le capacità umane. A differenza dell’AI attuale (AI ristretta o narrow AI), l’AGI sarebbe in grado di trasferire autonomamente le proprie competenze tra domini diversi senza addestramento specifico.
Machine Learning (ML)
Sottocampo dell’intelligenza artificiale che consente ai sistemi informatici di apprendere e migliorare automaticamente dall’esperienza senza essere esplicitamente programmati. Gli algoritmi di machine learning utilizzano dati storici come input per prevedere nuovi output. Nel marketing digitale, il ML viene applicato per la segmentazione dell’audience, il predictive analytics, la personalizzazione dei contenuti e l’ottimizzazione delle campagne pubblicitarie.
Deep Learning
Sottocampo del machine learning basato su reti neurali artificiali con molteplici strati (layers). Il deep learning è particolarmente efficace nel riconoscimento di immagini, nella comprensione del linguaggio naturale e nella generazione di contenuti. È la tecnologia alla base dei moderni modelli di linguaggio come GPT e dei sistemi di generazione di immagini.
Neural Network (Rete Neurale)
Modello computazionale ispirato alla struttura e al funzionamento delle reti neurali biologiche del cervello umano. Composta da nodi (neuroni artificiali) organizzati in strati, una rete neurale è in grado di apprendere pattern complessi dai dati. Le reti neurali sono alla base di molte applicazioni di AI, dal riconoscimento vocale alla traduzione automatica.
NLP (Natural Language Processing)
Elaborazione del linguaggio naturale: branca dell’intelligenza artificiale che si occupa dell’interazione tra computer e linguaggio umano. L’NLP permette ai sistemi informatici di comprendere, interpretare e generare testo in linguaggio naturale. Applicazioni comuni includono chatbot, analisi del sentiment, classificazione di testi, estrazione di entità e traduzione automatica. In ambito SEO, l’NLP è alla base di come Google comprende l’intento di ricerca degli utenti e il contenuto delle pagine web.
NLU (Natural Language Understanding)
Sottoinsieme dell’NLP che si concentra specificamente sulla comprensione del significato del testo, inclusi intento, contesto, sentimento e relazioni semantiche tra parole e frasi. L’NLU è ciò che permette ai motori di ricerca di comprendere il significato dietro le query degli utenti, andando oltre la semplice corrispondenza di parole chiave.
LLM (Large Language Model)
Modello linguistico di grandi dimensioni: un tipo di modello di intelligenza artificiale addestrato su enormi quantità di dati testuali per comprendere e generare linguaggio naturale. Esempi noti includono GPT di OpenAI, Claude di Anthropic, Gemini di Google e LLaMA di Meta. Gli LLM sono alla base di chatbot avanzati, strumenti di scrittura assistita, generazione di codice e molte altre applicazioni nel marketing digitale e nella SEO.
GPT (Generative Pre-trained Transformer)
Famiglia di modelli di linguaggio sviluppati da OpenAI. GPT utilizza l’architettura Transformer ed è pre-addestrato su vasti dataset testuali per generare testo coerente e contestualmente rilevante. Le versioni più note includono GPT-3.5, GPT-4 e GPT-4o. Il termine è spesso usato genericamente per riferirsi a modelli di linguaggio generativi, anche se tecnicamente è specifico dei prodotti OpenAI.
Transformer
Architettura di rete neurale introdotta da Google nel 2017 nel paper “Attention Is All You Need”. I Transformer utilizzano un meccanismo chiamato “self-attention” che permette al modello di pesare l’importanza relativa di diverse parti dell’input. Questa architettura è alla base di praticamente tutti i moderni modelli di linguaggio (GPT, BERT, T5, Claude, Gemini) e ha rivoluzionato il campo dell’NLP.
Token
Unità fondamentale di testo utilizzata dai modelli di linguaggio per elaborare e generare testo. Un token può corrispondere a una parola intera, una parte di parola, un carattere o un segno di punteggiatura, a seconda del tokenizer utilizzato. In italiano, in media una parola corrisponde a circa 1,5-2 token. I token sono rilevanti per comprendere i limiti di contesto dei modelli AI e i costi delle API, che vengono calcolati per numero di token processati.
Context Window (Finestra di Contesto)
La quantità massima di testo (misurata in token) che un modello di linguaggio può elaborare in una singola interazione. Modelli con context window più ampie possono gestire documenti più lunghi, conversazioni più estese e compiti più complessi. Le context window dei modelli moderni variano da 8.000 a oltre 1 milione di token.
Embedding
Rappresentazione numerica (vettoriale) di dati come testo, immagini o altri tipi di informazione in uno spazio multidimensionale. Gli embedding catturano le relazioni semantiche tra i dati: parole con significati simili avranno embedding vicini nello spazio vettoriale. Sono fondamentali per la ricerca semantica, i sistemi di raccomandazione, il clustering di contenuti e il funzionamento dei sistemi RAG.
Vector Database
Database specializzato nell’archiviazione e nella ricerca efficiente di vettori (embedding). A differenza dei database tradizionali che effettuano ricerche per corrispondenza esatta, i vector database eseguono ricerche per similarità, trovando i vettori più vicini a una query data. Sono componenti essenziali dei sistemi RAG e delle applicazioni di ricerca semantica. Esempi noti includono Pinecone, Weaviate, Qdrant, ChromaDB e Milvus.
Training (Addestramento)
Il processo attraverso cui un modello di intelligenza artificiale apprende dai dati. Durante il training, il modello analizza enormi quantità di dati (testo, immagini, ecc.) e regola i propri parametri interni per riconoscere pattern e relazioni. Il training di un LLM richiede enormi risorse computazionali (GPU/TPU) e può durare settimane o mesi. Si distingue tra pre-training (addestramento iniziale su dati generici) e fine-tuning (addestramento successivo su dati specifici).
Pre-training
La prima fase di addestramento di un modello di linguaggio, in cui il modello viene esposto a enormi volumi di testo non etichettato (libri, pagine web, articoli, codice) per apprendere le strutture fondamentali del linguaggio, la conoscenza generale e le capacità di ragionamento. Il pre-training è la fase più costosa in termini di risorse computazionali.
Fine-tuning
Processo di addestramento aggiuntivo applicato a un modello pre-addestrato utilizzando un dataset più piccolo e specifico per un determinato compito o dominio. Il fine-tuning permette di adattare un modello generico a esigenze particolari, migliorandone le prestazioni in contesti specifici come la generazione di contenuti SEO, l’analisi del sentiment in una lingua particolare o la classificazione di ticket di supporto.
RLHF (Reinforcement Learning from Human Feedback)
Tecnica di addestramento che utilizza il feedback umano per migliorare le risposte di un modello di linguaggio. Nel processo RLHF, annotatori umani valutano e classificano le risposte del modello, e queste valutazioni vengono usate per addestrare un modello di ricompensa che guida l’ulteriore ottimizzazione del LLM. È una delle tecniche chiave che ha reso i modelli come ChatGPT e Claude più utili e allineati con le aspettative degli utenti.
Training Data (Dati di Addestramento)
L’insieme di dati utilizzati per addestrare un modello di intelligenza artificiale. La qualità, la quantità e la diversità dei dati di addestramento influenzano direttamente le prestazioni e le capacità del modello risultante. I dati di addestramento degli LLM includono tipicamente testi da libri, siti web, articoli scientifici, codice sorgente e altre fonti testuali.
Inference (Inferenza)
Il processo attraverso cui un modello AI addestrato genera output (risposte, previsioni, classificazioni) a partire da nuovi input. L’inferenza è ciò che avviene ogni volta che si utilizza un modello: ad esempio, quando si pone una domanda a ChatGPT o Claude, il modello esegue un’inferenza per generare la risposta. Il costo dell’inferenza è generalmente molto inferiore a quello del training.
Hallucination (Allucinazione)
Fenomeno in cui un modello di linguaggio genera informazioni che appaiono plausibili e coerenti ma sono fattuali errate, inventate o prive di fondamento. Le allucinazioni rappresentano una delle sfide principali nell’utilizzo degli LLM per la creazione di contenuti SEO e marketing, poiché possono portare alla pubblicazione di informazioni inesatte. Tecniche come il RAG e il grounding vengono utilizzate per mitigare questo problema.
Grounding
Tecnica che collega le risposte di un modello AI a fonti di informazione verificabili e aggiornate, riducendo il rischio di allucinazioni. Il grounding può avvenire tramite l’accesso a database, documenti, risultati di ricerca web o altre fonti strutturate di dati affidabili.
RAG (Retrieval-Augmented Generation)
Generazione Aumentata dal Recupero: tecnica che combina la capacità generativa di un LLM con il recupero di informazioni da fonti esterne (database, documenti, knowledge base). In un sistema RAG, quando viene posta una domanda, il sistema prima recupera i documenti più rilevanti da una base di conoscenza, poi li fornisce al LLM come contesto per generare una risposta più accurata e aggiornata. Il RAG è fondamentale per creare chatbot aziendali, sistemi di assistenza clienti e strumenti di ricerca interna che devono fornire informazioni specifiche e verificabili.
Prompt
L’input testuale fornito a un modello di linguaggio per ottenere una risposta o un output specifico. Un prompt può essere una domanda, un’istruzione, un contesto o una combinazione di questi elementi. La qualità e la struttura del prompt influenzano significativamente la qualità dell’output del modello.
Prompt Engineering
La pratica di progettare e ottimizzare i prompt per ottenere risultati migliori e più precisi dai modelli di linguaggio. Il prompt engineering include tecniche come il few-shot prompting (fornire esempi), il chain-of-thought (richiedere ragionamento passo-passo), la definizione di ruoli e contesti, e l’uso di istruzioni strutturate. È una competenza sempre più richiesta nel marketing digitale e nella SEO per automatizzare la creazione di contenuti e l’analisi dei dati.
System Prompt
Istruzione iniziale fornita a un modello di linguaggio che ne definisce il comportamento, il ruolo, il tono e i vincoli per tutta la durata della conversazione. Il system prompt è invisibile all’utente finale ma guida le risposte del modello. È utilizzato per configurare chatbot personalizzati, assistenti virtuali e strumenti AI specifici per determinati compiti.
Few-shot Prompting
Tecnica di prompt engineering in cui si forniscono al modello alcuni esempi (shots) di input e output desiderati prima di presentare la richiesta effettiva. Questo aiuta il modello a comprendere il formato, lo stile e il tipo di risposta attesi. Il termine “zero-shot” si riferisce all’uso senza esempi, mentre “one-shot” indica un singolo esempio.
Chain-of-Thought (CoT)
Tecnica di prompt engineering che induce il modello a esporre il proprio ragionamento passo dopo passo prima di fornire una risposta finale. Questa tecnica migliora significativamente le prestazioni del modello su compiti complessi che richiedono ragionamento logico, calcoli o analisi multi-step.
Temperature
Parametro che controlla il grado di casualità e creatività nelle risposte di un modello di linguaggio. Una temperature bassa (es. 0-0.3) produce risposte più deterministiche, prevedibili e focalizzate; una temperature alta (es. 0.7-1.0) genera risposte più creative, varie e talvolta inaspettate. Per compiti SEO che richiedono precisione (analisi, audit) si preferisce una temperature bassa; per la generazione creativa di contenuti si può aumentare.
Generative AI (AI Generativa)
Categoria di sistemi di intelligenza artificiale capaci di generare nuovi contenuti originali: testo, immagini, video, audio, codice e altri formati. A differenza dell’AI discriminativa (che classifica o analizza dati esistenti), l’AI generativa crea output nuovi basandosi sui pattern appresi durante l’addestramento. Include tecnologie come LLM (per il testo), modelli di diffusione (per le immagini) e modelli text-to-speech/music (per l’audio).
Diffusion Model (Modello di Diffusione)
Tipo di modello generativo utilizzato principalmente per la creazione di immagini. Funziona aggiungendo progressivamente rumore a un’immagine e poi imparando a invertire il processo per generare nuove immagini da rumore casuale. È la tecnologia alla base di strumenti come Stable Diffusion, DALL-E e Midjourney, ampiamente utilizzati nel marketing digitale per la creazione di visual content.
Multimodal AI
Sistemi di intelligenza artificiale in grado di elaborare e generare contenuti in più modalità contemporaneamente: testo, immagini, audio e video. I modelli multimodali come GPT-4o, Claude e Gemini possono analizzare immagini, rispondere a domande su di esse, trascrivere contenuti visivi e combinare informazioni provenienti da diverse tipologie di input.
AI Agent
Sistema di intelligenza artificiale autonomo in grado di percepire il proprio ambiente, prendere decisioni e intraprendere azioni per raggiungere obiettivi specifici. A differenza dei chatbot tradizionali, gli AI agent possono pianificare sequenze di azioni, utilizzare strumenti esterni (navigare il web, eseguire codice, interagire con API), e operare in modo relativamente autonomo. Nel marketing, gli AI agent possono automatizzare workflow complessi come la ricerca di parole chiave, l’analisi della concorrenza e l’ottimizzazione delle campagne.
Agentic AI
Paradigma dell’intelligenza artificiale in cui i sistemi AI operano con un elevato grado di autonomia, capacità di pianificazione e utilizzo di strumenti per completare task complessi con minimo intervento umano. L’agentic AI rappresenta un’evoluzione rispetto ai modelli conversazionali tradizionali, con applicazioni che spaziano dalla ricerca autonoma alla gestione automatizzata di progetti.
MCP (Model Context Protocol)
Protocollo open-source sviluppato da Anthropic che standardizza il modo in cui le applicazioni AI si connettono a fonti di dati e strumenti esterni. MCP fornisce un’interfaccia universale che permette ai modelli di linguaggio di accedere a database, API, file system e altri servizi in modo sicuro e standardizzato, facilitando lo sviluppo di AI agent e applicazioni integrate.
Function Calling / Tool Use
Capacità dei moderni LLM di invocare funzioni o strumenti esterni durante la generazione di una risposta. Quando un modello determina che ha bisogno di informazioni aggiuntive o di eseguire un’azione specifica, può generare una richiesta strutturata per chiamare una funzione (es. ricerca web, calcolo, query database) e utilizzare il risultato per completare la risposta. Fondamentale per la creazione di assistenti AI che interagiscono con sistemi reali.
API (Application Programming Interface)
Interfaccia di programmazione delle applicazioni: insieme di protocolli, routine e strumenti che permettono a diverse applicazioni software di comunicare tra loro. Nel contesto dell’AI e del marketing digitale, le API permettono di integrare servizi di intelligenza artificiale (come GPT, Claude, Gemini) nelle proprie applicazioni, automatizzare l’accesso a dati di piattaforme come Google Search Console, Google Analytics e Google Ads, e costruire workflow personalizzati.
REST API
Tipo di API basata sui principi architetturali REST (Representational State Transfer) che utilizza il protocollo HTTP per le comunicazioni. Le REST API sono lo standard de facto per le integrazioni web e sono utilizzate dalla maggior parte dei servizi di AI, analytics e marketing digitale per lo scambio di dati.
Open Source AI
Modelli e strumenti di intelligenza artificiale il cui codice sorgente, pesi del modello e/o dati di addestramento sono resi pubblicamente disponibili. Esempi notevoli includono LLaMA di Meta, Mistral, e Stable Diffusion. L’AI open source permette a sviluppatori e aziende di eseguire modelli localmente, personalizzarli tramite fine-tuning e integrarli liberamente nei propri prodotti.
AI Content Detection
Strumenti e tecniche progettati per identificare se un contenuto testuale è stato generato da un’intelligenza artificiale piuttosto che scritto da un essere umano. Questi strumenti analizzano pattern linguistici, perplessità del testo e altre caratteristiche statistiche. Google ha dichiarato che non penalizza i contenuti generati da AI di per sé, ma piuttosto valuta la qualità e l’utilità del contenuto indipendentemente da come è stato prodotto.
Synthetic Data
Dati generati artificialmente tramite algoritmi o modelli AI, piuttosto che raccolti da eventi reali. I dati sintetici vengono utilizzati per addestrare modelli di machine learning quando i dati reali sono scarsi, costosi da ottenere o soggetti a restrizioni sulla privacy. Trovano applicazione anche nella SEO per la generazione di dataset di test e nella simulazione di scenari di marketing.
Knowledge Distillation
Tecnica di compressione dei modelli in cui un modello più piccolo (student) viene addestrato per replicare il comportamento di un modello più grande (teacher). Permette di creare modelli più leggeri e veloci che mantengono gran parte delle capacità del modello originale, rendendoli più pratici per l’uso in produzione e riducendo i costi di inferenza.
Quantization
Tecnica di ottimizzazione che riduce la precisione numerica dei parametri di un modello AI (ad esempio da 32 bit a 8 o 4 bit) per ridurne le dimensioni e velocizzare l’inferenza, con una minima perdita di qualità. La quantizzazione è essenziale per l’esecuzione di modelli AI su hardware consumer e dispositivi mobili.
LoRA (Low-Rank Adaptation)
Tecnica efficiente di fine-tuning che aggiunge un piccolo numero di parametri addestrabili a un modello pre-addestrato, senza modificare i pesi originali. LoRA riduce drasticamente il costo computazionale e la memoria necessaria per personalizzare un LLM, rendendo il fine-tuning accessibile anche con risorse hardware limitate.
Benchmark AI
Test standardizzati utilizzati per valutare e confrontare le prestazioni dei modelli di intelligenza artificiale su specifici compiti. Benchmark comuni includono MMLU (conoscenza generale), HumanEval (generazione di codice), HellaSwag (ragionamento), e GSM8K (matematica). I benchmark sono essenziali per confrontare modelli diversi e misurare i progressi nel campo dell’AI.
AI Overviews (Google)
Funzionalità di Google che genera automaticamente riassunti basati sull’AI in cima ai risultati di ricerca per rispondere direttamente alle query degli utenti. Precedentemente nota come SGE (Search Generative Experience), AI Overviews sintetizza informazioni da più fonti web, presentandole in un formato conversazionale. Ha un impatto significativo sulla SEO, potenzialmente riducendo i click-through rate verso i siti web posizionati nei risultati organici tradizionali.
SGE (Search Generative Experience)
Nome originale dell’esperienza di ricerca generativa di Google, ora rinominata “AI Overviews”. Lanciata in fase sperimentale nel 2023, integrava risposte generate dall’AI direttamente nelle pagine dei risultati di ricerca, cambiando radicalmente il modo in cui gli utenti interagiscono con le SERP.
GEO (Generative Engine Optimization)
Disciplina emergente che si occupa dell’ottimizzazione dei contenuti per essere citati e referenziati nelle risposte generate dai motori di ricerca basati su AI (come AI Overviews di Google, Bing Chat, Perplexity). A differenza della SEO tradizionale che ottimizza per il ranking nelle SERP, la GEO si concentra sull’ottimizzazione per la visibilità nei risultati generati dall’intelligenza artificiale.
AEO (Answer Engine Optimization)
Strategia di ottimizzazione dei contenuti per i motori di risposta (answer engines) come Perplexity, ChatGPT Search, Google AI Overviews e gli assistenti vocali. L’AEO si concentra sulla creazione di contenuti strutturati, chiari e autorevoli che possano essere facilmente estratti e citati come risposte dirette alle domande degli utenti.
BERT (Bidirectional Encoder Representations from Transformers)
Modello di linguaggio sviluppato da Google e integrato nel suo algoritmo di ricerca nel 2019. BERT analizza il contesto bidirezionale delle parole in una frase (considerando sia le parole precedenti che quelle successive), permettendo a Google di comprendere meglio il significato delle query di ricerca, specialmente quelle conversazionali e complesse. Ha rappresentato uno dei più importanti aggiornamenti algoritmici per la comprensione del linguaggio naturale nelle ricerche.
RankBrain
Sistema di machine learning integrato nell’algoritmo di ricerca di Google dal 2015. RankBrain aiuta Google a interpretare le query di ricerca, specialmente quelle mai viste prima (circa il 15% delle ricerche quotidiane), collegandole a risultati pertinenti anche senza corrispondenza esatta di parole chiave. È stato confermato da Google come uno dei tre fattori di ranking più importanti.
MUM (Multitask Unified Model)
Modello AI di Google annunciato nel 2021, progettato per comprendere e generare linguaggio in modo multimodale (testo e immagini) e multilingue (oltre 75 lingue). MUM è 1.000 volte più potente di BERT e viene utilizzato da Google per rispondere a query complesse che richiedono la comprensione di informazioni provenienti da diverse fonti e formati.
Passage Ranking
Funzionalità dell’algoritmo di Google introdotta nel 2021 che consente di indicizzare e classificare singoli passaggi all’interno di una pagina web, anziché valutare solo la pagina nel suo insieme. Questo permette a Google di mostrare risultati rilevanti anche da pagine lunghe dove l’informazione utile è contenuta in un paragrafo specifico.
Knowledge Graph (Grafo della Conoscenza)
Base di conoscenza utilizzata da Google per arricchire i risultati di ricerca con informazioni strutturate su persone, luoghi, cose e le relazioni tra di essi. Lanciato nel 2012, il Knowledge Graph alimenta i Knowledge Panel, le risposte dirette e altre funzionalità SERP. Ottimizzare la presenza nel Knowledge Graph è diventato un aspetto importante della SEO moderna, specialmente per brand e entità.
Knowledge Panel
Riquadro informativo che appare nella parte destra dei risultati di ricerca di Google (desktop) o in cima (mobile), contenente informazioni strutturate su un’entità (persona, azienda, luogo, ecc.) estratte dal Knowledge Graph. I Knowledge Panel possono includere descrizioni, immagini, fatti chiave, link ai social media e altre informazioni rilevanti.
Entity SEO
Approccio alla SEO che si concentra sull’ottimizzazione per le entità (persone, organizzazioni, luoghi, concetti) piuttosto che per le sole parole chiave. L’Entity SEO mira a stabilire e rafforzare la presenza di un’entità nel Knowledge Graph di Google, migliorando la comprensione semantica del brand o del soggetto da parte dei motori di ricerca.
Topical Authority
Concetto SEO che si riferisce al grado di autorevolezza che un sito web ha acquisito su un determinato argomento, ottenuto attraverso la pubblicazione di contenuti approfonditi, interconnessi e di alta qualità che coprono esaustivamente un topic. I motori di ricerca tendono a favorire nei risultati i siti con alta topical authority per query relative al loro ambito di competenza.
Topical Map
Mappa strategica che rappresenta visualmente tutti i sotto-argomenti e le relazioni semantiche all’interno di un tema principale. Utilizzata nella pianificazione dei contenuti SEO per identificare gap di copertura, definire le priorità editoriali e costruire una struttura di contenuti che supporti la topical authority del sito.
Content Cluster (Topic Cluster)
Strategia di organizzazione dei contenuti in cui una “pillar page” centrale, che copre un argomento ampio, è collegata tramite link interni a una serie di “cluster pages” che approfondiscono sotto-argomenti specifici. Questa struttura aiuta i motori di ricerca a comprendere la relazione semantica tra i contenuti e rafforza la topical authority del sito.
Pillar Page
Pagina centrale e approfondita che copre un argomento ampio in modo completo, fungendo da hub per un cluster di contenuti correlati. La pillar page si collega tramite link interni a pagine di approfondimento specifiche (cluster content) e viceversa, creando una struttura tematica che rafforza il posizionamento dell’intero cluster.
Search Intent (Intento di Ricerca)
Lo scopo o la motivazione che sta dietro a una query di ricerca. Si distinguono tipicamente quattro tipi di intento: informazionale (cercare informazioni), navigazionale (raggiungere un sito specifico), transazionale (effettuare un acquisto) e commerciale-investigativo (confrontare opzioni prima di un acquisto). Comprendere l’intento di ricerca è fondamentale per creare contenuti che soddisfino le aspettative degli utenti e ottenere un buon posizionamento.
YMYL (Your Money or Your Life)
Acronimo utilizzato da Google per identificare le pagine web il cui contenuto può avere un impatto significativo sulla salute, la stabilità finanziaria, la sicurezza o il benessere delle persone. Le pagine YMYL sono soggette a standard di qualità più elevati e richiedono un alto livello di E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness) per posizionarsi bene nei risultati di ricerca.
E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness)
Evoluzione dell’E-A-T, aggiornata nel dicembre 2022 con l’aggiunta della “E” di Experience (Esperienza). Rappresenta i criteri utilizzati da Google per valutare la qualità dei contenuti: Esperienza diretta dell’autore sull’argomento, Competenza nel campo, Autorevolezza della fonte e Affidabilità complessiva. La Trustworthiness (Affidabilità) è considerata da Google il fattore più importante tra i quattro.
Helpful Content
Termine utilizzato da Google in riferimento al suo “Helpful Content System” (precedentemente “Helpful Content Update”), un sistema algoritmico progettato per premiare i contenuti creati per le persone piuttosto che per i motori di ricerca. Il sistema valuta se il contenuto è originale, utile, soddisfacente e creato dimostrando competenza di prima mano, penalizzando i contenuti superficiali o creati primariamente per attrarre traffico dai motori di ricerca.
Zero-Click Search
Ricerca in cui l’utente ottiene la risposta direttamente dalla pagina dei risultati del motore di ricerca (tramite featured snippet, knowledge panel, AI overviews o altri elementi SERP) senza dover cliccare su alcun risultato. La percentuale di zero-click search è in costante aumento, specialmente con l’introduzione delle AI Overviews, e rappresenta una sfida significativa per la SEO tradizionale.
People Also Ask (PAA)
Funzionalità SERP di Google che mostra un elenco espandibile di domande correlate alla query dell’utente, con risposte estratte automaticamente da pagine web. Le PAA sono una fonte preziosa per la keyword research e la pianificazione dei contenuti, poiché rivelano le domande reali che gli utenti si pongono su un determinato argomento.
SERP Features
Elementi speciali che appaiono nelle pagine dei risultati di ricerca oltre ai tradizionali 10 link blu. Includono featured snippet, knowledge panel, people also ask, local pack, image pack, video carousel, shopping results, AI overviews e molti altri. La presenza e la tipologia delle SERP features variano in base alla query e influenzano significativamente il CTR dei risultati organici.
Google Discover
Feed personalizzato di contenuti mostrato da Google nella homepage dell’app Google e nella schermata iniziale di Chrome su dispositivi mobili. A differenza della ricerca tradizionale, Google Discover mostra proattivamente contenuti che il sistema ritiene interessanti per l’utente, basandosi sulla sua cronologia di navigazione, interessi e interazioni precedenti. Rappresenta una fonte significativa di traffico per molti siti editoriali.
AI Content Generation
L’uso di strumenti di intelligenza artificiale per creare contenuti testuali, visivi o multimediali per scopi di marketing. Include la generazione di articoli per blog, descrizioni di prodotti, post per social media, email marketing, copy pubblicitario e altri formati. Sebbene l’AI possa accelerare significativamente la produzione di contenuti, la supervisione umana resta essenziale per garantire qualità, accuratezza e allineamento con la strategia di brand.
AI-Powered SEO
L’applicazione di tecnologie di intelligenza artificiale per automatizzare e ottimizzare le attività SEO. Include l’uso di AI per la keyword research, l’analisi della concorrenza, l’ottimizzazione dei contenuti, la generazione di meta tag, l’identificazione di problemi tecnici, il clustering semantico delle parole chiave, l’analisi del search intent e la previsione delle tendenze di ricerca.
Chatbot
Software progettato per simulare una conversazione con utenti umani, tipicamente attraverso interfacce testuali. I chatbot moderni basati su AI (come quelli costruiti su LLM) possono comprendere il linguaggio naturale, gestire conversazioni complesse e fornire risposte contestualmente rilevanti. Utilizzati nel marketing per l’assistenza clienti, la lead generation, il supporto alle vendite e l’engagement degli utenti.
Conversational AI
Tecnologie di intelligenza artificiale che permettono interazioni naturali in linguaggio umano tra persone e macchine. Include chatbot avanzati, assistenti virtuali, sistemi di risposta vocale e interfacce conversazionali. La conversational AI si distingue dai chatbot semplici basati su regole per la capacità di comprendere il contesto, gestire conversazioni multi-turno e generare risposte dinamiche e personalizzate.
Conversational Search
Modalità di ricerca in cui l’utente interagisce con il motore di ricerca attraverso domande in linguaggio naturale, spesso in formato conversazionale multi-turno, anziché tramite keyword secche. L’avvento di strumenti come ChatGPT, Perplexity e le AI Overviews di Google sta rendendo la conversational search sempre più diffusa, richiedendo un ripensamento delle strategie SEO tradizionali.
Predictive Analytics
Uso di dati storici, algoritmi statistici e tecniche di machine learning per prevedere eventi futuri o comportamenti. Nel marketing digitale, il predictive analytics viene applicato per prevedere il comportamento dei clienti, ottimizzare le campagne, identificare rischi di churn, stimare il lifetime value dei clienti e personalizzare le esperienze in tempo reale.
Personalization AI
Utilizzo dell’intelligenza artificiale per offrire esperienze personalizzate agli utenti in base ai loro comportamenti, preferenze e dati demografici. Include la personalizzazione di contenuti web, raccomandazioni di prodotti, email marketing dinamico, annunci targetizzati e interfacce adattive. La personalizzazione AI migliora le metriche di engagement, conversione e fidelizzazione.
Marketing Automation
L’uso di software e tecnologie per automatizzare attività di marketing ripetitive come l’invio di email, la pubblicazione sui social media, il lead nurturing, la segmentazione dell’audience e la gestione delle campagne. L’integrazione dell’AI nella marketing automation ha permesso livelli più avanzati di personalizzazione, ottimizzazione predittiva e decision-making automatizzato.
Sentiment Analysis (Analisi del Sentiment)
Tecnica di NLP che identifica e classifica automaticamente le emozioni, le opinioni e gli atteggiamenti espressi in un testo. Utilizzata nel marketing per monitorare la reputazione del brand, analizzare le recensioni dei clienti, comprendere il sentiment sui social media e valutare la percezione pubblica di prodotti o servizi. Può classificare il testo come positivo, negativo, neutro o con emozioni più specifiche.
Named Entity Recognition (NER)
Tecnica di NLP che identifica e classifica automaticamente le entità nominate in un testo in categorie predefinite come persone, organizzazioni, luoghi, date, quantità monetarie e altro. Nel marketing e nella SEO, la NER è utilizzata per l’analisi dei contenuti, l’estrazione automatica di informazioni e la comprensione delle relazioni tra entità.
Text-to-Image
Tecnologia AI che genera immagini a partire da descrizioni testuali. Strumenti come DALL-E, Midjourney, Stable Diffusion e Adobe Firefly permettono di creare visual content originale per campagne di marketing, social media, blog e materiale promozionale semplicemente descrivendo l’immagine desiderata in linguaggio naturale.
Text-to-Video
Tecnologia AI che genera video a partire da descrizioni testuali o script. Modelli come Sora (OpenAI), Runway e Pika permettono di creare contenuti video senza necessità di riprese, attori o editing manuale. Questa tecnologia sta trasformando la produzione di contenuti video per il marketing, rendendo la creazione di video accessibile e scalabile.
Text-to-Speech (TTS)
Tecnologia che converte testo scritto in parlato audio. I moderni sistemi TTS basati su AI producono voci naturali e realistiche, utilizzate per podcast automatizzati, video narrati, assistenti vocali, audiolibri e contenuti accessibili. Strumenti come ElevenLabs e le API di OpenAI offrono voci sintetiche di alta qualità in molteplici lingue.
Voice Search (Ricerca Vocale)
Tecnologia che permette agli utenti di effettuare ricerche su internet utilizzando comandi vocali anziché digitare testo. Dispositivi come smartphone (Siri, Google Assistant), smart speaker (Alexa, Google Home) e altri dispositivi IoT supportano la ricerca vocale. Le query vocali tendono ad essere più lunghe, conversazionali e formulate come domande complete, richiedendo un approccio SEO specifico.
Visual Search (Ricerca Visiva)
Tecnologia che permette agli utenti di effettuare ricerche utilizzando immagini anziché testo. Strumenti come Google Lens, Pinterest Lens e Bing Visual Search consentono di cercare prodotti, identificare oggetti, tradurre testi e ottenere informazioni puntando la fotocamera del telefono. L’ottimizzazione delle immagini (alt text, structured data, qualità visiva) è fondamentale per la visibilità nella ricerca visuale.
Core Web Vitals
Insieme di metriche specifiche definite da Google per misurare l’esperienza utente reale su una pagina web. I Core Web Vitals valutano tre aspetti fondamentali: velocità di caricamento (LCP), reattività dell’interazione (INP) e stabilità visiva (CLS). Dal 2021, i Core Web Vitals sono un fattore di ranking confermato nell’algoritmo di Google e vengono monitorati tramite Google Search Console, PageSpeed Insights e Chrome UX Report.
LCP (Largest Contentful Paint)
Metrica Core Web Vital che misura il tempo necessario per renderizzare il più grande elemento di contenuto visibile nel viewport (tipicamente un’immagine hero, un video o un blocco di testo grande). Un buon LCP dovrebbe avvenire entro 2,5 secondi dall’inizio del caricamento della pagina. Fattori che influenzano l’LCP includono il tempo di risposta del server, il rendering CSS/JS e il caricamento delle risorse.
INP (Interaction to Next Paint)
Metrica Core Web Vital introdotta nel marzo 2024 in sostituzione del FID (First Input Delay). L’INP misura la reattività complessiva della pagina alle interazioni dell’utente, valutando il tempo che intercorre tra un’azione dell’utente (click, tap, pressione di un tasto) e l’aggiornamento visivo successivo. Un buon INP è inferiore a 200 millisecondi.
CLS (Cumulative Layout Shift)
Metrica Core Web Vital che misura la stabilità visiva di una pagina, quantificando lo spostamento imprevisto degli elementi durante il caricamento. Un CLS elevato indica che gli elementi della pagina si muovono in modo inatteso, causando un’esperienza utente negativa (es. click accidentali su pulsanti sbagliati). Un buon CLS dovrebbe essere inferiore a 0,1. Le cause comuni includono immagini senza dimensioni definite, font web, contenuti dinamici e annunci pubblicitari.
FID (First Input Delay)
Metrica che misurava il ritardo tra la prima interazione dell’utente con una pagina e il momento in cui il browser è in grado di rispondere a tale interazione. Sostituita da INP come Core Web Vital nel marzo 2024, poiché INP fornisce una misura più completa della reattività, considerando tutte le interazioni durante l’intera visita e non solo la prima.
TTFB (Time to First Byte)
Metrica che misura il tempo che intercorre tra la richiesta HTTP del client e la ricezione del primo byte della risposta dal server. Un TTFB elevato può indicare problemi con il server, la rete o la configurazione del backend. Sebbene non sia un Core Web Vital, il TTFB influenza direttamente l’LCP e l’esperienza utente complessiva. Un buon TTFB dovrebbe essere inferiore a 800ms.
FCP (First Contentful Paint)
Metrica che misura il tempo necessario per renderizzare il primo elemento di contenuto (testo, immagine, SVG o canvas) nel viewport. Il FCP è un indicatore importante della velocità percepita dall’utente. Un buon FCP dovrebbe avvenire entro 1,8 secondi.
Page Experience
Insieme di segnali utilizzati da Google per valutare l’esperienza utente offerta da una pagina web. Include i Core Web Vitals, la compatibilità mobile, la navigazione sicura (HTTPS), l’assenza di interstitial intrusivi e l’accessibilità. La Page Experience è un fattore di ranking confermato da Google e influenza la visibilità nei risultati di ricerca.
HTTPS
HyperText Transfer Protocol Secure: versione sicura del protocollo HTTP che utilizza la crittografia SSL/TLS per proteggere la comunicazione tra il browser dell’utente e il server web. HTTPS è un fattore di ranking confermato da Google dal 2014 ed è considerato essenziale per qualsiasi sito web moderno, specialmente quelli che gestiscono dati personali o transazioni.
SSL/TLS
Secure Sockets Layer / Transport Layer Security: protocolli crittografici che forniscono comunicazioni sicure su una rete informatica. TLS è il successore di SSL e il termine “SSL” è spesso usato colloquialmente per riferirsi a entrambi. I certificati SSL/TLS sono necessari per abilitare HTTPS su un sito web e sono fondamentali per la sicurezza e la fiducia degli utenti.
CDN (Content Delivery Network)
Rete di distribuzione di contenuti: sistema di server distribuiti geograficamente che forniscono contenuti web agli utenti dal server più vicino alla loro posizione. L’uso di un CDN migliora significativamente la velocità di caricamento delle pagine, riduce la latenza e aumenta l’affidabilità del sito. Provider CDN noti includono Cloudflare, Akamai, AWS CloudFront e Fastly.
Lazy Loading
Tecnica di ottimizzazione delle prestazioni web che ritarda il caricamento di risorse non critiche (tipicamente immagini e video) fino a quando non sono necessarie, ovvero quando l’utente scorre la pagina fino alla posizione dell’elemento. Il lazy loading riduce il tempo di caricamento iniziale della pagina, il consumo di banda e migliora i Core Web Vitals. Supportato nativamente tramite l’attributo HTML loading=”lazy”.
Rendering
Il processo attraverso cui un browser web o un crawler di un motore di ricerca interpreta e visualizza il codice HTML, CSS e JavaScript di una pagina web. In ambito SEO, è fondamentale comprendere come i motori di ricerca renderizzano le pagine, poiché contenuti generati via JavaScript potrebbero non essere indicizzati correttamente se il motore non riesce a eseguire gli script.
Server-Side Rendering (SSR)
Tecnica in cui il rendering del contenuto della pagina avviene sul server prima che l’HTML venga inviato al browser. Con SSR, il browser riceve una pagina HTML completa e pronta per essere visualizzata. Questa tecnica è preferita in ambito SEO rispetto al Client-Side Rendering, poiché garantisce che i motori di ricerca possano indicizzare facilmente tutto il contenuto senza dover eseguire JavaScript.
Client-Side Rendering (CSR)
Tecnica in cui il rendering del contenuto avviene nel browser dell’utente tramite JavaScript. Il server invia una pagina HTML minimale e un bundle JavaScript che, una volta eseguito, genera e visualizza il contenuto. Sebbene offra esperienze utente più interattive, il CSR può creare problemi di indicizzazione SEO, poiché i crawler dei motori di ricerca potrebbero non eseguire correttamente tutti gli script.
Static Site Generation (SSG)
Approccio alla costruzione di siti web in cui tutte le pagine vengono generate come file HTML statici durante la fase di build, prima del deployment. I siti statici offrono eccellenti prestazioni, sicurezza e SEO, poiché ogni pagina è immediatamente disponibile come HTML completo. Framework come Next.js, Gatsby e Astro supportano questa modalità.
Headless CMS
Sistema di gestione dei contenuti che separa il backend (dove i contenuti vengono creati e gestiti) dal frontend (dove i contenuti vengono presentati). A differenza dei CMS tradizionali come WordPress, un headless CMS fornisce i contenuti tramite API, permettendo di distribuirli su qualsiasi piattaforma o dispositivo. Esempi includono Contentful, Strapi, Sanity e Storyblok.
Structured Data (Dati Strutturati)
Formato standardizzato per fornire informazioni su una pagina e classificarne il contenuto in modo comprensibile ai motori di ricerca. I dati strutturati utilizzano vocabolari condivisi (come Schema.org) e formati come JSON-LD, Microdata o RDFa per comunicare esplicitamente il significato degli elementi di una pagina. L’implementazione di dati strutturati può generare rich snippet, knowledge panel e altre funzionalità SERP avanzate.
JSON-LD
JavaScript Object Notation for Linked Data: formato di serializzazione raccomandato da Google per l’implementazione di dati strutturati nelle pagine web. JSON-LD viene inserito tramite un tag script nell’head o nel body della pagina HTML ed è separato dal contenuto visibile, rendendo più semplice l’implementazione e la manutenzione rispetto a Microdata o RDFa.
Hreflang
Attributo HTML utilizzato per indicare ai motori di ricerca la lingua e l’area geografica target di una pagina web. Fondamentale per siti multilingue e multi-paese, l’hreflang aiuta Google a mostrare la versione corretta di una pagina agli utenti in base alla loro lingua e posizione geografica. La sintassi prevede l’uso di tag link rel=”alternate” con l’attributo hreflang nell’head della pagina, nella sitemap XML o negli header HTTP.
International SEO
Insieme di strategie e tecniche SEO volte a ottimizzare un sito web per il posizionamento in mercati e lingue multiple. Include la gestione di hreflang, la scelta della struttura del dominio (ccTLD, sottodirectory, sottodomini), la localizzazione dei contenuti, la strategia di link building locale e l’ottimizzazione per i motori di ricerca specifici di ciascun mercato target.
Crawlability
La capacità di un sito web di essere scansionato efficacemente dai crawler dei motori di ricerca. Una buona crawlability dipende dalla corretta configurazione del robots.txt, dalla struttura del sito, dalla velocità del server, dall’assenza di loop di redirect, dalla gestione appropriata degli status code e dalla presenza di una sitemap XML aggiornata.
Indexability
La capacità di una pagina web di essere aggiunta all’indice di un motore di ricerca. Una pagina può essere crawlabile ma non indicizzabile a causa di direttive noindex, canonical verso un’altra pagina, scarsa qualità del contenuto o altri fattori tecnici che impediscono al motore di ricerca di includerla nel proprio indice.
Render Budget
Il tempo e le risorse computazionali che un motore di ricerca può dedicare al rendering JavaScript delle pagine di un sito. I siti con heavy JavaScript possono consumare rapidamente il render budget, causando la mancata indicizzazione di pagine i cui contenuti dipendono dall’esecuzione di script. L’ottimizzazione del render budget è particolarmente importante per i siti basati su framework JavaScript come React, Angular e Vue.
Log File Analysis
Analisi dei file di log del server per comprendere come i crawler dei motori di ricerca interagiscono con il sito web. L’analisi dei log rivela quali pagine vengono scansionate, con quale frequenza, quali errori vengono riscontrati e come viene distribuito il crawl budget. È una tecnica avanzata di SEO tecnico fondamentale per siti di grandi dimensioni.
Redirect Chain
Sequenza di redirect multipli che si verificano tra l’URL originale e l’URL di destinazione finale. Ad esempio: URL A → redirect a URL B → redirect a URL C → destinazione finale. Le redirect chain causano ritardi nel caricamento, possono disperdere link equity e sprecare crawl budget. È buona pratica SEO mantenere al massimo un singolo redirect tra la sorgente e la destinazione.
Redirect Loop
Situazione in cui due o più URL si reindirizzano circolarmente l’una all’altra, creando un ciclo infinito (es. A → B → A). I redirect loop rendono le pagine inaccessibili sia agli utenti che ai crawler e devono essere corretti immediatamente.
Crawl Trap
Situazione in cui i crawler dei motori di ricerca rimangono intrappolati in un ciclo infinito o quasi-infinito di URL all’interno di un sito web, sprecando crawl budget su pagine di scarso valore. Le crawl trap possono essere causate da parametri URL infiniti, calendari senza limiti, filtri che generano URL illimitati o errori di configurazione del server.
Faceted Navigation
Sistema di navigazione tipico degli e-commerce che permette agli utenti di filtrare i prodotti per attributi come colore, taglia, prezzo, marca e altre caratteristiche. Dal punto di vista SEO, la faceted navigation può generare un numero enorme di URL con contenuto duplicato o sottile, consumando crawl budget e diluendo la link equity. La gestione corretta tramite canonical, noindex, robots.txt o parametri URL è fondamentale.
Pagination SEO
Gestione SEO delle pagine suddivise in più parti (paginazione). Google ha ritirato il supporto per i tag rel=”prev” e rel=”next” nel 2019, ma la paginazione resta una sfida tecnica. Le best practice attuali includono la self-referencing canonical su ogni pagina, il collegamento alla pagina “View All” quando possibile, e l’assicurarsi che tutte le pagine siano raggiungibili dai crawler.
Mobile-First Indexing
Approccio di Google in cui la versione mobile di un sito web viene utilizzata come versione primaria per l’indicizzazione e il ranking. Dal 2023, Google utilizza esclusivamente il mobile-first indexing per tutti i siti. Ciò significa che la versione mobile del sito deve contenere tutti i contenuti, i metadati, i dati strutturati e i link interni presenti nella versione desktop.
Responsive Design
Approccio al web design in cui il layout e i contenuti di un sito si adattano automaticamente alle dimensioni dello schermo del dispositivo utilizzato (desktop, tablet, smartphone). Il responsive design è la soluzione raccomandata da Google per la compatibilità mobile e utilizza media query CSS, griglie flessibili e immagini fluide per garantire un’esperienza ottimale su qualsiasi dispositivo.
AMP (Accelerated Mobile Pages)
Framework open-source sviluppato da Google per creare pagine web mobili ultra-veloci attraverso l’uso di HTML semplificato e restrizioni su JavaScript e CSS. Inizialmente favorito da Google nei risultati di ricerca mobile (specialmente nel carosello delle news), AMP ha perso importanza dal 2021 quando Google ha rimosso il requisito AMP per apparire nel carosello delle Top Stories. Molti editori stanno ora abbandonando AMP in favore di siti web ottimizzati con buoni Core Web Vitals.
Progressive Web App (PWA)
Tipo di applicazione web che utilizza tecnologie moderne per offrire un’esperienza simile a quella delle app native. Le PWA possono funzionare offline, inviare notifiche push, e essere installate sulla home screen del dispositivo. Dal punto di vista SEO, le PWA devono essere costruite seguendo le best practice di server-side rendering per garantire la corretta indicizzazione dei contenuti.
IndexNow
Protocollo che permette ai proprietari di siti web di notificare istantaneamente ai motori di ricerca le modifiche ai contenuti delle proprie pagine. A differenza del processo tradizionale in cui i crawler scoprono i cambiamenti durante le scansioni periodiche, IndexNow consente una comunicazione proattiva. Supportato da Bing, Yandex e altri motori; Google non lo supporta ufficialmente ma sta conducendo test.
Indexing API (Google)
API di Google che permette di richiedere l’indicizzazione o la rimozione di URL in modo programmatico. Ufficialmente supportata per pagine con dati strutturati di tipo JobPosting e BroadcastEvent, viene talvolta utilizzata anche per altri tipi di contenuto. L’Indexing API consente un’indicizzazione più rapida rispetto all’invio tramite sitemap o la segnalazione tramite Search Console.
Edge SEO
Pratica di implementare modifiche SEO a livello di CDN/edge server (come Cloudflare Workers, AWS Lambda@Edge) anziché nel codice sorgente del sito. L’edge SEO permette di effettuare redirect, aggiungere tag hreflang, inserire dati strutturati, gestire canonical e altre ottimizzazioni senza dover modificare il backend del sito, risultando particolarmente utile per siti con infrastrutture complesse o CMS limitati.
HTTP/2
Versione aggiornata del protocollo HTTP che offre miglioramenti significativi in termini di prestazioni rispetto a HTTP/1.1, tra cui il multiplexing (più richieste simultanee su una singola connessione), la compressione degli header e il server push. L’adozione di HTTP/2 migliora la velocità di caricamento del sito e di conseguenza l’esperienza utente e i Core Web Vitals.
HTTP/3
Ultima versione del protocollo HTTP, basata su QUIC (un protocollo di trasporto sviluppato da Google sopra UDP anziché TCP). HTTP/3 offre prestazioni migliori, specialmente su connessioni instabili o ad alta latenza, ed elimina il problema del “head-of-line blocking” presente in HTTP/2. Supportato dalla maggior parte dei browser moderni e da CDN come Cloudflare.
Web Accessibility (Accessibilità Web)
La pratica di progettare e sviluppare siti web che siano utilizzabili da tutti, comprese le persone con disabilità. L’accessibilità web segue le linee guida WCAG (Web Content Accessibility Guidelines) e include l’uso corretto di tag semantici, testo alternativo per le immagini, navigazione da tastiera, contrasto cromatico adeguato e compatibilità con screen reader. L’accessibilità è sempre più collegata alla SEO, poiché Google valorizza siti utilizzabili da tutti gli utenti.
Long Tail
Parola chiave composta da tre o più termini che descrive un intento di ricerca molto specifico. Le long-tail keyword hanno generalmente un volume di ricerca inferiore ma un tasso di conversione più elevato rispetto alle keyword generiche, poiché indicano un utente con un’esigenza più definita. Esempio: “scarpe da corsa donna ammortizzate per asfalto” è una long-tail keyword, mentre “scarpe da corsa” è una short-tail keyword.
Short-Tail Keyword (Head Keyword)
Parola chiave generica composta da uno o due termini con alto volume di ricerca e alta competitività. Le short-tail keyword attraggono un pubblico ampio ma meno qualificato e sono più difficili da posizionare. Esempio: “hotel Roma” o “assicurazione auto”.
Search Volume
Il numero medio di ricerche mensili effettuate per una specifica keyword o frase su un motore di ricerca. Il search volume è una metrica fondamentale nella keyword research per valutare il potenziale di traffico di una parola chiave. Viene stimato da strumenti come Google Keyword Planner, Ahrefs, SEMrush e altri tool SEO.
Keyword Difficulty (KD)
Metrica che indica quanto è difficile posizionarsi nella prima pagina dei risultati di ricerca per una determinata keyword. Solitamente espressa su una scala da 0 a 100, tiene conto della forza dei siti attualmente posizionati, del numero e della qualità dei backlink necessari e di altri fattori competitivi. Ogni tool SEO utilizza il proprio metodo di calcolo.
Keyword Research
Processo di ricerca e analisi delle parole chiave che gli utenti utilizzano nei motori di ricerca per trovare contenuti, prodotti o servizi. La keyword research è una delle attività fondamentali della SEO e include l’identificazione delle keyword rilevanti, la valutazione del volume di ricerca, la difficoltà di posizionamento, l’intento di ricerca e il potenziale di conversione. Strumenti comuni includono Google Keyword Planner, Ahrefs, SEMrush, Sistrix e Ubersuggest.
Keyword Clustering
Tecnica che consiste nel raggruppare parole chiave semanticamente correlate che condividono lo stesso intento di ricerca, con l’obiettivo di creare singole pagine che rispondano a cluster di keyword anziché a singole keyword. Il clustering può essere effettuato manualmente o tramite strumenti AI che analizzano la sovrapposizione delle SERP per determinare quali keyword possono essere target della stessa pagina.
Semantic SEO
Approccio alla SEO che si concentra sul significato e il contesto dei contenuti piuttosto che sulla semplice presenza di parole chiave. La semantic SEO implica la creazione di contenuti che coprono un argomento in modo completo, utilizzano terminologia correlata e rispondono alle domande degli utenti in modo esaustivo, aiutando i motori di ricerca a comprendere la profondità e la pertinenza del contenuto.
Thin Content
Contenuto di scarso valore che fornisce poca o nessuna informazione utile all’utente. Include pagine con pochissimo testo originale, pagine generate automaticamente di bassa qualità, contenuti “scraped” da altri siti e pagine gateway. Google può penalizzare i siti con percentuali elevate di thin content, riducendone la visibilità nei risultati di ricerca.
Content Pruning
Strategia SEO che consiste nella rimozione, consolidamento o aggiornamento di contenuti di bassa qualità, obsoleti o con scarse prestazioni dal proprio sito web. L’obiettivo è migliorare la qualità complessiva del sito, ottimizzare il crawl budget e concentrare la link equity sulle pagine più importanti. Le opzioni includono l’eliminazione (con redirect 301), l’aggiornamento o il consolidamento di più pagine in un unico contenuto completo.
Content Decay
Fenomeno in cui un contenuto che precedentemente performava bene in termini di traffico organico perde progressivamente posizioni e visitatori nel tempo. Il content decay può essere causato dall’obsolescenza delle informazioni, dalla pubblicazione di contenuti più recenti e completi da parte dei competitor, da cambiamenti nell’intento di ricerca o da aggiornamenti algoritmici. L’identificazione e il refresh dei contenuti in decay è una pratica SEO essenziale.
Content Refresh
Aggiornamento di contenuti esistenti con informazioni più recenti, dati aggiornati, nuove sezioni e miglioramenti strutturali, con l’obiettivo di recuperare o migliorare il posizionamento organico. Il content refresh è spesso più efficace della creazione di nuovi contenuti da zero, specialmente per pagine che hanno già accumulato backlink e storico di ranking.
Dwell Time
Il tempo che un utente trascorre su una pagina dopo aver cliccato su un risultato di ricerca e prima di tornare alla SERP. Sebbene Google non abbia confermato il dwell time come fattore di ranking diretto, un dwell time elevato è generalmente indicativo di contenuti di qualità che soddisfano l’intento di ricerca dell’utente.
Pogo-sticking
Comportamento dell’utente che clicca su un risultato di ricerca, torna rapidamente alla SERP e clicca su un altro risultato. Il pogo-sticking indica che il primo risultato non ha soddisfatto l’intento di ricerca dell’utente ed è generalmente considerato un segnale negativo per la qualità di quel risultato.
Link Equity (Link Juice)
Il valore SEO trasmesso da una pagina all’altra attraverso i link. Quando una pagina con alta autorevolezza collega un’altra pagina, le trasmette una porzione del proprio valore di ranking. La distribuzione della link equity dipende da fattori come l’autorevolezza della pagina linkante, il numero totale di link in uscita, la rilevanza tematica e gli attributi del link (dofollow vs nofollow).
Link Reclamation
Processo di recupero di backlink persi o rotti. Include l’identificazione di link che puntano a pagine 404, menzioni del brand senza link (unlinked mentions), e link che sono stati rimossi o modificati. La link reclamation è una strategia di link building efficiente poiché lavora su connessioni già esistenti piuttosto che crearne di nuove da zero.
Digital PR
Strategia di marketing che combina le relazioni pubbliche tradizionali con le tattiche digitali per ottenere copertura mediatica, menzioni e backlink da pubblicazioni online autorevoli. La digital PR include la creazione di studi e ricerche originali, la produzione di contenuti newsjacking-worthy, il coinvolgimento di giornalisti e influencer, e la diffusione di comunicati stampa mirati. È una delle strategie di link building più efficaci e sostenibili.
UGC (User Generated Content)
Contenuto creato dagli utenti anziché dal proprietario del sito. Include recensioni, commenti, post nei forum, domande e risposte. In ambito SEO, l’attributo rel=”ugc” viene utilizzato per marcare i link generati dagli utenti, comunicando ai motori di ricerca che il link non è stato inserito dal proprietario del sito.
Sponsored (attributo link)
Attributo HTML rel=”sponsored” introdotto da Google nel 2019 per identificare i link che sono stati inseriti come parte di accordi pubblicitari, sponsorizzazioni o altri compensi. Insieme a rel=”ugc” e rel=”nofollow”, fa parte del sistema di attributi che Google utilizza per comprendere la natura dei link.
Insieme di strategie e tecniche di ottimizzazione volte a migliorare la visibilità di un’attività nei risultati di ricerca locali. Il Local SEO è fondamentale per le attività con sedi fisiche (negozi, ristoranti, studi professionali, ecc.) e comprende l’ottimizzazione del Google Business Profile, la gestione delle recensioni, la coerenza delle informazioni NAP, la creazione di citazioni locali e l’ottimizzazione dei contenuti con riferimenti geografici.
Google Business Profile (ex Google My Business)
Strumento gratuito di Google che consente alle attività commerciali di gestire la propria presenza online nelle ricerche Google e su Google Maps. Il Google Business Profile (rinominato da Google My Business nel 2021) permette di pubblicare informazioni come orari, indirizzo, telefono, foto, post, prodotti e di ricevere e rispondere alle recensioni. È l’elemento centrale di qualsiasi strategia di Local SEO.
Local Pack
Sezione dei risultati di ricerca di Google che mostra una mappa e tre attività locali rilevanti per la query dell’utente. Il Local Pack appare tipicamente per ricerche con intento locale (es. “pizzeria vicino a me”, “dentista Milano”) e offre informazioni immediate come indirizzo, orari, recensioni e pulsante per le indicazioni stradali. Posizionarsi nel Local Pack è uno degli obiettivi principali del Local SEO.
NAP (Name, Address, Phone)
Acronimo che sta per Nome, Indirizzo e Numero di Telefono di un’attività commerciale. La coerenza del NAP attraverso tutte le piattaforme online (sito web, Google Business Profile, directory, social media) è un fattore di ranking locale fondamentale. Discrepanze nelle informazioni NAP possono confondere i motori di ricerca e ridurre la visibilità locale.
Citation (Local SEO)
Menzione del NAP (Nome, Indirizzo, Telefono) di un’attività su siti web, directory e piattaforme online di terze parti. Le citation possono essere strutturate (es. Pagine Gialle, Yelp, TripAdvisor) o non strutturate (menzioni in articoli o blog). La quantità e la qualità delle citation influenzano il posizionamento locale.
Geotargeting
Pratica di personalizzare contenuti, annunci o risultati in base alla posizione geografica dell’utente. In ambito SEO, il geotargeting include l’ottimizzazione per ricerche locali, l’uso di hreflang per siti multilingue, la configurazione del targeting geografico in Google Search Console e la creazione di landing page localizzate per diverse aree geografiche.
GA4 (Google Analytics 4)
La quarta e attuale generazione della piattaforma Google Analytics, lanciata nel 2020 e divenuta l’unica versione disponibile dal luglio 2023 (con la dismissione di Universal Analytics). GA4 introduce un modello di dati basato su eventi (anziché sessioni), tracciamento cross-platform (web e app), reporting basato su machine learning, misurazione senza cookie e integrazioni con BigQuery. Richiede un approccio alla misurazione fondamentalmente diverso rispetto a Universal Analytics.
GTM (Google Tag Manager)
Sistema di gestione dei tag di Google che consente di implementare e gestire codici di tracciamento (tag) sul proprio sito web senza dover modificare direttamente il codice sorgente. GTM supporta tag di Google Analytics, Google Ads, Facebook Pixel e centinaia di altri strumenti di marketing e analytics. Utilizza un sistema di trigger e variabili per controllare quando e dove i tag devono essere attivati.
Data Layer
Oggetto JavaScript che funge da livello intermediario tra il sito web e gli strumenti di tracciamento come Google Tag Manager. Il data layer contiene informazioni strutturate sulle interazioni degli utenti, i dati della pagina e gli eventi, rendendo disponibili queste informazioni per i tag di marketing e analytics in modo standardizzato e indipendente dalla struttura HTML del sito.
Event Tracking
Il monitoraggio di azioni specifiche degli utenti su un sito web che vanno oltre le semplici visualizzazioni di pagina. In GA4, tutti i dati sono basati su eventi: click su pulsanti, download di file, invio di form, visualizzazioni video, scroll della pagina e qualsiasi altra interazione possono essere tracciati come eventi personalizzati. Il tracciamento degli eventi è fondamentale per misurare l’efficacia dei contenuti e le conversioni.
Attribution Model (Modello di Attribuzione)
Framework che determina come il merito di una conversione viene distribuito tra i diversi touchpoint del customer journey. I modelli comuni includono: ultimo click (tutto il merito all’ultimo canale), primo click (tutto il merito al primo canale), lineare (merito distribuito equamente), basato sulla posizione, basato su dati (data-driven, che utilizza il machine learning per determinare l’attribuzione). GA4 utilizza il modello data-driven come predefinito.
First-Party Data (Dati di Prima Parte)
Dati raccolti direttamente da un’azienda attraverso i propri canali: sito web, app, CRM, transazioni, sondaggi, interazioni dirette con i clienti. Nell’era della dismissione dei cookie di terze parti e delle crescenti normative sulla privacy, i dati di prima parte sono diventati la risorsa più preziosa per il marketing digitale, offrendo informazioni accurate, conformi alla privacy e di proprietà dell’azienda.
Third-Party Cookies
Cookie impostati da domini diversi da quello del sito che l’utente sta visitando, utilizzati principalmente per il tracciamento cross-site e la pubblicità targetizzata. I principali browser (Safari, Firefox) hanno già bloccato i cookie di terze parti, e Chrome ha annunciato restrizioni progressive. La dismissione dei cookie di terze parti sta trasformando radicalmente l’ecosistema della pubblicità digitale e dell’analytics.
Consent Mode (Modalità di Consenso)
Funzionalità di Google che adatta il comportamento dei tag di Google (Analytics, Ads) in base allo stato del consenso dell’utente riguardo ai cookie. Quando un utente rifiuta il consenso, i tag si adeguano raccogliendo dati in forma anonima o non raccogliendoli affatto. Google utilizza il machine learning per modellare le conversioni e il comportamento degli utenti che non hanno dato il consenso, compensando parzialmente la perdita di dati.
Server-Side Tracking
Approccio al tracciamento in cui i dati vengono raccolti e elaborati su un server intermediario anziché direttamente nel browser dell’utente. A differenza del tracciamento client-side tradizionale, il server-side tracking non è influenzato da ad blocker, restrizioni sui cookie o estensioni del browser. Google Tag Manager supporta il server-side tagging tramite un container server dedicato.
KPI (Key Performance Indicator)
Indicatore chiave di prestazione: metrica quantificabile utilizzata per valutare il successo di un’attività nel raggiungimento dei propri obiettivi. Nella SEO, i KPI comuni includono traffico organico, posizioni per keyword target, conversioni organiche, click-through rate, pagine indicizzate, backlink acquisiti e Core Web Vitals. La scelta dei KPI giusti è fondamentale per misurare il ROI delle attività SEO.
ROI (Return on Investment)
Ritorno sull’investimento: metrica finanziaria che misura la redditività di un investimento rapportando il guadagno netto al costo sostenuto. Nel digital marketing, il ROI è utilizzato per valutare l’efficacia delle campagne pubblicitarie, delle attività SEO e di altre iniziative di marketing, confrontando i ricavi generati con i costi totali.
ROAS (Return on Ad Spend)
Ritorno sulla spesa pubblicitaria: metrica che misura i ricavi generati per ogni euro speso in pubblicità. A differenza del ROI, il ROAS considera solo la spesa pubblicitaria diretta e non i costi complessivi dell’attività. Un ROAS di 5:1 significa che per ogni euro investito in pubblicità si generano 5 euro di ricavi.
Programmatic Advertising
L’acquisto e la vendita automatizzata di spazi pubblicitari digitali in tempo reale tramite piattaforme tecnologiche. A differenza dell’acquisto manuale tradizionale, il programmatic utilizza algoritmi e dati per determinare quali annunci mostrare, a chi, quando e a quale prezzo, il tutto in millisecondi durante il caricamento di una pagina web.
DSP (Demand-Side Platform)
Piattaforma tecnologica utilizzata dagli inserzionisti per acquistare spazi pubblicitari digitali in modo automatizzato e in tempo reale. Le DSP permettono di gestire campagne su più ad exchange e reti pubblicitarie da un’unica interfaccia, con targeting avanzato basato su dati demografici, comportamentali e contestuali. Esempi includono Google DV360, The Trade Desk e Amazon DSP.
SSP (Supply-Side Platform)
Piattaforma tecnologica utilizzata dagli editori (publisher) per gestire e vendere il proprio inventario pubblicitario in modo automatizzato. Le SSP collegano gli spazi pubblicitari degli editori alle DSP degli inserzionisti, ottimizzando i ricavi attraverso aste in tempo reale.
DMP (Data Management Platform)
Piattaforma tecnologica che raccoglie, organizza e attiva grandi volumi di dati provenienti da diverse fonti (prima, seconda e terza parte) per la segmentazione dell’audience e il targeting pubblicitario. Le DMP stanno progressivamente cedendo il passo alle CDP con la dismissione dei cookie di terze parti.
CDP (Customer Data Platform)
Piattaforma che crea un profilo unificato e persistente di ogni cliente aggregando dati da molteplici fonti (sito web, CRM, email, app, punti vendita). A differenza delle DMP, le CDP lavorano principalmente con dati di prima parte e mantengono profili individuali nel tempo, risultando più adatte all’era post-cookie. Esempi includono Segment, mParticle e Bloomreach.
CRM (Customer Relationship Management)
Sistema software per la gestione delle relazioni con i clienti che raccoglie, organizza e analizza i dati relativi a interazioni, transazioni e comunicazioni con clienti attuali e potenziali. I CRM moderni (come Salesforce, HubSpot, Pipedrive) integrano funzionalità di marketing automation, sales enablement e customer service, fornendo una visione unificata del customer journey.
Customer Journey
Il percorso completo che un utente compie dal primo contatto con un brand fino alla conversione e oltre. Il customer journey include tutte le interazioni (touchpoint) attraverso diversi canali: ricerca organica, social media, email, pubblicità, sito web, punto vendita fisico, assistenza clienti. La mappatura del customer journey è essenziale per ottimizzare l’esperienza utente e massimizzare le conversioni.
Funnel (Marketing Funnel)
Modello che rappresenta le fasi attraverso cui un potenziale cliente passa dal primo contatto con il brand alla conversione. Il funnel tradizionale include le fasi: Awareness (consapevolezza), Interest (interesse), Consideration (considerazione), Intent (intenzione), Evaluation (valutazione) e Purchase (acquisto). Ogni fase richiede strategie di marketing e contenuti specifici, e la SEO gioca un ruolo fondamentale soprattutto nelle fasi di awareness e consideration.
Omnichannel
Strategia di marketing che offre un’esperienza cliente coerente e integrata attraverso tutti i canali di comunicazione e vendita (online e offline). A differenza dell’approccio multicanale, dove i canali operano in modo indipendente, l’omnichannel garantisce continuità dell’esperienza indipendentemente dal punto di contatto utilizzato dal cliente.
GDPR (General Data Protection Regulation)
Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, entrato in vigore il 25 maggio 2018. Il GDPR stabilisce regole rigorose per la raccolta, l’elaborazione e la conservazione dei dati personali dei cittadini dell’UE. Ha un impatto significativo sul marketing digitale, richiedendo il consenso esplicito per il tracciamento, la trasparenza sull’uso dei dati, il diritto all’oblio e la possibilità per gli utenti di accedere e cancellare i propri dati.
Cookie Banner
Elemento dell’interfaccia utente che appare sui siti web per informare i visitatori sull’utilizzo dei cookie e raccogliere il loro consenso in conformità con le normative sulla privacy (GDPR, ePrivacy Directive). Un cookie banner conforme deve offrire scelte chiare (accetta, rifiuta, personalizza), non utilizzare dark pattern, e memorizzare le preferenze dell’utente.
Privacy Sandbox
Iniziativa di Google che mira a sviluppare tecnologie alternative ai cookie di terze parti per la pubblicità online, preservando la privacy degli utenti. Include proposte come Topics API (per il targeting basato su interessi), Protected Audience API (per il remarketing) e Attribution Reporting API (per la misurazione delle conversioni). Il Privacy Sandbox sta ridisegnando il futuro della pubblicità digitale.
Social Signals
Interazioni sociali (like, condivisioni, commenti, menzioni) che un contenuto web riceve sulle piattaforme social media. Sebbene Google abbia dichiarato che i social signals non sono un fattore di ranking diretto, una forte presenza social contribuisce indirettamente alla SEO attraverso l’aumento della visibilità, del traffico, della brand awareness e delle opportunità di backlink.
Open Graph
Protocollo sviluppato da Facebook (Meta) che permette ai webmaster di controllare come i contenuti del proprio sito vengono visualizzati quando condivisi sui social media. I meta tag Open Graph (og:title, og:description, og:image, og:url) definiscono il titolo, la descrizione, l’immagine e l’URL che appariranno nell’anteprima del link condiviso.
Influencer Marketing
Strategia di marketing che sfrutta la notorietà e la credibilità di persone influenti (influencer) per promuovere prodotti, servizi o brand presso il loro pubblico. Nel contesto SEO, le collaborazioni con influencer possono generare backlink di qualità, menzioni del brand e traffico referral, contribuendo indirettamente al posizionamento organico.
SPA (Single Page Application)
Applicazione web che carica una singola pagina HTML e aggiorna dinamicamente il contenuto in risposta alle interazioni dell’utente senza ricaricare l’intera pagina. Framework come React, Angular e Vue.js sono comunemente utilizzati per creare SPA. Dal punto di vista SEO, le SPA richiedono attenzione particolare per garantire la corretta indicizzazione, tipicamente attraverso SSR (Server-Side Rendering) o pre-rendering.
Canonical URL
L’URL preferito di una pagina web quando esistono più URL che mostrano lo stesso contenuto o contenuti molto simili. Specificato tramite il tag link rel=”canonical” nell’head HTML o nell’header HTTP, il canonical URL indica ai motori di ricerca quale versione indicizzare e a quale attribuire la link equity, prevenendo problemi di contenuto duplicato.
URL Parameter
Stringhe di testo aggiunte alla fine di un URL dopo il punto interrogativo (?) per passare informazioni aggiuntive al server. I parametri URL sono comuni negli e-commerce (filtri, ordinamento), nei sistemi di tracciamento (UTM) e nelle sessioni utente. Una gestione non corretta dei parametri URL può causare problemi di contenuto duplicato, spreco di crawl budget e diluizione della link equity.
UTM Parameters
Urchin Tracking Module: parametri aggiunti alla fine degli URL per tracciare le fonti di traffico in Google Analytics. I principali parametri UTM sono: utm_source (sorgente), utm_medium (mezzo), utm_campaign (campagna), utm_term (termine) e utm_content (contenuto). L’uso corretto dei parametri UTM è essenziale per attribuire correttamente il traffico alle diverse attività di marketing.
Web Scraping
Tecnica automatizzata di estrazione di dati da siti web. Nel marketing digitale e nella SEO, lo scraping viene utilizzato per l’analisi della concorrenza, il monitoraggio dei prezzi, l’estrazione di dati SERP, la raccolta di informazioni per la keyword research e l’audit di siti web. Strumenti comuni includono Screaming Frog, Python (con librerie come BeautifulSoup e Scrapy), e vari tool SEO commerciali.
Crawl Rate
La velocità con cui i crawler dei motori di ricerca scansionano le pagine di un sito web, tipicamente misurata in pagine al secondo o richieste al secondo. Un crawl rate troppo aggressivo può sovraccaricare il server, mentre uno troppo conservativo può rallentare l’indicizzazione di nuovi contenuti. Il crawl rate può essere configurato parzialmente tramite Google Search Console.
Orphan Page (Pagina Orfana)
Pagina web accessibile tramite URL diretto ma non collegata da nessun’altra pagina del sito attraverso link interni. Le pagine orfane sono problematiche per la SEO poiché i crawler dei motori di ricerca possono avere difficoltà a scoprirle, e non beneficiano della distribuzione di link equity dalla struttura del sito. L’audit regolare per identificare ed eliminare le pagine orfane è una best practice di SEO tecnico.
Site Migration
Processo di modifica significativa della struttura, del design, della tecnologia, del dominio o della piattaforma di un sito web. Le migrazioni possono includere cambi di dominio, passaggio da HTTP a HTTPS, redesign completi, cambi di CMS, ristrutturazione degli URL o consolidamento di domini. Una migrazione mal gestita può causare perdite significative di traffico organico e posizionamenti. È essenziale pianificare mapping delle URL 1:1, implementare redirect 301, aggiornare la sitemap e monitorare attentamente le metriche post-migrazione.
Technical Debt (SEO)
Accumulo di problemi tecnici non risolti su un sito web che impattano negativamente la SEO nel tempo. Include redirect chain, pagine 404, contenuti duplicati, problemi di crawlability, tag canonical errati, schema markup mancanti e altri difetti tecnici. Come il debito tecnico nel software, il technical debt SEO cresce nel tempo e diventa sempre più costoso da risolvere.
Rendering Budget
Risorse computazionali limitate che Googlebot può dedicare al rendering di pagine JavaScript-heavy. A differenza del crawl budget (che riguarda la scansione), il rendering budget riguarda specificamente l’esecuzione di JavaScript per generare il DOM finale della pagina. Siti con rendering budget insufficiente possono vedere contenuti importanti non indicizzati.
Web Component
Set di standard web che permettono di creare elementi HTML personalizzati e riutilizzabili con funzionalità incapsulate. I web component includono Custom Elements, Shadow DOM e HTML Templates. Dal punto di vista SEO, è importante verificare che i contenuti all’interno dei web component (specialmente quelli nel Shadow DOM) siano accessibili e indicizzabili dai motori di ricerca.
Minification
Processo di rimozione di tutti i caratteri non necessari (spazi, commenti, newline) dal codice sorgente HTML, CSS e JavaScript senza alterarne la funzionalità. La minificazione riduce le dimensioni dei file, migliorando i tempi di caricamento della pagina e contribuendo positivamente ai Core Web Vitals.
Image Optimization
Insieme di tecniche per ridurre le dimensioni dei file immagine senza degradarne significativamente la qualità visiva. Include la compressione lossy e lossless, l’uso di formati moderni (WebP, AVIF), il dimensionamento appropriato per il viewport, il lazy loading, l’attributo srcset per immagini responsive e l’uso di CDN per la distribuzione. Le immagini rappresentano spesso la causa principale di LCP lento.
WebP
Formato di immagine sviluppato da Google che offre compressione sia lossy che lossless superiore a JPEG e PNG, risultando in file significativamente più piccoli a parità di qualità visiva. WebP è supportato da tutti i browser moderni ed è il formato raccomandato per ottimizzare le prestazioni web e i Core Web Vitals.
AVIF
Formato di immagine basato sul codec video AV1, che offre una compressione superiore rispetto a WebP e JPEG con eccellente qualità visiva. AVIF supporta HDR, trasparenza e animazioni. Il supporto nei browser è in crescita e rappresenta il futuro dell’ottimizzazione delle immagini per il web.