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Per iniziare il nuovo anno al meglio ho pensato di chiedere a 8 professionisti del Web Marketing, che seguo regolarmente, alcune domande tecniche sulla SEO. Ero curioso di conoscere la loro opinione su determinati argomenti ed ecco quindi le risposte pronte ad essere condivise con voi. Commentate, condividete e andate in pace :)

Prima di cominciare volevo ringraziare tutti gli intervistati perché sono stati molto gentili, disponibili e aggiungerei anche rapidissimi ad inviarmi le risposte :)

Gli intervistati sono:

Martino Mosna, Marco Loguercio, Ivano Di Biasi, Maurizio Ceravolo, Giorgio Taverniti, Andrea Pernici, Enrico Altavilla e l’ospite internazinale Dan Petrovic.

Partiamo con le domande: 12 quesiti sulle attività giornaliere di un SEO


Affiliamo le lame

Domanda 1

Ogni anno le varie testate online del nostro settore pubblicano studi sui fattori di ranking. I dati sono dedotti da test più o meno validi, è quindi lecito che ognuno di noi abbia una propria idea su quali di questi fattori siano efficaci. Se tu dovessi dare un valore in base all’importanza per il posizionamento organico su Google alle seguenti attività SEO, come risponderesti?

  • Analisi delle parole chiave
  • SEO on-page (Meta tags, LSI, SEO Copywriting)
  • Ottimizzazione del crawling
  • Link building
  • Social media management
  • Content generation

Risposte:

Martino Mosna

Qua la risposta è un grande DIPENDE. Dipende moltissimo da sito a sito e dalla situazione che si prospetta. Un sito povero di contenuti potrebbe aver bisogno di contenuti prima che di un approccio sui social media. Un sito con grosse falle tecniche potrebbe aver bisogno di un audit tecnico prima che di SEO on-page. Non ti so dare delle % assolute, ti posso dire con che frequenza mi trovo io a fare i lavori di cui sopra nel totale della mia attività.

  1. SEO “tecnico” (ottimzzazione del crawling) 25%: un sito deve essere prima di tutto accessibile. Puoi avere il copy più figo ed ottimizzato del mondo, ma se fai soft 404, lingua con cookie di sessione, hai un’architettura del contenuto a 16 livelli senza link orizzontali… è inutile anche imbarcarsi in un’ottimizzazione dei contenuti
  2. Analisi delle parole chiave 35%: senza un’analisi seria delle keyword e soprattutto senza un’analisi del pubblico di riferimento, non ha nemmeno senso parlare di SEO
  3. SEO on-page 35%: è la base
  4. Content generation 3%: qua dipende dal progetto. Siti a contenuto “statico” in determinati contesti hanno ancora perfettamente senso (al netto delle attività di marketing per eventuali A/B test, naturalmente). In ogni caso tendo a non occuparmene io, a scrivere i nuovi contenuti deve essere qualcuno che l’argomento lo conosce bene.
  5. Social Media 1%: anche qua dipende dal progetto. Per alcuni progetti è molto meglio concentrarsi ad esempio sulla parte local prima che sui social. Tendo comunque come per la generazione di contenuto, a non occuparmene io.
  6. Link building 1%: lo lascio in fondo perché nel mio modo di lavorare non è il consulente che deve “fare link building”. Fare link building significa partecipare ad eventi, creare prodotti unici, presentare offerte irrinunciabili, distinguersi dalla concorrenza in modo tale da essere riconosciuti come i migliori in un determinato campo. E’ qualcosa che ha a che fare profondamente con la cultura aziendale e con il design di prodotto ed è qualcosa che sono riuscito realmente a fare in una piccolissima percentuale dei casi. Non perché io non voglia farlo, ma perché è oggettivamente difficilissimo da vendere come “servizio”.
Marco Loguercio

Ci ho pensato a lungo e mi sono tenuto questa domanda per ultima, ma nonostante tutto non riesco a dare un peso alle singole attività. L’unica percentuale spannometrica che mi sento di dare è quella tra on‐site e off‐site, che in un progetto ideale che dovesse partire da zero pesano per me rispettivamente 40% (ci vogliono i giusti contenuti non solo per ottenere visibilità ma anche per monetizzare questa visibilità) e 60% (i contenuti da soli non bastano e, checchè se ne dica, i link sono ancora la benzina necessaria per scalare le SERPs)

Ivano Di Biasi

Suddividerei così: Analisi delle parole chiave: 20%, SEO on-page (Meta tags, LSI, SEO Copywriting): 35%, Ottimizzazione del crawling: 10%, Link building: 30%, Social media management: 5%, Content generation: Intendevi generare contenuti in automatico? Beh se intendi quello allora è 0% (Intendevo la generazione di contenuti di alta qualità, a mano. Qui si nota il tuo lato oscuro eheheh NDR)

Maurizio Ceravolo

Analisi delle parole chiave: 5%, SEO on­page (Meta tags, LSI, SEO Copywriting): 35%, Ottimizzazione del crawling: 10%, Link building: 5%, Social media management: 10%, Content generation: 35%

La risposta necessità un po’ di spiegazione. Ho messo un po’ di percentuali, ma solo perché me l’hai chiesto, non sono capace a fare una suddivisione di questi aspetti, anche perché sono collegati l’uno all’altro.
Io ho due cavalli che trainano nel mio lavoro. L’aspetto tecnico e i contenuti. L’aspetto tecnico è generalmente roba mia, e quindi cerco di fare in modo che quell’aspetto sia molto curato, anche perché io sono un ingegnere e sono stato riformattato su questo aspetto quando sono entrato all’università. L’aspetto contenuti è fondamentale anche lui, perché se non c’è, con l’aspetto contenuti ho ottimizzato l’indicizzazione del niente.
La Link building la considero poco, probabilmente perché non sono capace a farla :)
Trovare centinaia di siti dove spammare i link è una attività da scimmia che mi fa venire l’orticaria :) Se i miei contenuti sono buoni i link si creano da soli, e sono naturali. Il 5% che ho lasciato è per un attività da PR per promuovere i miei contenuti, ma è più per far sapere a chi potrebbe essere interessato che esiste. Tipo chiamare Giovanni Sacheli e dirgli che ho scritto un articolo SEO pazzesco e che se vuole può dargli un’occhiata e scriverci qualcosa, perché è su un argomento che so che a lui interessa.

La parte social è più una conseguenza. È importante come ulteriore mezzo per mettersi in comunicazione con i propri utenti/clienti. Ed è per questo motivo che posso consigliare ad un cliente di seguire anche quel canale.

Giorgio Taverniti

Analisi delle parole chiave: 100%, SEO on-page (Meta tags, LSI, SEO Copywriting): 0%, Ottimizzazione del crawling: 0%, Link building: 0%, Social media management: 0%, Content generation: 0%

Noi in passato abbiamo fatto i Fattori SEO e li faremo sempre, ma associati all’opinione della persona. Però oggi la risposta che voglio darti è che i fattori SEO cambiano veramente troppo spesso da ricerca a ricerca. Per questo voglio dare un segnale forte: ci giochiamo tutto nell’analisi delle parole chiave. Ci sono chiavi dove per arrivare primi non abbiamo bisogno di tanti link. Oggi lo studio della composizione di una SERP è tutto. Devi capire chi sono i concorrenti, con quali contenuti puntare alla prima pagina, con quali modalità.

Se ci voglio entrare con il Knowledge Graph + Pagina Business, non mi serve neanche un link.
Se voglio arrivarci con un Video di YouTube, mi servono forse degli embed, forse!
Insomma, speriamo nasca una nuova generazione di SEO che prima di ogni cosa, analizzi si le parole chiave, ma poi si studi bene le SERP.

Andrea Pernici

Io la vedo in un modo riassumibile con la frase “L’intero è sempre maggiore della somme delle parti.”, quindi: Analisi delle parole chiave: 0%, SEO on-page: 0%, Ottimizzazione crawling: 0%, Link building: 0%, Social Media Management: 0%, Content generation: 0%

Per concludere dico dunque: Somma dei 6 punti = 50%, poi aggiungo Strategia + Offerta = 50%
Dove per offerta intendo cosa di buono e a valore aggiunto siamo in grado di offrire per il nostro mercato.

Enrico Altavilla

Non voglio dare una ricetta generica, innanzitutto perché non c’è e in secondo luogo perché banalizzerei una professione complessa. Prima si visita il paziente, poi si consiglia la cura adatta a lui/lei. Niente paziente, niente ricetta.

Dan Petrovic

Keywords analysis: 10%, On-page SEO (Meta tags, LSI, SEO Copywriting): 10%, Crawling optimization: 10%, Link building: 50%, Social media management: 10%, Content generation: 10%

The above doesn’t really make sense to me. For example keyword analysis is a key step, kind of like an ON or OFF button. If you don’t do one you could be setting yourself up for a failure by pushing in the wrong direction. Same thing with on-page SEO and crawling optimisation. Social and links all go in the same bucket for me – they propel content. So I see the whole thing as a chain of dependent activities more so than something you can divide by percentage. You should probably do all of it and more, but in your own balance. Every site is different.

Domanda 2

Un nuovo cliente ti chiede un audit SEO del suo sito, qual è il linguaggio o il CMS che speri di non incontrare?

Risposte:

Martino Mosna

Non ho pregiudizi sulle tecnologie. Ho pregiudizi sui tecnici. Spero sempre di non incontrare tecnici ignoranti o presuntuosi.

Marco Loguercio

Il peggiore che mi sia capitato in passato, molto spesso perché configurato senza tenere minimamente conto delle esigenze di indicizzabilità dei contenuti, è stato Broadvision. Anche perché molte aziende, visti i costi della licenza di questo CMS, nel caso di più siti (es. versioni locali di siti di multinazionali) utilizzavano soluzioni fantasiose per limitarne i costi. E’ da diversi anni che però non mi sono più capitati clienti con Broadvision: o è migliorato anche lato SEO, o in tempo di crisi molte aziende se ne sono liberate in ottica di ottimizzazione dei costi.

Ivano Di Biasi

Assolutamente Joomla quando si tratta di CMS generici e Magento quando si tratta di E-Commerce.

Joomla lo ritengo una vera porcata e credo che WordPress (con un po di lavoro extra) sia nettamente superiore come alternativa.
Magento è il top come software per e-commerce ma è troppo, veramente troppo complesso da gestire, per un semplice ecommerce preferisco Prestashop.

Maurizio Ceravolo

Non ho nulla in particolare che mi fa paura, però la mia preferenza sarà sempre di nuclearizzare tutto e di rifare da capo, scrivendo tutto il codice, in modo di avere un controllo completo sulle prestazioni. Il che vuol dire che io mi sia sviluppato il mio cms, il mio e‐commerce, il mio molte altre cose.

Comunque rispondendo alla tua domanda, vorrei non dover mettere le mani su tecnologie sorpassate, tipo Perl o il vecchio ASP classico (da non confondere con asp.net)

Giorgio Taverniti

Nessun linguaggio o CMS. Spero di non incontrare delle persone non competenti nell’amministrare i vari gestionali o linguaggi. Altrimenti tocca formarli prima. Al massimo ci pagano di più, però a volte si perde tempo.

Andrea Pernici

Onestamente non mi faccio problemi di alcun tipo. Il problema non è il mio, ma semmai di chi poi dovrà metterci le mani. Diciamo il CMS o linguaggio non sono elementi che possono o meno inficiare il lavoro di un audit SEO.

Il compito di un SEO è prendere quello che ha e farlo rendere al massimo; la tecnologia usata non deve essere un impedimento perché la SEO è andare incontro alle esigenze del cliente e non fare quello che torna più comodo a noi.

Enrico Altavilla

Broadvision

Dan Petrovic

My preferred CMS is WordPress and for e-Commerce Magento.

Domanda 3

Qual è l’attività tecnica SEO che reputi più difficile in assoluto?

Risposte:

Martino Mosna

L’analisi delle parole chiave. E’ la parte più delicata e richiede una certa esperienza. Un’analisi sbagliata o frettolosa può minare alla base tutto il lavoro successivo.

Marco Loguercio

Sono sempre stato un SEO più portato ai contenuti e al link building che non alla programmazione. Quindi, per quanto mi riguarda, tutto quello che è “mettere mano” operativamente in un CMS o in una piattaforma di e‐commerce, situazioni nelle quali mi sono sempre fatto aiutare da persone competenti. In senso generale mi verrebbe una battuta: la difficoltà oggi per un SEO non è tanto il fare, ma il motivare il cliente a dare l’ok per implementare ciò che andrebbe fatto.

Ivano Di Biasi

Ottimizzare un sito web avendo in mente quali siano gli obiettivi che si vogliono raggiungere e fare in modo che il sito sia in grado di coprire a 360° tutte le search query di interesse del cliente.

Maurizio Ceravolo

Io lavoro spesso su progetti complessi, che durano mesi o anche anni. In questo tipo di progetti ci sono tanti aspetti da tenere in conto e non solo tecnici, talvolta anche politici all’interno dell’organizzazione con cui stai lavorando. In questi casi ti trovi spesso a dover decidere dei compromessi e la SEO è uno dei tasselli nello sviluppo di un progetto, trovo che la cosa più difficile sia il bilanciamento di tutti gli aspetti, rispetto all’optimum ideale che ho in testa.

Rimanendo relegati alla SEO, sinceramente non ho una attività puramente tecnica che trovo più difficile delle altre. Se proprio te ne devo dire una border line, è l’ottimizzazione della velocità di un sito. Ok lo so che non è un parametro di ranking (altrimenti Altavilla si arrabbia NDR), però io sono per la filosofia dei siti veloci, perché è ottimizzazione (la O di SEO), perché un sito veloce, è più usabile e converte di più.

Sicuramente questa è l’attività tecnica più difficile, ma in quanto ingegnere, io sono stato condizionato ad ottimizzare anche il consumo della carta nella stampante, e quindi è una cosa che adoro fare.

Edit: mi è appena arriva una mail di un cliente, e mi è venuta un aggiunta da fare. La cosa più difficile è dover lavorare in altre lingue che non usano l’alfabeto latino. Sto lavorando ad un progetto su cui abbiamo 37 alberi di navigazione ognuno in una lingua diverse. Ed ho a che fare anche con arabo, giapponese e cirillico. Fare un analisi di backlink per capire quali sono naturali e quali non lo sono, beh, mi faccio il segno della croce.

Ma anche per le cose banali su un sito monolingua diventano un film. Ti faccio qualche esempio. La formattazione delle date, ogni lingua ha la sua, ma ci sono eccezioni rispetto a come te le puoi formattare con gli strumenti dei vari linguaggi ed in alcune lingue sarebbe più usabile scriverle in modo leggermente diverso, in alcune le devi mettere prima, in alcune dopo una certa scritta. Ma queste sono cose culturali, non c’è traduttore che tenga, devi parlare con le persone di quella nazione per capirlo. O come anche la valuta, il simbolo della moneta per alcuni lo devi mettere davanti, per altri dopo. Puoi usare l’inglese in diverse nazioni , ma diverse parole hanno significati diversi in USA, nel Regno Unito o in Australia (vedi ad esempio questo link).

Anche una cosa banale come mettere un CAP diventa un film. Lo sapevi che nel regno unito ci sono 4 milioni di CAP, in canada i CAP contengono anche lettere, mentre in altre nazioni i CAP non esistono? Fai una form con il CAP campo obbligatorio, memorizzando 5 numeri numeri sul db e scoprirai che da diverse nazioni non vengono dati, o perché sono bloccati dato che hanno come campo obbligatorio un campo che non possono inserire o perché la form va in errore perché va in overflow nella scrittura sul db. Allora decidi, come sarebbe corretto, di fare una validazione del campo, e ti accorgi che devi scrivere una variante per ogni nazione.

Beh si tutto questo è un vero delirio, ed è proprio impegnativo :)

Giorgio Taverniti

L’analisi dei Log del Server per siti di grandi dimensioni, per far in modo di capire come gestire il crawl budget di Google in funzione agli obiettivi che ci siamo posti, dopo aver analizzato in modo approfondito l’indicizzazione e il posizionamento del sito web.

Andrea Pernici

Credo che non ci siano cose facili o difficili, ma cose che sappiamo fare o non sappiamo fare…e soprattutto cose che ci piace fare e cose che ci piace meno fare.

Enrico Altavilla

Di difficile non saprei ma di critica mi viene in mente la gestione di modifiche all’architettura e agli URL di un sito. Sono attività delicate che vanno pianificate ed eseguite con estrema attenzione, pena la perdita di visibilità e traffico.

Dan Petrovic

A whole range of technical SEO activities are beyond reach for many in the industry due to lack of technical knowledge. For example code tweaking in CMS or e-Commerce platforms, sitemaps, structure data, URL rewriting, htaccess and redirects.

Domanda 4

Quale errore tecnico incontri più di frequente nei siti web che analizzi?

Risposte:

Martino Mosna

La lingua o in generale la visualizzazione di contenuti differenti impostata con i cookie di sessione.

Marco Loguercio

Sembra incredibile ma ancora nel 2013 ho trovato situazioni di “invisibilità” determinate, ad esempio, dal robots.txt impostato per non far accedere gli spider all’intero sito o a cartelle di contenuti rilevanti. Poi, quanto a errori, la realtà supera di molto la fantasia, e molte volte mi sono fatto veramente molte domande sulla professionalità di chi certi siti li ha realizzati.

Ivano Di Biasi

Me ne capitano almeno 3 o 4 al mese! Agenzie che fanno restyle a siti web cambiando tutti gli indirizzi senza fare nemmeno mezzo redirect 301. Oltretutto dopo un po’ le pagine vecchie non sono più indicizzate e si perde la forza di tutti i backlink che il sito aveva acquisito negli anni. Per non parlare poi di quelli che dimenticano il robots.txt con tutto in disallow e poi ti chiedono l’ottimizzazione perché non sono indicizzati.

Maurizio Ceravolo

Qui meglio che mi tengo altrimenti ti faccio un trattato. Ho diversi articoli da finire su questo argomento, di cui uno particolarmente impegnativo che mi prenderà qualche mese per scriverlo, che è uno studio su oltre 50 mila siti in ambito turistico, partito da una scrematura di 650 mila siti aziendali di aziende italiane che ho raccolto per un progetto mio personale di creazione di un database delle 3 milioni di aziende italiane.

La media dei siti che stanno in giro fa schifo. Senza mezzi termini. E non si tratta di un professionista spocchioso che denigra il lavoro altrui. Ho anche creato un hashtag ripreso da molti su google più: #decoroweb con la sua variante più SEO #decoroseo.
Nella maggior parte ci sono tanti errori banalissimi, anche di buon senso.

  • Puoi partire dal nome di dominio che può diventare involontariamente comico http://www.fail.it/ o http://www.stampamilANO.it (fossi in te non andrei a vedere i siti)
  • Puoi avere il sito infarcito di errori grammaticali con 4 errori in tre righe
  • Puoi vedere l’uso della lingua violentata con l’uso di parole inglesi senza saperle usare. Tipo fotogallery. Non si può vedere. O mi scrivi Photo Gallery o Galleria di foto. E questo è uno schifo che fa anche chi ha budget
  • Oppure come il lorem ipsum indicizzato su 50 mila pagine su repubblica
  • Oppure come quello che mette sul sito il facebook del suo concorrente
  • O quello che mette sul guestbook l’orario dell’ultimo commento a 5 ore meno dell’orario attuale per far vedere che lo commentano spesso
  • O quel ristorante che non mette l’indirizzo sul sito e quindi non sai dove sta
  • Ad libitum……

Sono cose che fanno ridere, e se segui gli hashtag ce ne stanno tanti, e giuro che evito di pubblicare, perché di materiale ne avrei a bizzeffe. Ma lo scopo non è deridere i siti, ma far vedere ai giovani professionisti, quanto è facile fare errori banali.

Poi ci pensi e pensi che c’è gente che ha pagato per avere dei lavori fatti con i piedi. Tipo questo dove a footer ci hanno tenuto a far sapere che il sito è stato posizionato da una SPA.

Giorgio Taverniti

L’uso errato del Title tag

Andrea Pernici

Senza dubbio è la duplicazione interna e la mancanza di cura verso le best practice di sviluppo del frontend. L’altra è quella di non curare affatto la parte di codice necessario per una comunicazione differenziata tra i vari social network.

Enrico Altavilla

Linking interno mal progettato o mal implementato, con conseguenti problemi di duplicazione di risorse e dispersione della loro importanza.

Dan Petrovic

Too many low value pages in Google’s index. Many websites have less than optimal website architecture and allow a lot of fluff to be indexed.

Domanda 5

La tua agenzia ha un posto vacante e oggi devi fare un colloquio per una posizione di specialista SEO senior. Sei di fretta e hai a disposizione il tempo per una sola domanda, cosa gli chiedi?

Risposte:

Martino Mosna

Cos’è un errore 404?

Marco Loguercio

So che non è una risposta, ma se andassi di fretta il colloquio lo rimanderei :) Battute a parte, chi mi ha incontrato sa che raramente un mio colloquio dura meno di 90 minuti e paradossalmente, ripensandoci, raramente faccio in due colloqui la stessa domanda. Valutare un SEO è estremamente complicato, anche perché un conto è saper raccontare cosa fare, tutto un altro conto è saper effettivamente fare in maniera efficace ed efficiente, nella situazione stressante di un progetto, con i paletti e lo stress imposti dal cliente. Non sono mancati, ad esempio, quanti in fase di colloquio hanno fatto propri i risultati ottenuti da altri. E questi, con una sola domanda, non li “sgami”.

Ivano Di Biasi

Sei disposto al lavaggio del cervello ed imparare tutto da zero come te lo insegnerò io?

Maurizio Ceravolo

Che miglioramenti faresti al nostro sito?

Giorgio Taverniti

Cosa faresti per questo progetto con 9.000€ di budget?

Andrea Pernici

Prenderei un foglio di carta e una penna e gli chiederei: “Dimostrami il teorema di Euclide. Hai 15 minuti.”

Enrico Altavilla

Gli chiedo perché vuole lavorare in un’agenzia che non valuta decentemente i candidati. Scherzi a parte, se proprio dovessi fargliene una sola, gli chiederei quali sono le fonti e le persone che segue per aggiornarsi. Dalle “frequentazioni” si può capire molto, sopratutto perché il web è pieno di fuffa e voglio capire se il candidato la sa riconoscere quando la vede.

Dan Petrovic

I would ask them what they would do to correctly target users in different countries and languages on a .com website which serves content for multiple countries.

Domanda 6

I SEO sono dei NERD inside e che vogliate ammetterlo oppure no tutti i NERD amano i tools e i software più strani. Per favore elenca i 3 tools SEO (online/offline) che usi più di frequente durante le tue notti insonni davanti al computer (non sono ammesse risposte retoriche come “il cervello”. Per questa volta diamo per scontato che quello venga già /parzialmente/ usato)

Risposte:

Martino Mosna

Majestic SEO, Screaming Frog, Google (e relativi operatori di ricerca site: intitle: ecc)

Marco Loguercio

Non ho tool particolari, anche se amo sperimentare tutto quello che di nuovo viene proposto. Di base Screaming frog oppure Xenu per l’analisi on‐site, Ahrefs per la backlink analysis e le suite moz.com e Raven per tutta un’altra serie di strumenti. Non uso più invece software desktop per l’analisi del ranking, preferendo piattaforme saas.

Ivano Di Biasi

70% SeoZoom (Alpha release, sviluppato da SEO Cube), 20% Relevance (Copywriting tool LSI realizzato da me), 5% Ahrefs, 5% Moz

Maurizio Ceravolo

A dirti la verità non uso molti tool. Uso molto i webmaster tools dei vari motori di ricerca, Majestic SEO per scoprire i backlink, Page Speed per scoprire velocemente cosa si può ottimizzare a livello tecnico, ma poi non molto altro, generalmente da bravo programmatore il tool che mi serve me lo scrivo da solo. È più divertente :)

Giorgio Taverniti

Screaming Frog, Majestic SEO, Semrush

Andrea Pernici

Dipende dal tipo di lavoro che devo fare, ma di sicuro Chrome, la SHELL Linux e poi, non so se vale, le API dei servizi di cui necessito in quel preciso istante.

Enrico Altavilla

Ne dico 4. Innanzitutto Excel, che è insostituibile per chi deve dare un senso a dati grezzi di vario genere (web server log, link, URL, query, ecc.). Poi: Google Search Console, Majestic SEO e Screaming Frog.

Dan Petrovic

Google Search Console, Algoroo, Fresh Link Finder.

SEO Dreams

Domanda 7

Hai speso tutti i soldi per il tuo nuovo yacht e per quest’anno ti avanza il budget per un solo evento SEO, a quale partecipi?

Risposte:

Martino Mosna

Quest’anno ho partecipato (come relatore) al Web Reevolution e ad SMX. Avrei partecipato molto volentieri come spettatore al Convegno GT, ma l’impegno ad SMX mi ha lasciato un sacco di lavoro arretrato da smaltire. Peccato, sarà per l’anno prossimo.

Marco Loguercio

Al Convegno GT (che, essendo stato quest’anno a Milano, mi avrebbe fatto risparmiare anche sul budget viaggi)

Ivano Di Biasi

Già fatto, ho sponsorizzato la prima edizione italiana di SMX (Search Marketing Expo a Milano). Volevo sponsorizzare il SES a Londra ma sinceramente 6000 sterline per un loghetto su uno zainetto sono veramente uno spreco aziendale.

Maurizio Ceravolo

Tu ci scherzi, ma da bravi NERD, al mio socio e ma piacerebbe molto come idea romantica di sede nerd una cosa del genere la capirà solo chi ha la mia età :)

Comunque finiti i soldi per comprare la Riptide, vado al Convegno GT, ad occhi chiusi!

Giorgio Taverniti

Al Convegno Nazionale sul Search Marketing, come spettatore però!

Andrea Pernici

Sono di parte dunque non posso mettere il Convegno GT o WebReevolution. A parte gli scherzi.

Credo che il miglior evento SEO a cui partecipare sia un evento non SEO. Stacchi la spina, ottieni una visione completamente diversa dalla solita che tendi ad osservare e ti porti a casa spunti utilizzabili praticamente, semplicemente facendo una trasposizione delle idee sul tuo settore.

Enrico Altavilla

Avendo lo yacht sarei andato a “SEO by the Sea” ma purtroppo non lo fanno più da anni. Ripiego quindi su un SMX o SES in California. Non tanto per l’evento, quanto perché dopo l’evento faccio il turista in zona.

Dan Petrovic

SMX Munich :)

Domanda 8

Se domani ti svegliassi e Google non esistesse più, su quale motore di ricerca preferiresti lavorare?

Martino Mosna

Totalmente indifferente. La SEO prescinde dal motore di ricerca. Certo, sarei un po’ dispiaciuto perché sul mercato italiano gli altri motori sono indietro anni luce rispetto a Google.

Marco Loguercio

A me personalmente la versione statunitense di Bing non dispiace, peccato non abbiano interesse a sviluppare in molte country (Italia inclusa) le tecnologie più attuali.

Ivano Di Biasi

Mi piace l’approccio di Bing ma devo ammettere che Google è troppo avanti, magari proverei a realizzare un motore di ricerca italiano, ovviamente sapendo a priori che chiunque ci abbia provato ha fallito miseramente, ma si ci proverei…

Maurizio Ceravolo

Mi cambia poco, i lavoro per gli utenti, non per il motore di ricerca. Non c’è più Google, quello che faccio funziona anche per gli altri. Mi piacerebbe esistesse un motore di ricerca europeo che potesse combattere lo strapotere americano.

<polemico>Così almeno i soldi delle tasse rimarrebbero qui</polemico>.

Giorgio Taverniti

Su quello che viene utilizzato dalla maggior parte delle persone.

Andrea Pernici

Fortunatamente non c’è solo Google oggi e dunque Facebook, Twitter etc etc…rimarrebbero i posti dove mi concentrerei. Con questo voglio dire che non mi interessa se Google, Bing, Twitter o Facebook, perché quello che conta è sapersi adattare a qualsiasi cosa in base alle esigenze mie e del mercato in cui sto operando.

Enrico Altavilla

Quello sul quale si sposteranno gli utenti.

Dan Petrovic

Bing as a default. But I really like the idea of Yandex getting better with time. I also quite like Wolfram Alpha, but that’s a specialised search engine.

Be social

Domanda 9

Le condivisioni social non hanno peso per il ranking, dicono. Però le condivisioni social sono in effetti backlink (in certi social pure dofollow) e i backlink hanno peso per il ranking. Come la mettiamo? Quale social preferisci per la SEO oltre a Google+?

Risposte:

Martino Mosna

Qualunque social che mi permetta di avere ampio riscontro verso la mia audience di riferimento. Che sia Facebook, Twitter o PintHAHAH, no vabbè. Tumblr è molto interessante ed è il più sottovalutato. Interessantissimo il caso di Cronaca Vera su Tumblr, sicuramente hanno un ottimo consulente.

Marco Loguercio

Al momento concordo sullo scarso peso diretto del social sharing sul ranking di Google. Però i social network sono fondamentali per far conoscere e condividere (e portare quindi a ulteriore condivisione, rielaborazione, pubblicazione su blog, forum e altre piattaforme di publishing) i contenuti che vogliamo utilizzare per il link baiting. Quanto ai social, proprio per quanto detto prima, personalmente li scelgo più in base alla audience potenziale che non alle potenzialità SEO.

Ivano Di Biasi

Non sta a me dire quali siano i social più interessanti per la SEO, Google lo dice apertamente ma quasi nessuno ci fa caso. Sbirciate, scavate nei tool di Google e vi renderete conto che Google offre una lista completa di Siti Social da cui attinge informazioni costantemente ed ovviamente li utilizza nell’algoritmo per il ranking organico.

Maurizio Ceravolo

Enrico Altavilla molto argutamente ha detto che le condivisioni sono link e non vede per quali motivo i link dai social network dovrebbero essere trattati in maniera diversa. È il rasoio di Occam. I social network per me sono come tutti gli altri backlink. Quindi la scelta non la faccio in base al backlink che posso avere, ma in base all’aiuto che può dare il social network nella comunicazione. E poi sono gli utenti che condivideranno sui loro social network preferiti se i miei contenuti sono buoni.

Giorgio Taverniti

Proprio all’ultimo Convegno GT ho portato uno studio su questo. Nessun influenza diretta, molta influenza indiretta con Google Plus che viene avvantaggiato grazie a My Answers. Gli altri social vengono trattati come qualsiasi altra pagina web…quindi link quando Google riesce a leggerli. Su Twitter e Facebook non legge niente. I Social che oggi passano link puri sono Google Plus, Pinterest e Tumblr.

Andrea Pernici

Il miglior social per la SEO è quello dove trovi la tua audience. Se è su Google+ starei lì, se su Facebook starei lì, se su Linkedin starei lì, se su Pinterest starei lì, se su Reddit starei lì, se su Twitter starei lì etc etc…Se ho audience ovunque starei ovunque.

Enrico Altavilla

YouTube

Dan Petrovic

Twitter has a special place in Google’s algorithm so that would be my next logical choice. I hate Facebook (me too!!! NDR).

Information retrieval

Domanda 10

Tuo cuggino SEO junior ti dice che vuole imparare le tecniche di posizionamento avanzate per distinguersi dai SEO-fuffa che spopolano in rete, vuole diventare un vero tecnico della SEO. Quali risorse online/blog/siti/forum/libri gli consiglieresti di leggere?

Martino Mosna

Risposte:
Il blog di Enrico Altavilla, www.lowlevel.it

Marco Loguercio

Qui per elencare tutte le fonti mappate in tutti questi anni e che frequentemente consulto ci vorrebbe un bel po’ di spazio. Ma, paradossalmente, la mia fonte principale è proprio Google: quando voglio approfondire qualche novità o necessito di saperne di più su uno specifico tema vado su Google: la lista precedente, quella delle risorse autorevoli, mi torna utile indirettamente: quando nella pagina di risultati identifico un autore o una fonte che già conosco come autorevole, visito quella per prima, per andare “sul sicuro”.

Qualche anno fa sarebbe stato più facile risponderti, avrei citato il forum GT, webmasterworld e qualche blog e la maggior parte del gioco era fatto. Oggi tra profili G+ e FB, twitter, blog… c’è un proliferare di fonti interessanti che però si fa fatica a seguire tutte. Per farti un esempio concreto, io mi sono installato Pulse su ipad e sugli smartphone e, su Pulse, ho inserito le mie fonti informative preferite su seo, paid search, web analytics e news di digital marketing in generale. Ne ho oltre una cinquantina, cioè il limite gestito da Pulse (anche se credo ora ne gestisca di più), che ovviamente non riesco a leggere tutte.

Ivano Di Biasi

Gli direi, apriti un blog, inizia a misurare la tua pazienza , scrivi, attendi, sperimenta, se dopo 4 mesi di lavoro e 10 visite al giorno non ne puoi più allora non è il mestiere che fa per te. Nella SEO devi sbattere la testa, sbagliare, fare cavolate gravi e trovare la soluzione ai casini che hai fatto. Se non sei in grado di affrontare la frustrazione dei risultati che non arrivano o di perdere tutte le visite dopo che hai fatto una cavolata, non puoi imparare nemmeno da Rand Fishkin ed Eric Enge.

Maurizio Ceravolo

Gli darei la lista dei professionisti che seguo su Google+ e gli direi di seguirli e di leggere quello che scrivono lì e suoi loro siti. È il mezzo che uso io. E ci tengo a dire che sono per la maggior parte italiani.

Giorgio Taverniti

Guarda ho davvero un cugino in questa situazione :D Gli sto facendo leggere SEO Power, per il Corso SEO, far seguire il Forum GT, cercare di partecipare agli eventi e infine iniziare a lavorare su un progetto e seguirlo costantemente. Hai sbagliato persona per questa domanda :D

In generale, l’esperienza sul campo in Team è la migliore cose, specialmente se hai progetti come quelli che gestiamo noi, dove puoi fare esperienze su tante cose diverse.

Andrea Pernici

Gli consiglierei oltre al mio blog (e al tuo) di leggere:

e di farsi delle buone cerchie in campo SEO su Google+.

Enrico Altavilla

Per iniziare: il protocollo HTTP e la guida SEO di Google.

Dan Petrovic

My choice would be Jon Cooper’s link building guide and would give him about 12 months to try all the techniques.

Domanda 11

Chi è il tuo SEO preferito?

Risposte:

Martino Mosna

L’ho già nominato, nominarlo due volte mi sembra eccessivo :)

Marco Loguercio

In SEMS ho avuto l’abilità e la fortuna di avere come colleghi molti dei SEO per me più bravi in Italia e non solo, e in FIND sto cercando di ricostruire le stesse condizioni. Impossibile quindi fare un solo nome avendoli potuti conoscere e apprezzare da vicino sia a livello professionale che umano. Guardando oltre frontiera mi piace ascoltare e leggere Greg Boser, Todd Friesen e David Naylor (tutti con un passato nell’affiliate marketing attraverso i risultati naturali, che anche io ho bazzicato per molti anni), ma non ci ho mai lavorato assieme.

Ivano Di Biasi

Mi piace molto Fishkin, perché mi trovo sempre d’accordo sui punti di vista, osservazioni ed intuizioni. Mi capita spesso di vedere qualche suo video in cui parla di cose che ho pensato e sperimentato tempo addietro e se invece l’argomento è per me nuovo, mi sa spunti per provare nuove tecniche.

Maurizio Ceravolo

Non mi piace fare nomi, perché ne dovrei fare tanti. Però se guardo i dati analitici di chi è che ricondivido di più su Google+ ed anche chi ho citato qui, ti dico Enrico Altavilla. Un vero ricercatore, scientifico, arguto, che ti sa dire la cosa in più anche sul concetto più banale su cui pensi di aver già letto tutto. Da parte mia stima ∞ sulla sua preparazione :)

Giorgio Taverniti

Ne ho tre: Enrico Altavilla, Marco Quadrella e Andrea Pernici.

Andrea Pernici

Marco Quadrella

Enrico Altavilla

Nessuno, ma ho una preferenza per i miei colleghi di SearchBrain. Mi va di citare anche Giuseppe Pastore.

Dan Petrovic

Enrico Altavilla is one of the few SEOs with very deep understanding of search engines. I respect that.

The Dark Side of the Moon®

Domanda 12

Hai mai fatto black hat negli ultimi 12 mesi, anche solo per esperimenti e test? In caso affermativo vuoi raccontarci il caso più interessante, cosa hai fatto ed i risultati?

Risposte:

Martino Mosna

Mai, non è proprio nelle mie corde. Il tempo è poco e preferisco dedicarlo ad altro.

Marco Loguercio

No

Ivano Di Biasi

Black Hat no, sperimentazioni algoritmiche tante e sono proprio quelle a darmi la voglia di continuare in questo lavoro. Le sperimentazioni mi confermano ogni volta che Google sta migliorando ma è pur sempre un programma e per quanto complesso saremo sempre in grado di “prenderlo un po in giro”. A dire il vero anche qualcosina in più di “un po”.

Maurizio Ceravolo

Obiettivamente non ho fatto nulla, a me piace seguire le regole, perché alla fine poi ti beccano, magari non subito, però con le evoluzioni degli algoritmi, quello che adesso è sofisticato, domani è facile da rilevare. E non mi piace l’idea che un vecchio cliente mi chiami per dirmi che gli hanno penalizzato il sito per una cosa che ho fatto io. A noi ci richiamano anche dopo anni, non voglio bruciarmi opportunità future.

Però se devo essere sincero un esperimento black hat di spam su post altri lo sto facendo giusto adesso….. consulenza, sviluppo, siti web, sito web, gestionali, app, primo su google, posizionamento, www.xxxxxxx.it, seo, programmatore, ahahhahahahahhahahahah (Ecco chi mi ha fatto impazzire Akismet! NDR)

Giorgio Taverniti

Non ho mai fatto Black Hat SEO. Nè negli ultimi 12 mesi, nè prima. Vedo quello che fanno gli altri e mi basta. Preferisco concentrarmi sulla qualità dei progetti.

Andrea Pernici

No

Enrico Altavilla

Non negli ultimi dodici mesi.

Dan Petrovic

I don’t think I’ve ever done blackhat in a traditional sense (cloaking, injecting, redirects…etc) but have done some testing after being prompted by blackhats. You can read more about the experiment here. It’s good news for white hat SEO.

Autore

Commenti |2

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  1. Giuseppe Pastore 1 commento

    Ho visto solo ora la menzione da parte di Enrico. Quanti sinonimi conoscete per onorato? Ecco, facciamo il triplo…

    Articolo interessante, a parte questo. Mi riservo di leggerlo approfonditamente, al volo mi pare ci siano molti spunti da cogliere ;)

    1. Giovanni Sacheli 759 risposte

      Ciao Giuseppe, piacere di trovarti qui :) In effetti una menzione da Enrico vale mezzo link graph, quindi complimenti!!!

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