Cosa sono le breadcrumb
Le breadcrumb (letteralmente briciole di pane) sono un elemento di navigazione secondaria che mostra all’utente la posizione corrente all’interno della gerarchia del sito. Il termine deriva dalla fiaba di Hansel e Gretel: le briciole segnano il percorso per tornare indietro.
In termini tecnici, una breadcrumb trail è una sequenza ordinata di link interni che riproduce la struttura gerarchica del sito, dalla homepage fino alla pagina corrente. Ogni livello è cliccabile, permettendo all’utente di risalire la gerarchia con un singolo click.

Il pattern visivo è semplice: Home > Categoria > Sottocategoria > Pagina corrente. Si posiziona tipicamente tra il menu principale e l’inizio del contenuto, offrendo un orientamento immediato senza occupare spazio significativo nel layout.
Le tre tipologie di breadcrumb
Non tutte le breadcrumb funzionano allo stesso modo. Esistono tre modelli, ciascuno con implicazioni diverse per la SEO e la struttura dei livelli di navigazione.
Breadcrumb basate sulla gerarchia del sito
Riflettono la struttura ad albero del sito. Ogni livello corrisponde a un nodo dell’architettura informativa.
Home > Blog > SEO Tecnica > Breadcrumb SEO
Questo è il modello raccomandato per la SEO. Comunica a Googlebot la relazione padre-figlio tra le pagine e rinforza la distribuzione del PageRank lungo la gerarchia del sito.
Breadcrumb basate sugli attributi
Utilizzate principalmente in contesti eCommerce, mostrano gli attributi del prodotto anziché la posizione nell’albero del sito.
Home > Scarpe > Uomo > Running > Taglia 43
Il problema: quando un prodotto appartiene a più categorie, la breadcrumb diventa ambigua. Se lo stesso prodotto è raggiungibile sia da “Scarpe > Running” che da “Sport > Corsa”, quale percorso mostrare a Googlebot? Questa ambiguità può generare cannibalizzazione e confondere l’indicizzazione. La soluzione è definire una categoria primaria univoca per ogni prodotto e usare quella nella breadcrumb.
Breadcrumb basate sulla cronologia di navigazione
Mostrano il percorso che l’utente ha effettivamente seguito per arrivare alla pagina corrente.
Home > Pagina A > Pagina B > Pagina C > Pagina corrente
Questo modello è da evitare. Ogni utente genera un percorso diverso, rendendo la breadcrumb imprevedibile e inutilizzabile sia per Googlebot che per il markup strutturato. Inoltre, duplica la funzione del pulsante “Indietro” del browser senza aggiungere valore informativo sulla struttura del sito.
Perché le breadcrumb sono importanti per la SEO
Le breadcrumb impattano su quattro aspetti chiave della SEO tecnica.
Rinforzano la rete di link interni
Le breadcrumb generano link interni automatici verso le pagine di categoria e le landing principali del sito. Ogni pagina figlia linka la propria pagina madre, creando una rete di collegamenti gerarchica che distribuisce il PageRank dalle foglie verso i nodi centrali dell’architettura.
In un sito con 1.000 pagine prodotto distribuite su 20 categorie, le breadcrumb generano almeno 1.000 link interni verso le pagine di categoria, senza alcun intervento manuale. Questo è particolarmente rilevante per siti eCommerce e portali con paginazioni complesse, dove le breadcrumb diventano uno dei principali meccanismi di distribuzione dell’autorità interna.
Per approfondire la relazione tra link interni e distribuzione del PageRank, si può visualizzare il grafo dei link interni con Python e verificare come le breadcrumb influenzano il peso delle pagine strategiche.
Aiutano Google a comprendere la struttura del sito
Googlebot utilizza le breadcrumb come segnale supplementare per comprendere la gerarchia delle pagine e le relazioni tematiche tra le sezioni del sito. Una struttura breadcrumb coerente comunica a Google quale pagina è la “madre” di un gruppo di contenuti, rafforzando il crawl budget e l’efficienza della scansione.
Su desktop, Google utilizza le breadcrumb anche per personalizzare lo snippet nei risultati di ricerca, sostituendo l’URL grezzo con un percorso di navigazione leggibile. Questo rende il risultato più comprensibile per l’utente e può aumentare il CTR.

Migliorano l’esperienza utente e la navigabilità
Le breadcrumb funzionano come un orientamento spaziale all’interno del sito. Un utente che atterra su una pagina profonda da traffico organico vede immediatamente in quale sezione si trova e può risalire la gerarchia senza dover passare dal menu principale.
Questo impatta direttamente sulla frequenza di rimbalzo: anziché tornare su Google, l’utente può navigare verso la categoria madre o la homepage tramite la breadcrumb, generando sessioni più lunghe e un engagement maggiore. In un contesto in cui qualsiasi pagina può essere un punto di ingresso, le breadcrumb forniscono una via di uscita strutturata verso altri contenuti del sito.
Segnali di struttura per AI Overviews e ricerca generativa
Con l’espansione delle AI Overviews di Google e dei motori di ricerca generativi, le breadcrumb hanno acquisito un ruolo ulteriore: forniscono ai sistemi AI un segnale strutturale chiaro sulla gerarchia tematica del sito.
Quando un sistema AI deve comprendere, verificare e citare informazioni, privilegia contenuti con struttura semantica esplicita. Il markup BreadcrumbList, combinato con lo schema Article o TechArticle, crea un contesto semantico interconnesso che i sistemi AI possono analizzare per determinare la rilevanza e l’autorevolezza di un contenuto all’interno del suo dominio tematico.
Nell’ottica del Generative Engine Optimization (GEO) — l’ottimizzazione per i motori di ricerca basati su AI — le breadcrumb diventano parte integrante della strategia: aiutano Google AI Overviews, ChatGPT search e altri sistemi a mappare le relazioni tra le entità del sito e a posizionare i contenuti nel grafo della conoscenza.
Aggiornamento 2025: breadcrumb rimosse dalla SERP mobile
A gennaio 2025, Google ha rimosso la visualizzazione delle breadcrumb dai risultati di ricerca mobile, mostrando solo il nome di dominio. La motivazione ufficiale: il testo delle breadcrumb viene troncato sugli schermi più piccoli e risulta poco utile per gli utenti mobile.
Cosa cambia in pratica:
- Desktop: le breadcrumb continuano a essere visualizzate normalmente nei risultati di ricerca
- Mobile: Google mostra solo il dominio (es. “evemilano.com” anziché “evemilano.com › Blog › SEO Tecnica”)
- Markup strutturato: il supporto al BreadcrumbList schema rimane invariato. Google continua a processare e utilizzare i dati strutturati delle breadcrumb
- Search Console: il report Rich Results per le breadcrumb resta attivo e funzionante
Nota: la rimozione dalla SERP mobile è puramente visuale. Il valore SEO delle breadcrumb — link interni, comprensione della struttura, segnali per AI — resta intatto. Google ha confermato esplicitamente: “If you’re using breadcrumb markup, there’s nothing you need to do.”
Implementazione del markup BreadcrumbList con JSON-LD
Il formato raccomandato da Google per il markup delle breadcrumb è JSON-LD. Rispetto a Microdata e RDFa, JSON-LD è più semplice da implementare, non richiede modifiche al DOM HTML e può essere iniettato nel <head> della pagina.
Struttura JSON-LD corretta
<script type="application/ld+json">
{
"@context": "https://schema.org",
"@type": "BreadcrumbList",
"itemListElement": [
{
"@type": "ListItem",
"position": 1,
"name": "Home",
"item": "https://www.example.com/"
},
{
"@type": "ListItem",
"position": 2,
"name": "Blog",
"item": "https://www.example.com/blog/"
},
{
"@type": "ListItem",
"position": 3,
"name": "SEO Tecnica",
"item": "https://www.example.com/blog/seo-tecnica/"
},
{
"@type": "ListItem",
"position": 4,
"name": "Breadcrumb SEO"
}
]
}
</script>
Proprietà obbligatorie e regole
Google Search Central definisce i seguenti requisiti per il markup BreadcrumbList:
- itemListElement — array di oggetti ListItem. Servono almeno 2 elementi
- position — intero che parte da 1 e indica l’ordine nella sequenza
- name — testo descrittivo del livello (es. “Blog”, “Categoria”)
- item — URL assoluto della pagina. Obbligatorio per tutti gli elementi tranne l’ultimo (la pagina corrente)
Best practice per l’implementazione
- URL assoluti — usare sempre
https://example.com/path/, mai percorsi relativi come/path/ - Coerenza markup-HTML — la breadcrumb visibile nella pagina deve corrispondere esattamente alla sequenza definita nel JSON-LD. Inconsistenze tra markup e UI possono causare penalizzazioni
- Server-side rendering — il JSON-LD deve essere presente nell’HTML iniziale servito dal server. Non generarlo esclusivamente via JavaScript client-side: Googlebot potrebbe non eseguirlo correttamente, e i crawler di AI (Perplexity, ChatGPT) spesso non processano JavaScript
- Markup identico su mobile e desktop — anche se le breadcrumb non sono più visibili nella SERP mobile, il JSON-LD deve includere la gerarchia completa su tutte le versioni della pagina
- Percorsi multipli — se una pagina è raggiungibile da più percorsi di navigazione, è possibile includere più oggetti BreadcrumbList in un array JSON-LD
- Solo schema.org — il vecchio formato
data-vocabulary.orgnon è più supportato da aprile 2020
Percorsi multipli: il caso eCommerce
Quando un prodotto appartiene a più categorie, si possono specificare percorsi alternativi con più oggetti BreadcrumbList:
<script type="application/ld+json">
[
{
"@context": "https://schema.org",
"@type": "BreadcrumbList",
"itemListElement": [
{"@type": "ListItem", "position": 1, "name": "Home", "item": "https://shop.example.com/"},
{"@type": "ListItem", "position": 2, "name": "Elettronica", "item": "https://shop.example.com/elettronica/"},
{"@type": "ListItem", "position": 3, "name": "Cuffie Bluetooth Pro"}
]
},
{
"@context": "https://schema.org",
"@type": "BreadcrumbList",
"itemListElement": [
{"@type": "ListItem", "position": 1, "name": "Home", "item": "https://shop.example.com/"},
{"@type": "ListItem", "position": 2, "name": "Audio", "item": "https://shop.example.com/audio/"},
{"@type": "ListItem", "position": 3, "name": "Cuffie Bluetooth Pro"}
]
}
]
</script>
In questo modo Google comprende che il prodotto è raggiungibile da entrambi i percorsi e può scegliere quale mostrare nei risultati di ricerca in base al contesto della query.
Come testare e validare il markup
Dopo l’implementazione del markup, la validazione è un passaggio obbligatorio. Gli strumenti disponibili nel 2026 sono due:
Rich Results Test di Google
Lo strumento principale per verificare l’idoneità ai rich results è il Rich Results Test (search.google.com/test/rich-results). Accetta un URL o uno snippet di codice e verifica se il markup è idoneo a generare risultati arricchiti nella SERP di Google. Supporta specificamente il tipo BreadcrumbList.
Schema Markup Validator
Il Schema Markup Validator (validator.schema.org) è il successore del vecchio Structured Data Testing Tool di Google. Valida il markup rispetto al vocabolario completo di schema.org, non solo i tipi supportati da Google. È utile per verificare la correttezza sintattica del JSON-LD prima di sottoporlo al Rich Results Test.
Monitoraggio in Search Console
Dopo il deploy, il report Breadcrumb in Google Search Console fornisce un monitoraggio continuo dello stato del markup su tutte le pagine del sito. Qui è possibile identificare errori (proprietà mancanti, URL non validi) e warning (campi raccomandati non compilati) a livello di sito.
Implementazione pratica: WordPress, framework e CMS
WordPress
La maggior parte dei plugin SEO per WordPress include la gestione delle breadcrumb con markup strutturato automatico. Yoast SEO, Rank Math e SEOPress offrono tutti la funzionalità breadcrumb con JSON-LD integrato.
In Yoast SEO, le breadcrumb si abilitano da SEO > Search Appearance > Breadcrumbs. Il plugin genera automaticamente il JSON-LD e il markup HTML visibile. È possibile personalizzare il separatore, la gerarchia delle tassonomie e il testo per la homepage.
Per i temi che non supportano nativamente le breadcrumb, è necessario aggiungere la funzione nel template:
<?php
if ( function_exists('yoast_breadcrumb') ) {
yoast_breadcrumb( '<nav class="breadcrumb" aria-label="Breadcrumb">', '</nav>' );
}
?>
Framework JavaScript (React, Next.js, Nuxt)
Nei siti basati su framework JavaScript, il rendering delle breadcrumb richiede attenzione al rendering budget. Il JSON-LD deve essere renderizzato server-side (SSR) e incluso nell’HTML iniziale, non generato dopo l’idratazione del client.
In Next.js, ad esempio, il JSON-LD va inserito nel componente della pagina come tag <script> nel <Head>:
import Head from 'next/head';
export default function ProductPage({ product, breadcrumbs }) {
const jsonLd = {
"@context": "https://schema.org",
"@type": "BreadcrumbList",
"itemListElement": breadcrumbs.map((crumb, index) => ({
"@type": "ListItem",
"position": index + 1,
"name": crumb.name,
...(index < breadcrumbs.length - 1 && { "item": crumb.url })
}))
};
return (
<Head>
<script
type="application/ld+json"
dangerouslySetInnerHTML={{ __html: JSON.stringify(jsonLd) }}
/>
</Head>
);
}
eCommerce: Shopify, WooCommerce, PrestaShop
Nei CMS eCommerce la gestione delle breadcrumb è particolarmente critica per via della profondità dell’architettura (Home > Categoria > Sottocategoria > Prodotto) e della presenza di attributi e filtri. La SEO per PrestaShop, ad esempio, richiede attenzione specifica alla gestione delle breadcrumb quando i prodotti sono assegnati a più categorie.
La regola fondamentale resta: un prodotto, una breadcrumb primaria. Se il prodotto è raggiungibile da più percorsi, definire la categoria principale nel CMS e usare quella come percorso primario nel markup BreadcrumbList.
Errori comuni da evitare
Dall’analisi di centinaia di audit SEO, questi sono gli errori più frequenti nell’implementazione delle breadcrumb.
Breadcrumb non coerenti con la struttura del sito
La breadcrumb deve riflettere la gerarchia reale del sito. Se la breadcrumb mostra “Home > Scarpe > Running” ma nella navigazione del sito la pagina “Running” è sotto “Sport”, il segnale inviato a Google è contraddittorio. Questa inconsistenza confonde il crawler e può compromettere l’indicizzazione delle pagine coinvolte.
Nascondere le breadcrumb su mobile
Google opera in Mobile First Indexing: la versione mobile della pagina è quella primaria per indicizzazione e ranking. Se le breadcrumb sono visibili su desktop ma nascoste con display: none su mobile, Googlebot non le considera. Questo impatta sia la rete di link interni sia i segnali strutturali inviati al crawler.
La soluzione è mantenere le breadcrumb visibili su mobile, eventualmente adattando il layout (truncation con ellipsis, scroll orizzontale) piuttosto che rimuoverle completamente. Per approfondire la SEO mobile, verificare che tutti gli elementi strutturali siano presenti nella versione mobile.
Markup strutturato incompleto o errato
Errori comuni nel JSON-LD delle breadcrumb:
- URL relativi anziché assoluti nel campo
item - Posizioni non sequenziali (es. position 1, 3, 5 anziché 1, 2, 3)
- Campo item presente sull’ultimo elemento — Google lo raccomanda omesso per la pagina corrente
- Un solo ListItem — servono almeno 2 elementi per una BreadcrumbList valida
- Uso di data-vocabulary.org — non supportato da aprile 2020, va sostituito con schema.org
Breadcrumb in homepage
La homepage è la radice dell’albero. Non ha senso mostrare una breadcrumb che contiene un solo elemento (“Home”) o una breadcrumb autoreferenziale. Le breadcrumb vanno implementate solo su pagine con almeno un livello di profondità rispetto alla homepage.
Breadcrumb generate lato client senza fallback
Nei siti SPA (Single Page Application) e framework JavaScript, le breadcrumb generate esclusivamente via JavaScript client-side possono non essere visibili a Googlebot durante la fase di crawling. Il JSON-LD e la breadcrumb HTML devono essere presenti nel source HTML iniziale, servito dal server.
Breadcrumb e accessibilità
Le breadcrumb sono anche un elemento di navigazione importante per l’accessibilità. Le linee guida WAI-ARIA raccomandano di:
- Racchiudere la breadcrumb in un tag
<nav>con attributoaria-label="Breadcrumb" - Usare una lista ordinata
<ol>per gli elementi - Marcare la pagina corrente con
aria-current="page" - Assicurarsi che tutti i link abbiano contrasto sufficiente e siano navigabili da tastiera
Esempio di breadcrumb HTML accessibile:
<nav aria-label="Breadcrumb">
<ol>
<li><a href="/">Home</a></li>
<li><a href="/blog/">Blog</a></li>
<li><a href="/blog/seo-tecnica/">SEO Tecnica</a></li>
<li><a href="/blog/breadcrumb-seo/" aria-current="page">Breadcrumb SEO</a></li>
</ol>
</nav>
L’accessibilità delle breadcrumb contribuisce al quadro generale della SEO tecnica, dove la navigabilità e la struttura semantica del codice sono fattori di qualità della pagina.
Breadcrumb, sitemap HTML e navigazione strutturale
Le breadcrumb non operano in isolamento: sono un tassello della strategia di navigazione complessiva del sito. In combinazione con la sitemap HTML, il menu principale e i link interni contestuali, formano la rete di segnali che Google usa per comprendere e navigare l’architettura del sito.
In un content audit, le breadcrumb sono un indicatore della salute strutturale del sito. Se la breadcrumb di una pagina punta a categorie inesistenti o mostra percorsi incoerenti, è un segnale di problemi nell’architettura informativa che merita indagine.
Checklist implementazione breadcrumb
Riepilogo operativo per verificare che l’implementazione delle breadcrumb sia corretta:
- Breadcrumb visibili e coerenti con la gerarchia del sito su desktop e mobile
- Markup JSON-LD BreadcrumbList presente nell’HTML iniziale (server-side)
- Almeno 2 ListItem per ogni BreadcrumbList
- URL assoluti nel campo
item - Campo
itemomesso sull’ultimo elemento (pagina corrente) - Posizioni sequenziali partendo da 1
- Corrispondenza esatta tra breadcrumb visibile e JSON-LD
- Tag
<nav>conaria-label="Breadcrumb"per l’accessibilità - Validazione positiva su Rich Results Test
- Nessun errore nel report Breadcrumb di Search Console
- Breadcrumb assente in homepage
- Una sola breadcrumb primaria per ogni pagina (percorsi multipli via JSON-LD se necessario)
Conclusione
Le breadcrumb restano un elemento fondamentale dell’architettura di un sito web. Nonostante la rimozione dalla SERP mobile a gennaio 2025, il loro valore per la SEO non è diminuito: continuano a rinforzare la rete di link interni, a distribuire il PageRank, a comunicare la struttura del sito a Google e — con l’avvento della ricerca generativa — a fornire segnali strutturali ai sistemi AI.
L’implementazione richiede attenzione a tre aspetti: coerenza tra breadcrumb visibile e markup, rendering server-side per garantire l’accessibilità ai crawler, e validazione continua tramite Search Console. Per i siti con architetture complesse — eCommerce multi-categoria, portali con migliaia di pagine — le breadcrumb sono uno dei meccanismi più efficienti per scalare la distribuzione dei link interni senza intervento manuale.
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Autore
Mi chiamo Giovanni Sacheli e dal 2009 aiuto le aziende a farsi trovare online. Sono specializzato in SEO tecnica e PPC, competenze che applico quotidianamente nella mia agenzia, Searcus Swiss Sagl. Mi piace sviluppare strumenti a supporto del mio lavoro, ho creato SEOdata.app e cluster.army e co-scritto il libro SEO Audit Avanzato. Curo maniacalmente questo blog per colleghi e appassionati, dove mi "appunto" quello che imparo. Sono un NERD anni '80, motociclista e orgoglioso papà di due bambini.
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Giovanni Sacheli
SEO Audit Avanzato
Searcus Swiss Sagl
SEOdata.app
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Commenti |13
Lascia un commentoCiao Giovanni, complimenti per il tuo articolo. Vorrei porti una domanda: Google, per capire la struttura di un sito e la correlazione fra categorie e sottocategorie, usa le Breadcrumbs oppure si basa sulla Sitemap? Te lo chiedo perché sto per abilitare la versione Amp del mio sito che, purtroppo al momento, supporta i Breadcrumb in modo limitato rispetto alla versione mobile/desktop del sito (cioè mostra solo la categoria e la prima sottocategoria, ma nel mio sito arrivo fino a una profondità di 4 sottocategorie). Non vorrei che Google prendesse i Breadcrumb della versione Amp come strumento primario per leggere la correlazione fra categorie del mio sito… oppure è un falso problema perché tanto si rifarà cmq alla versione non amp del mio sito indicata nel rel=”canonical”?
Ciao Lorenzo, grazie per la domanda.
Penso che Google recepisca i silo del sito da diversi fattori: la struttura URL, i link delle breadcrumbs ed i dati strutturati delle breadcrumbs. Non mi viene in mente come la sitemap.xml possa comunicare una sorta di struttura del sito a Google, se non diversificando singole sitemap.xml per ciascun silo del sito web.
In merito ad AMP, come tu sai per regola le pagine AMP devono essere canonicalizzate alla versione non AMP. Quindi non dovresti preoccuparti delle breadcrumbs su AMP in quanto ad indicizzazione.
Ciao Giovanni grazie mille per la risposta, era proprio quello che avevo bisogno di sapere.
Ciao Giovanni,
grazie per questa guida. Vorrei farti una domanda un po’ particolare: è possibile avere una struttura delle breadcrumb differente da quella delle URL?
Mi spiego meglio. In un sito dovrei trasformare una sottocategoria in una categoria. La struttura delle URL è questa: miosito.it/categoria/sottocategoria e per i prodotti miosito.it/categoria/sottocategoria/nome-prodotto.
Quindi in una situazione del genere dovrei fare tanti redirect, reindirizzando non solo la sottocategoria ma anche i relativi prodotti.
Perciò ho pensato che una possibile soluzione potrebbe essere quella di lasciare le URL invariate, agendo solo sui breadcrumb, che in questo caso diventerebbero: Home> categoria, mentre la URL come detto è miosito.it/categoria/sottocategoria.
Però ho alcuni dubbi. Innanzitutto non so quanto sia fattibile/complicato a livello di sviluppo, ma soprattutto non so se una configurazione simile sia ottimale o possa confondere il motore di ricerca.
Tu cosa ne pensi? Cosa mi consiglieresti in un caso del genere?
Grazie in anticipo
Ciao Francesco, grazie per la domanda.
Personalmente mi piace mandare sempre segnali coerenti ai MdR, quindi personalmente eviterei di avere alcune pagine con gerarchia definita da URL e breadcrumbs, e altre pagine con breadcrumbs che seguono logiche differenti. Quindi, in risposta, se vuoi alzare una sottocategoria a categoria, io cambierei l’URL e farei i 301.
Ciao Giovanni, grazie del consiglio. In effetti sono orientato verso questa soluzione, l’unica cosa che mi preoccupa è che dovendo fare tanti redirect ho un po’ paura di perdere posizioni, o che comunque alla fine il gioco non valga la candela, nel senso che questa mossa non porti alcun beneficio.
In effetti Francesco ,dubito che un semplice cambio URL possa portare grandi benefici. Tuttavia, se la modifica porta più ordine e coerenza nella struttura URL, io lo farei a prescindere.
Ciao Giovanni, ho pensato di fare un redirect proprio per cambiare la struttura del sito, perché la keyword che attualmente è una sottocategoria in realtà ha un alto volume di ricerche, quindi secondo me andrebbe valorizzata con una categoria. Credo che in questo modo le nuove pagine acquisirebbero più importanza e quindi migliorerebbero anche un pochino il posizionamento. Diciamo che se facessi io il sito, sicuramente lo strutturerei in questo modo, ma ho trovato un’organizzazione differente. Poi oltre al cambio URL vorrei migliorare la pertinenza delle pagine, per cui credo che alla fine qualche miglioramento dovrebbe arrivare.
Grazie ancora dei consigli :)
Ciao Giovanni!
Secondo te esiste una best practice che riguarda la gestione della pagina di atterraggio nella breadrumb? Mi spiego meglio prendendo questa pagina ad esempio:
“EVE Milano / Posizionamento Motori di Ricerca / Guida all’ottimizzazione delle Breadcrumb per la SEO”
L’ultima parte, che è il titolo dell’articolo, tu non lo hai linkato. E’ una pratica che adotto anche io. Ma cosa comporterebbe rendere cliccabile anche quest’ultima “briciola”? E’ un errore in senso assoluto, perché un click li ricaricherebbe la pagina, oppure no?
E’ più che mai una curiosità che mi è venuta in mente l’altro giorno, e a cui mi farebbe piacere ricevere un parere da un esperto.
Ciao Daniele, grazie per la domanda.
Secondo me non cambierebbe molto e non lo considererei un errore.
Tuttavia, in ottica di ottimizzazione dei link interni, penso che convenga non mettere nelle breadcrumb un link alla pagina attiva, non ha molto senso anche a livello esperienza utente.
In un SEO audit consiglierei la rimozione del link se trovassi questo caso, ma non lo considererei un intervento prioritario o di vitale importanza.
Grazie a te! Avevo anche io questa idea, ma ogni tanto l’ho trovata in alcuni siti sia italiani che stranieri.. dopo averlo visto ricorrere alcune volte mi ero chiesto se – pure più brutto, perché è ridontante – avesse un’utilità che mi sfuggiva.
Evidentemente era una pippa mentale :D
Ciao Giovanni, come sempre interessante e esplicativo.
Ti chiedo, ha senso mostrare le voci del breadcrumb fino alla categoria genitore?
Se ho un eCommerce che vende poltrone, ad esempio e sto navigando la categoria “Poltrone reclinabili in pelle” ha senso mostrare soltanto “Home / Poltrone reclinabili” senza l’ultimo livello in cui si è oppure risulta un errore?
Ciao Enrico, grazie del commento.
Cosa mostrare nelle breadcrumbs non è discrezionale ma dato da regole, come per i dati strutturati associati.
Vedi documentazione: https://developers.google.com/search/docs/appearance/structured-data/breadcrumb?hl=it