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La notizia del 2019 secondo cui Google non supporta più l’elemento link rel=”next” e rel=”prev” ha portato molti SEO e webmaster a chiedersi come ottimizzare le pagine di archivio dei siti web. Nei SEO audit che svolgo, quando analizzo come vengono gestite le paginazioni da developer e webmaster, trovo spesso soluzioni creative che fanno a cazzotti con la SEO.

Questa guida tecnica ha lo scopo di aiutare i proprietari di siti web e i team SEO a valutare come ottimizzare e gestire l’impaginazione sul proprio sito web.

Che cos’è l’impaginazione e in che modo influisce sulla SEO?

La paginazione (o impaginazione) è la divisione dei contenuti di un sito web in archivi contenenti risorse dello stesso tipo, ad esempio blog post, prodotti o qualsiasi elemento ricorrente nel sito.

La paginazione è richiesta per quasi tutti i siti di grandi dimensioni, compresi editoriali, eCommerce, forum e blog. Grandi categorie di prodotti o sezioni di blog sono tutte impaginate.

Qui vediamo un esempio di paginazione estremamente capillare:

Navigazione archivio paginato
Navigazione archivio paginato

L’impaginazione SEO correttamente eseguita consente ai crawler dei motori di ricerca di comprendere la relazione tra una serie di pagine e trovare con facilità, seguendo pochi link, ogni elemento archiviato.

Ci sono diverse opzioni per creare l’impaginazione:

Alla maggior parte degli utenti non piace l’infinite scroll su archivi di prodotti, in effetti è facile perdersi in liste infinite. Preferiscono siti più strutturati. Ciò è particolarmente vero per i negozi online, dove è presente un gran numero di pagine di prodotti quasi identiche.

Quale metodo di paginazione scegliere dipende dalla circostanza, dal sito web o dal webmaster. Tutto dipende dal design del sito, dal contenuto pubblicato, ecc.

Lo scopo principale degli archivi paginati è quello di rendere comoda per gli utenti la navigazione in un set di elementi simili contenuti in un sito web.

In che modo l’impaginazione influisce sulla SEO?

L’impatto dell’impaginazione sulla SEO è positivo se fatto correttamente. L’impaginazione corretta permette ai bot di scoprire rapidamente tutti i contenuti, anche quelli più vecchi. Con una buona paginazione é più facile per gli utenti percepire le informazioni nei siti web con un gran numero di prodotti e categorie.

Una corretta paginazione può anche migliorare la velocità di caricamento.

Google in passato consigliava che una pagina web non dovesse contenere più di 100 link (tra esterni ed interni). Ciò consentiva al PageRank di distribuirsi adeguatamente nelle pagine linkate e quindi agevolava la scoperta delle pagine. Oggi questo limite è superato, moltissimi eCommerce hanno più di 100 link per pagina.

L’impaginazione può avere un impatto negativo sulla SEO se fatta male. Diamo un’occhiata ai principali rischi associati alla non corretta impaginazione sui siti.

L’impaginazione può indebolire i segnali di ranking

L’impaginazione fa sì che il link juice proveniente da backlink, link interni, condivisioni e altri segnali di ranking si diffondano capillarmente tra le pagine. Quando implementi l’impaginazione, fallo con criterio – usa il cervello!

Se il contenuto è troppo lungo e degrada l’usabilità, allora ha senso dividerlo in pagine. In altri casi, questo processo peggiorerà la situazione. Ad esempio, non ha senso dividere un blog post in 4 pagine da 300 parole ciascuna solo per aumentare le pageviews come molti editori e webmaster greedy fanno, non causano altro che pessime esperienze utente e pochissima profesisonalità.

L’impaginazione può causare contenuti duplicati

Se nella paginazione manca il tag rel=canonical oppure se il sistema/CMS genera anche la pagina “page=1” in aggiunta alla pagina principale, dovrai risolvere il problema con un rel canonical oppure un redirect 301.

Le paginazioni possono creare duplicazioni nei meta dati. Nel tag title delle paginazioni è buona norma inserire il numero pagina alla fine, tranne che nella prima pagina.

<title>Guide e tutorial sulla SEO - Pagina 2</title>

Mentre il tag meta description raramente varia. Per fortuna avere lo stesso tag meta description negli archivi paginati non è un problema:

L’impaginazione consuma crawl budget? Solo nei casi più estremi

A meno che non stiamo parlando di un sito con centinaia di migliaia di pagine, il crawl budget non è un problema. Google può scansionare tranquillamente siti web con decine di migliaia di pagine.

Avere tanti URL di pagine (di qualità) non è di per sè un problema o un handicap per la visibilità organica.

https://twitter.com/JohnMu/status/1473268153316691975

Tuttavia, una paginazione estremamente profonda, ad esempio un archivio con 5 articoli per pagina e centinaia di paginazioni, può influire negativamente sulla profondità di scansione.

Pagina di livello > 5 = Pagina scansionata raramete = Basso PageRank = Pagina debole nel ranking

Il livello di navigazione di una pagina influisce sulla distribuzione del Google PageRank. Se gli spider non raggiungono contenuti significativi in un numero ragionevole di clic (da 1 a 5), quegli URL avranno poca forza per posizionarsi bene in SERP competitive.

La navigazione di un sito web dovrebbe essere semplice, scansionabile. Idealmente, le pagine importanti non dovrebbero essere più di 3 clic dalla home page.

Il processo di impaginazione suddivide un contenuto in più pagine, il che aggiunge più clic dalla home page. Ora che Google non consolida più le pagine impaginate in un unico contenuto, i SEO devono fare affidamento sulle migliori pratiche dell’architettura del sito web tradizionale.

Una delle best practice SEO on-page più importanti con l’architettura dei link è il numero di clic dalla home page. Il motivo per cui la profondità dei clic è importante è dovuto al PageRank che viene trasmesso da una pagina all’altra.

L’algoritmo del PageRank è utilizzato da Google per dare importanza e credibilità alle pagine web. È uno dei tanti segnali utilizzati da Google per determinare il posizionamento delle pagine e la frequenza con cui le pagine vengono scansionate da Googlebot. Una grande spiegazione di come funziona il PageRank è stata pubblicata da Dixon Jones su Majestic. In questa spiegazione, mostra che il calcolo del PageRank ha un effetto di smorzamento. Ciò significa che quando il PageRank passa da una pagina all’altra una piccola quantità viene persa.

Se l’impaginazione è troppo profonda, sia le pagine impaginate che tutte le pagine collegate da questi URL impaginati di livello più profondo riceveranno un PageRank inferiore rispetto alle pagine più in alto nell’architettura dei collegamenti.

Con l’annuncio di Google e il cambiamento nella gestione dell’impaginazione, questo significa che le pagine impaginate devono essere trattate come qualsiasi altra categoria o pagina. Dovrebbero essere a non più di 3 clic dalla homepage (o il più vicino possibile alla radice).

Ridurre la profondità dei clic aiuterà le pagine impaginate a essere scansionate più frequentemente. Aiuterà anche le pagine collegate dall’impaginazione ad avere maggiori possibilità di classificarsi nella Ricerca Google per query pertinenti.

Sebbene l’identificazione della profondità di clic delle pagine impaginate e della pagina di livello più profondo sia importante, è consigliato utilizzare pratiche per migliorare la distribuzione dei link interni per ridurre i clic dalla home page.

Consigli:

  • Esegui una scansione del sito web e identificare la profondità di clic della pagina impaginata dalla home page.
  • Analizza le pagine più profonde collegate alle pagine impaginate e identifica la profondità di clic delle pagine che dipendono dalle pagine impaginate.
  • Utilizza metodi di collegamento interni per ridurre la profondità dei clic per le pagine impaginate e le pagine di livello più profondo.

L’impaginazione può portare all’indicizzazione di contenuti low-quality

Ciò accade se un webmaster si concentra solo sulle page views – sulla generazione di entrate pubblicitarie tramite banner, non sulla creazione di contenuti di qualità. Se dividi la tua galleria in più pagine per aumentare le visualizzazioni, non stai creando una buona esperienza utente. This is shit.

Queste pagine di solito ottengono pessimi risultati su Google.

Un altro caso di archivi low quality sono le categorie di un eCommerce che mostrano solo un elenco di prodotti. Una buona norma è inserire in apertura o chiusura del listing un testo introduttivo, capace di dare contesto al listing. In questo modo Google avrà più termini da associare alla pagina di categoria che potrà quindi fare più traffico organico. In certi casi il testo descrittivo aiuta anche a migliorare il quality score delle parole chiave acquistate con Google Ads che puntano a quella landing page.

Cosa dice(va) Google sull’impaginazione?

Nel 2011, Google disse che i tag rel=”next” rel=”prev” aiutavano i bot dei motori di ricerca a capire come le pagine impaginate erano correlate l’una all’altra. In altre parole aiutavano a far capire ai bot che una determinata pagina faceva parte di un archivio paginato. I tag next/prev andavano inseriti nella parte “head” di una pagina web, come realzione in un tag “a” oppure in un’intestazione HTTP. Il loro significato era:

  • Le pagine di impaginazione dovrebbero essere combinate in un unico contenuto.
  • La prima pagina dell’archivio dovrebbe avere priorità rispetto le altre in SERP.

Tuttavia, successivamente Google ha annunciato sul suo blog che rel=”next” e rel=”prev” non venivano più utilizzati come segnale per indicizzare le pagine.

Questa informazione è stata confermata da un Google Senior Search Analyst, John Mueller.

https://twitter.com/JohnMu/status/1108719402558590976

Google ha commentato la loro decisione come segue:

We have been analyzing indexing for several years, so we decided to nevertheless close the previous next attribute (rel=prev and rel=next). Based on the results of our research, it was concluded that the majority of the audience prefers content posted on one page. We recommend that webmasters take this into account, but do not forget that some users prefer pagination as well. You better understand your target audience, so leave the decision to yourself.

Analizziamo l’indicizzazione da diversi anni e abbiamo deciso di dismettere gli attributi rel=prev e rel=next. Sulla base dei risultati della nostra ricerca, si è concluso che la maggior parte del pubblico preferisce i contenuti singoli pubblicati su una singola pagina. Consigliamo ai webmaster di tenerne conto, ma non dimenticare che anche alcuni utenti preferiscono l’impaginazione, dipende dal tipo di informazione fornita. Capisci meglio il tuo pubblico di destinazione, quindi prendi la decisione con la tuea testa.

L’analista di Google John Mueller ha parlato di come il motore di ricerca gestisce gli archivi paginati nel suo indice durante la sua intervista di Hangouts per Webmaster del 22 marzo 2019:

“Il motore di ricerca non tratta le pagine di impaginazione in nessun modo particolare. Li trattiamo come pagine web standard.“

I bot di ricerca considerano tali URL come univoci. Facciamo un esempio di come appare sul sito web di un negozio online, dove c’è una pagina con una certa categoria di prodotti e altre 3 con impaginazione:

https://www.shop.com/category-1
https://www.shop.com/category-1?page=2
https://www.shop.com/category-1?page=3
https://www.shop.com/category-1?page=4

Dopo aver dismesso i tag rel=”next” e rel=”prev”, il bot non vede una landing page sola, ma cinque.

Dovresti rimuovere gli attributi rel=”next” e rel=”prev”?

Nonostante l’affermazione di Google, a mio parere non è necessario rimuovere questi attributi. Non è del tutto chiaro se il motore di ricerca li utilizzi per la scoperta dei collegamenti o per altri algoritmi. Si trattava esclusivamente di indicizzazione. Non sono stati ancora fatti altri annunci.

Ecco alcuni altri motivi per cui dovresti mantenere rel=”next”, rel=”prev” sul tuo sito:

  • Gli attributi non danneggiano il sito ma richiedono del tempo per essere rimossi.
  • Alcuni browser li utilizzano per precaricare le pagine.
  • Altri motori di ricerca come Bing li usano ancora per capire meglio la relazione tra le pagine di impaginazione. Ecco una conferma da parte di un funzionario del motore di ricerca:
https://twitter.com/CoperniX/status/1108799603963514880

Ricorda che gli attributi rel=”next” e rel=”prev” non sono direttive, quindi possono essere ignorati dai motori di ricerca. I bot di solito tengono conto di queste informazioni durante la scansione di un sito.

Come impaginare nelle pagine: best practice SEO

Utilizzo di collegamenti in HTML e Canonical tag

Nella gestione degli archivi, il primo istinto di molti SEO è canonicalizzare oppure usare il tag noindex in tutte le pagine impaginate. Questa tattica è solitamente finalizzata a ridurre il gonfiamento dell’indice. Tuttavia, questo è un grosso errore.

Per capire perché questo potrebbe avere un impatto negativo sulla SEO, dobbiamo prima capire (brevemente) come funzionano teoricamente la canonicalizzazione e l’indicizzazione in Google.

Secondo la documentazione di Google, il loro sistema tenta di selezionare un URL canonico per ogni URL che scansiona ed elabora prima che venga indicizzato. Quando Googlebot indicizza un sito, cerca di determinare il contenuto principale di ogni pagina. Se Googlebot trova più pagine sullo stesso sito che sembrano uguali, sceglie la pagina che ritiene più completa e utile e la contrassegna come canonica. Ogni pagina indicizzata da Google passa attraverso lo stesso processo e molti segnali vengono presi in considerazione prima di essere selezionata come pagina canonica di Google. Tutte le pagine che non sono selezionate come canoniche sono escluse e il contenuto non viene indicizzato.

Per consentire ai crawler di ricerca di scansionare in modo efficiente le pagine di impaginazione, si consiglia di utilizzare URL di ancoraggio con attributi href – per i collegamenti interni. Non dovresti usare link in JavaScript.

Dovresti anche aggiungere rel=”canonical” alle tue paginazioni. Se l’URL ha parametri aggiuntivi, si consiglia di includerli nei link rel=”prev/next” e non nei link rel=”canonical”.

Per il motore di ricerca Bing, consiglio ancora di utilizzare rel=”next” e rel=”prev” per indicare la relazione tra le pagine di impaginazione.

Ecco un buon esempio di come dovrebbe apparire il set di tag:

# prev
<link rel="prev" href="https://www.evemilano.com/blog" />
# next
<link rel="next" href="https://www.evemilano.com/blog?page=3" />
# canonical
<link rel="canonical" href="https://www.evemilano.com/blog?page=2" />

Questa serie di tag aiuterà i bot di Bing e altri motori di ricerca a capire come le pagine di impaginazione sono interconnesse e impedire la visualizzazione di contenuti duplicati.

Gli errori principali nell’attuazione di questa pratica sono i seguenti:

  • Gli attributi vengono inseriti nel “body” della pagina, non nella sezione “head” dell’HTML.
  • Aggiungere rel=”prev” alla prima pagina dell’archivio oppure rel=”next” all’ultima. Tutte le altre pagine della catena dovrebbero utilizzare entrambi gli attributi, tranne chiaramente la prima e l’ultima che dovrebbero inserire un solo attributo.
  • Linkare le paginazioni inserendo l’attributo NOFOLLOW.
  • Non inserire l’URL canonico nelle pagine di archivio.
  • Canonicalizzare tutte le pagine di archivio alla prima pagina.
  • Inserire il tag NOINDEX nelle paginazioni.
  • Mettere in disallow nel robots.txt le paginazioni.

Non utilizzare Noindex, Nofollow e disallow per le paginazioni

Non è consigliabile utilizzare la direttiva meta robots noindex nelle pagine di un archivio.

Se le pagine web contengono il tag NOINDEX e di conseguenza non vengono indicizzate per un po’, i robot di ricerca lentamente smetteranno di scansionare quelle pagine. I contenuti linkati da pagine/archivi non scansionate perdono forze e faranno fatica a posizionarsi bene.

Uno dei commenti più interessanti dell’analista di Webmaster Trends John Mueller riguardava il modo in cui i sistemi di Google gestiscono una pagina esclusa dall’indice. Ha dichiarato in un Hangout per i webmaster di Google:

If we see the noindex there for longer than we think this this page really doesn’t want to be used in search so we will remove it completely. And then we won’t follow the links anyway. So, in noindex and follow is essentially kind of the same as a noindex, nofollow. – John Mueller, Webmaster Trends Analyst at Google, Google Webmaster Hangout 15 Dec 2017

Se vediamo il noindex lì più a lungo di quanto pensiamo, questa pagina non vuole davvero essere utilizzata nella ricerca, quindi la rimuoveremo completamente. E poi non seguiremo comunque i link. Quindi, in noindex e follow è essenzialmente la stessa cosa di noindex, nofollow. – John Mueller, Webmaster Trends Analyst presso Google, Google Webmaster Hangout 15 dicembre 2017

La stessa regola si applica all’attributo nofollow, che informa i crawler di ricerca di non trasmettere PageRank agli URL linkati. Con un NOFOLLOW chiudi semplicemente la strada verso le pagine in un archivio e impedisci al PageRank di confluire naturalmente a tutte le pagine.

Mi è capitato di trovare archivi paginati bloccati dalla scansione con un disallow nel robots.txt. Se impediamo la scansione degli archivi, i bot non troveranno riferimenti agli articoli vecchi e smetteranno di scansionare anche quelle pagine. COme sappiamo, una pagina che non viene scansionata è destinata a morire nei meandri delle SERP.

Questi sono aspetti molto importanti in quanto indicano che, sul lungo periodo di tempo, i sistemi di Google potrebbero abbandonare contenuti noindex, linkati nofollow oppure in disallow ed escluderli dal suo indice.

Sulla base di queste informazioni, è fondamentale che le pagine impaginate importanti vengano indicizzate. Poiché lo scopo dell’impaginazione è aiutare gli utenti e i robot a navigare verso pagine di livello più profondo (prodotti, articoli, ecc.).

Quando le pagine impaginate sono escluse dall’indice di Google, questo fa cadere tutti i segnali da quelle pagine. Qualsiasi segnale di pertinenza, importanza o autorevolezza della pagina verrebbe rimosso. In genere consiglio di indicizzare tutte le pagine impaginate importanti, che aiutano gli utenti o i bot a scoprire contenuti unici.

Consigli:

  • Assicurati che le pagine impaginate importanti siano indicizzate in Google.
  • Utilizza lo strumento “URL Inspector” di Search Console per capire se Google ha selezionato una pagina come versione canonica.
  • Utilizza il report “Pages” di Google Search Console per capire quali pagine impaginate sono state escluse dall’indice di Google.
  • Utilizza un crawler per capire quanto sia importante l’impaginazione all’interno dell’architettura dei link del tuo sito web. Ad esempio, esegui una scansione completa e poi un’altra escludendo le pagine impaginate e verifica quali pagine importanti sono escluse dai dati di scansione.
  • Utilizza un crawler per identificare le pagine impaginate non indicizzabili che hanno una direttiva noindex o sono canonizzate utilizzando l’elemento link rel=canonical.

Modificare gli elementi delle pagine di impaginazione

A causa dei cambiamenti nell’impaginazione di Google, ogni pagina può competere in SERP. Affinché il motore di ricerca restituisca la pagina principale nella SERP e non ci siano duplicati di meta descrizioni e titoli in Google Search Console, si consiglia di seguire questi passaggi:

  • Aggiungi il numero pagina al tag title, tranne che in pagina 1.
  • Se possibile, edita anche il tag meta description inserendo alla fine il numero pagina.
  • Customizza anche il tag H1 menzionando il numero pagina, tranne in pagina 1.

Imposta l’impaginazione utilizzando Google Search Console

In passato si poteva insegnare a Google la funzione di ciascun parametro che abbiamo nel sito, parametri di paginazione compresi. Purtroippo, questa funzione verrà presto smantellata.

Nella pagina “Parameters” si poteva personalizzare i parametri di impaginazione con Google Search Console utilizzando la funzione “Paginates”. Ciò consentiva di dire a Googlebot come gestire la scansione di determinati URL con query string.

Non è consigliabile utilizzare identificatori di frammento (#) per gestire le pagine di impaginazione. Questi elementi non possono essere scansionati e indicizzati dai bot. Di conseguenza, non è un sistema adatto ai motori di ricerca.

Non è consigliabile includere paginazioni in una Sitemap XML

Ti consiglio di includere nella tua sitemap XML solo quelle pagine per le quali desideri posizionarti nella SERP. La maggior parte degli URL di impaginazione non rientra in questa categoria.

Inserisci solo la prima pagina di un archivio/categoria e rendi scansionabili ed indicizzabili le successive.

This is the way (cit. The Mandalorian).

Ottimizza la navigazione di paginazione + filtri

La navigazione sfaccettata (chiamata anche faceted navigation oppure faceted search) è un sistema di navigazione in-page utilizzato nei siti di eCommerce, siti di elenchi e altri siti web che gestiscono un ampio elenco di risultati. Per navigazione sfaccettata si intendono i filtri, elementi che:

  • Permettono di selezionare famiglie di prodotti in base a specifiche caratteristiche.
  • Semplificano la ricerca del prodotto.

Ad esempio su Amazon oppure eBay possiamo usare filtri per restringere i prodotti mostrati in un listing. Un utente cerca un iPhone. Ciò che offre eBay è un filtro logico con diversi tipi di facet. Il visitatore può scegliere quale capacità di archiviazione desidera, quale modello di iPhone e quale colore preferisce.

L’utilizzo dei facet in combinazione con l’impaginazione può rappresentare un problema per grossi siti, una sfida per ottenere un’efficace scansione dei contenuti da parte dei bot di ricerca. La maggior parte dei grandi negozi online deve gestire questa situazione. Non esiste un unico modo corretto di procedere, dipende caso per caso.

È molto importante assicurarsi che le paginazioni non siano bloccate, de-indicizzate o canonizzate insieme agli URL facet. Se imposti delle direttive per URL con query string dei filtri, assicurati che non impattino anche la semplice paginazione.

In caso contrario, i crawler di ricerca smetteranno semplicemente di seguire i collegamenti o rimuoveranno le pagine di impaginazione dall’indice.

La navigazione in facet su molti siti web, in particolare sui siti di eCommerce, può rappresentare un’enorme sfida da gestire, poiché facet e filtri possono creare migliaia di combinazioni di URL con contenuti duplicati o molto simili.

Vediamo un esempio di combinazione tra filtri e paginazione:

# singola pagina
https://www.esempio.com/product-category/
# prima pagina impaginata
https://www.esempio.com/product-category?pag=1
# seconda pagina impaginata
https://www.esempio.com/product-category?pag=2
# duplicato 1 della pagina impaginata
https://www.esempio.com/product-category?pag=2&colore=rosso
# duplicato 2 della pagina impaginata
https://www.esempio.com/product-category?pag=2&ordinamento=prezzo

È importante assicurarsi che facet e filtri vengano gestiti come qualsiasi altra pagina di categoria sul sito web.

La paginazione come abbiamo visto deve essere indicizzata. Ora devi scegliere se canonicalizzare anche gli URL parametrizzati creati dai filtri oppure no. Vediamo un paio di esempi:

Canonicizza gli URL con filtri non interessanti:

# URL
https://www.esempio.com/product-category?pag=2&ordinamento=prezzo
# CANONICAL TAG
https://www.esempio.com/product-category?pag=2

Indicizza gli URL con filtri interessanti:

Se nell’analisi delle parole chiave hai notato che il brand è un dettaglio molto ricercato su Google insieme al tuo prodotto, avrebbe senso far indicizzare le pagine del tuo sito filtrate con i soli prodotti di un brand.

# URL
https://www.esempio.com/product-category?pag=2&brand=adidas
# CANONICAL TAG
https://www.esempio.com/product-category?pag=2&brand=adidas

La gestione di canonical, paginazione e query string come hai visto non è banale. L’importante assicurarsi che l’impaginazione non venga bloccata o canonicalizzata insieme ad altri URL.

Consigli:

  • Utilizza i web crawler per verificare se le paginazioni vengono accidentalmente canonizzate o bloccate da robots.txt.
  • Utilizza i web crawler per identificare gli URL (parametri) delle stringhe di query che vengono generati a causa di facet o filtri sul sito web. Sono indicizzabili? Sono canonicalizzati? Sono noindex?
  • Implementa le stesse best practice per la navigazione in facet sulle paginazioni come faresti per le pagine di categoria sul tuo sito web.
  • Monitora il modo in cui Google esegue la scansione e l’indicizzazione degli URL con query utilizzando il rapporto sullo stato della copertura dell’indice.

Migliora la qualità dei contenuti

Google tratta le paginazioni allo stesso modo di una pagina web classica. I webmaster dovrebbero curare qualità e rilevanza anche nei loro archivi.

John Mueller ha raccomandato ai webmaster su questo argomento nella sua intervista con English Hangouts il 22 marzo 2019:

I would like to recommend specialists to make sure that all pagination pages can work independently. That is, when moving to another section, the user was able to find something useful for himself. Therefore, it should be borne in mind that due to changes in the algorithms of search engines, pagination is not just a group of pages from 1 to 100 with different types of products, each of them must contain relevant information. However, you can always define a priority root page for yourself and spend more time optimizing it.

Vorrei raccomandare agli specialisti di assicurarsi che tutte le pagine di impaginazione possano funzionare in modo indipendente. Cioè, passando a un’altra sezione, l’utente potrà capire e contestualizzare quanto trova. Pertanto, va tenuto presente che a causa dei cambiamenti negli algoritmi dei motori di ricerca, l’impaginazione non è solo un gruppo di pagine da 1 a 100 con diversi tipi di prodotti, ognuno di essi deve contenere informazioni pertinenti. Tuttavia, puoi sempre definire una pagina principale, prioritaria e dedicare più tempo alla sua ottimizzazione.

Cioè, l’impaginazione dovrebbe principalmente migliorare l’esperienza dell’utente nella ricerca in grandi archivi, il contenuto in pagina dovrebbe essere pertinente alle query di ricerca. Non è necessario che su ogni pagina sia presente un contenuto di testo univoco e dettagliato, ma nella prima pagina reputo sia molto importante. È possibile utilizzare servizi di terze parti per verificare la somiglianza delle pagine di impaginazione.

Ricordiamoci che l’obiettivo di Google è fornire contenuti di alta qualità ai propri utenti nei risultati di ricerca. I suoi algoritmi sono progettati per migliorare il posizionamento dei siti web i cui contenuti soddisfano questa soglia di “alta qualità”. Il rovescio della medaglia, i suoi algoritmi sono progettati anche per ridurre la visibilità di siti web di bassa qualità nei risultati di ricerca.

One other specific piece of guidance we’ve offered is that low-quality content on some parts of a website can impact the whole site’s rankings, and thus removing low quality pages, merging or improving the content of individual shallow pages into more useful pages, or moving low quality pages to a different domain could eventually help the rankings of your higher-quality content.” – https://webmasters.googleblog.com/2011/05/more-guidance-on-building-high-quality.html

Un’altra guida specifica che abbiamo offerto è che i contenuti di bassa qualità su alcune parti di un sito web possono influire sulle classifiche dell’intero sito, e quindi rimuovere pagine di bassa qualità, unire o migliorare il contenuto di singole pagine poco profonde in pagine più utili o lo spostamento di pagine di bassa qualità in un dominio diverso potrebbe eventualmente aiutare il posizionamento dei tuoi contenuti di qualità superiore.

L’annuncio di Google, secondo cui le pagine impaginate sono trattate come qualsiasi altra pagina, solleva interrogativi sulla qualità del contenuto dell’impaginazione e su come dovrebbe essere gestita. Il primo passo per capire come migliorare la qualità della pagina è comprenderne lo scopo.

Lo scopo principale delle pagine impaginate è solitamente:

  • Per consentire agli utenti di scorrere prodotti o servizi
  • Per vendere prodotti o servizi
  • Per consentire agli utenti di scorrere post o articoli di notizie

All’inizio, molti considererebbero una pagina impaginata di qualità inferiore rispetto alla categoria o alla prima pagina, ma secondo le linee guida per i valutatori della qualità di Google:

As long as the page is created to help users, we will not consider any particular page purpose or type to be higher quality than another. For example, encyclopedia pages are not necessarily higher quality than humor pages.” – Google Quality Rater Guidelines, page 8

Finché la pagina viene creata per aiutare gli utenti, non considereremo uno scopo o un tipo di pagina particolare di qualità superiore rispetto a un altro. Ad esempio, le pagine dell’enciclopedia non sono necessariamente di qualità superiore rispetto alle pagine umoristiche.

Sebbene comprendere lo scopo della pagina sia il primo passo per renderla di alta qualità, quali altri fattori devono essere considerati? John Mueller fornisce una guida su cosa dovrebbero fare i proprietari di siti:

I’d also recommend making sure the pagination pages can kind of stand on their own. So similar to two category pages where if users were to go to those pages directly there would be something useful for the user to see there. So it’s not just like a list of text items that go from zero to 100 and links to different products. It’s actually something useful kind of like a category page where someone is looking for a specific type of a product they can go there, and they get that information.” – John Mueller, Google Webmaster English Hangouts

Consiglierei anche di assicurarmi che le pagine di impaginazione possano stare in piedi da sole. Come due pagine di categoria in cui se gli utenti accedessero direttamente a quelle pagine troverebbero info e contesto per capirle. Quindi (una pagina di categoria) non è solo un elenco di voci di testo che vanno da zero a 100 e collegamenti a prodotti diversi. In realtà è qualcosa di utile come una pagina di categoria in cui qualcuno sta cercando un tipo specifico di prodotto, può andare lì e ottenere quelle informazioni.

Proprio come qualsiasi altra categoria o pagina di destinazione sul sito Web, gli utenti dovrebbero pensare a migliorare l’esperienza utente sulle pagine impaginate per raggiungere il proprio scopo. Questo include (ma non limitato a):

  • Pagine web ottimizzate per dispositivi mobili.
  • Velocità del sito.
  • Facet e filtri per aiutare a restringere i prodotti.
  • API PushState e cronologia.
  • Layout articolo prodotto o articolo sull’impaginazione.

Qualsiasi impaginazione indicizzata dovrebbe concentrarsi sul miglioramento dell’esperienza dell’utente e sul design dell’impaginazione, in quanto aiuterà a raggiungere il suo scopo. Se una pagina impaginata aiuta gli utenti, allora non dovrebbe essere considerata di bassa qualità da Google.

Controllo della cannibalizzazione delle parole chiave

Oltre ai contenuti di qualità, controlla che le pagine di impaginazione non competano con la pagina principale per le parole chiave. Ciò li renderà utili per l’utente e non ottimizzati per le chiavi pertinenti.

Per capire quali URL devono essere migliorati, puoi utilizzare il rapporto sul rendimento di Google Search Console per trovare pagine concorrenti o cannibalizzazioni.

Il cambiamento di Google nel modo in cui gestisce l’impaginazione significa che le pagine impaginate sono singole pagine e non sono più consolidate in un unico contenuto nell’indice di Google.

Sfortunatamente, a causa del contenuto delle pagine impaginate, si tratta di tipi di pagina simili suddivisi su più pagine. Ciò significa che invece di avere una pagina di categoria indirizzata a un argomento (insieme di parole chiave), un sito web potrebbe ora avere due o più singole pagine per categoria che possono potenzialmente classificarsi per lo stesso argomento (insieme di parole chiave).

In passato rel=”next” e rel=”prev” erano usati per indicare la prima pagina della serie e Google la classificava in modo appropriato. Tuttavia, questo elemento di collegamento non è più supportato. Pertanto, i tradizionali metodi di collegamento interno ora devono essere utilizzati per fornire segnali forti ai motori di ricerca su quale pagina è correlata a quale argomento o insieme di parole chiave.

Un settore che è abituato a gestire un grande volume di contenuti sullo stesso argomento è l’editoria. Gli esperti dei motori di ricerca di notizie in questo settore utilizzano schemi di collegamenti interni per gestire le parole chiave per impedire a Google di confondersi su quale pagina dovrebbe classificarsi per un argomento o una parola chiave specifici. Ad esempio, prendi theguardian.com.

I collegamenti del sito utilizzano un testo di ancoraggio di parole chiave specifico negli articoli di notizie per tornare alle pagine di primo livello. Ciò fornisce segnali chiari ai motori di ricerca che la pagina di primo livello riguarda l’argomento generale (ad esempio la pagina “Brexit” riguarda “Brexit”). Questo può sembrare troppo semplicistico, ma per i motori di ricerca fornisce un segnale chiaro per quale pagina deve essere classificata per quale parola chiave (se c’è confusione su quale pagina classificare).

L’utilizzo di una navigazione semplice e la fornitura di segnali di collegamento interni chiari consente agli editori di notizie di classificare pagine di categorie di primo livello o articoli di notizie specifici per determinati insiemi di parole chiave. Impedisce inoltre a Google di confondersi su quale pagina debba essere classificata per quale parola chiave.

I siti web che riscontrano che la prima pagina nell’impaginazione non è classificata per l’argomento o la parola chiave appropriati, dovrebbero gestire la cannibalizzazione delle parole chiave allo stesso modo degli editori di notizie. Usa il link interno e il testo di ancoraggio per dare segnali forti ai motori di ricerca in modo che la prima pagina di una serie di impaginazione si posizioni per i gruppi di parole chiave pertinenti (oltre a utilizzare tecniche di ottimizzazione SEO on-page).

Consigli:

  • Utilizza il rapporto sulle prestazioni di Google Search Console o strumenti di ranking di terze parti come Pi Datametrics per identificare gli URL impaginati che competono per le stesse parole chiave.
  • Se la pagina 2+ si classifica per parole chiave importanti, utilizza crawler di terze parti per identificare il testo di ancoraggio utilizzato per i collegamenti interni che rimandano alla prima pagina di una serie impaginata.
  • Migliora il collegamento interno e il testo di ancoraggio per assicurarti che a Google vengano forniti forti segnali di pertinenza attorno a quale pagina deve essere posizionata per le parole chiave.

Errori comuni di impaginazione

Il caro collega Bill Slawski, passato a miglior vita a maggio 2022, aveva scritto nel suo blog che l’errore più comune è canonicalizzare tutte le pagine di un archivio alla prima pagina.

Pagination spreads PageRank across all page groups and ideally leads users to the most relevant variation of their search query. If you have incorrectly canonized the root page, then the search engine will think that you have only one page.

L’impaginazione permette di distribuire il PageRank in tutti i gruppi di pagine e idealmente conduce gli utenti alla variazione più pertinente della loro query di ricerca. Se hai canonizzato in modo errato tutte le paginazioni verso la pagina principale, il motore di ricerca penserà che hai solo una pagina.
Giovanni Sacheli & Bill Slawski @ SMXL Milan 2019
Giovanni Sacheli & Bill Slawski @ SMXL Milan 2019

Ogni pagina di un archivio deve avere un collegamento canonico a se stessa.

Alcuni maghi creativi della SEO canonizzano tutte le paginazioni ad una fantomatica pagina catch all – ovvero una pagina “Visualizza tutte le pagine”, il che crea confusione per i bot di ricerca, nonostante il suo fine sia puramente SEO nella testa dei creativi.

Un altro grave errore è non inserire i link di paginazione su pagine con infinite scroll. Googlebot non può imitare alcune azioni dell’utente (ad esempio non scrolla e non esegue eventi JavaSscript), il che rende il crawler meno efficiente nella scansione di contenuti non linkati con link href. Ciò che appare solo dopo lo scroll è di fatto invisibile a Googlebot.

Per questo vengono consigliati link di ancoraggio in HTML con attributi href, che rimangono disponibili per i webmaster anche se JavaScript è disabilitato nel browser oppure il bot non esegue JS. Quindi consiglio di evitare pulsanti con eventi “Carica altri articoli”.

Come monitorare l’efficacia dell’impaginazione per la SEO?

Anche se hai fatto tutto bene, ti consiglio di tenere traccia dei risultati del setup che hai definito per la paginazione. Puoi analizzare i risultati utilizzando:

  • Dati di log del server: analizzando il log del web server puoi scoprire quali pagine vengono visitate dai bot, quindi puoi verificare se tutte le paginazioni vengono effettivamente scansionate e con quale frequenza.
  • Site: è un operatore di ricerca utilizzato per ottenere il numero di pagine che sono state indicizzate in un dominio, in una sotto cartella e molto altro. Con questo operatore puoi verificare se tutte le paginazioni di un archivio vengono indicizzate.
  • Analisi di ricerca di Google Search Console: rapporti che mostrano il numero di impressioni e click organici ricevuti dalle paginazioni e quali URL specifici
  • Report di Google Analytics sulle landing page: visualizza il comportamento degli utenti sul sito.

I cambiamenti nell’indicizzazione di Google hanno indotto molti webmaster a modificare il loro approccio all’impaginazione delle pagine del sito.

La priorità durante l’analisi è creare archivi scansionabili ed indicizzabili ed evitare archivi troppo profondi che generano troppe pagine da scansionare.

Pensa a una navigazione del sito pratica, semplice e intuitiva. Durante l’ottimizzazione, tieni presente che i crawler di ricerca non possono eseguire eventi JavaScript, non scrollano, in pratica non possono sempre ripetere le azioni umane che per te possono essere normali. Se non consideri questi aspetti potresti avere problemi durante la scansione. Pertanto, è importante fornire archivi facilmente scansionabili e correttamente indicizzabili.

Riepilogo

Negli anni Google ha cambiato il modo in cui gestisce le pagine impaginate all’interno del suo indice. Non consolida più gli archivi in un unico contenuto, ma tratta ogni pagina separatamente. Ciò ha cambiato il modo in cui webmaster e SEO devono trattare questi URL.

Ciò che è interessante è che molte delle tradizionali tecniche SEO utilizzate per gestire altre pagine sono ora applicabili all’impaginazione. Ciò comprende:

  • Consentire la scansione e l’indicizzazione delle pagine impaginate.
  • Impostare chiari segnali canonici in modo che Google indicizzi ciascuna paginazione.
  • Creare di pagine impaginate, dettagliate, utili e di alta qualità.
  • Creare una navigazione semplice e chiara su un sito web.
  • Fornire chiari segnali di collegamento interno per le pagine di un archivio.
  • In certi rari casi può tornare utile de-ottimizzare le pagine successive alla prima per ridurre la loro rilevanza in modo da lasciare spazio in SERP alla prima pagina. Così facendo, le paginazioni successive alla prima non competono per la stessa parola chiave.

That’s all folks! Spero che questa guida ti abbia aiutato a capire meglio come gestire la paginazione di un sito web. Hai dubbi o domande? Lascia un commento o richiedi un preventivo per una consulenza personalizzata.

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