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Nel gennaio del 2005 l’attributo rel nofollow fu introdotto da Google come mezzo per combattere lo spam nei commenti. È rapidamente diventato uno dei metodi consigliati da Google per contrassegnare i link pubblicitari o sponsorizzati. Il web si è evoluto da quando il rel nofollow è stato introdotto quasi 15 anni fa ed è giunto il tempo che anche rel nofollow si evolva.

rel?

L’attributo rel definisce la relazione che la risorsa collegata ha con il documento a cui fa riferimento. L’attributo può avere diversi valori definiti dal W3C:

Nofollow?

Non conosci l’attributo rel nofollow? Allora questo paragrafo fa per te.

Se lavori nel web marketing avrai sicuramente già sentito parlare del PageRank, l’algoritmo che ha reso Google il colosso che è oggi. Questo algoritmo, sebbene si sia evoluto negli anni, ha sempre lo stesso compito: valutare l’autorevolezza di una risorsa web in base ai backlink che riceve.

Lo spam di cui si parla in questa guida è relativo alla creazione di backlink artificiali al fine di “truccare” il PageRank di una data pagina o di un intero sito web. Chiaramente Google è contrario a questa pratica e ha sempre cercato di combatterla. Il rel nofollow fa esattamente questo: etichetta un link come “non naturale” e di conseguenza, ai fini del ranking, non trasmetterà nessun credito alla risorsa linkata.

Ieri Google ha annunciato due nuovi attributi per i link che forniscono ai webmaster altri modi per definire la natura di determinati link. Questi, insieme a nofollow, sono riassunti di seguito:

rel=”sponsored”

Utilizza l’attributo sponsored per identificare i collegamenti sul tuo sito che sono stati creati come parte di annunci pubblicitari, sponsorizzazioni o altri accordi commerciali.

rel=”ugc”

UGC è l’acronimo di User Generated Content e il valore dell’attributo ugc è consigliato per i collegamenti all’interno di contenuti generati dall’utente, come commenti e post di forum.

rel=”nofollow”

Utilizzare questo attributo nei casi in cui si desidera collegarsi a una pagina ma non si desidera implicare alcun tipo di approvazione, incluso il passaggio del PageRank a un’altra pagina.

Direttive o “suggerimenti”?

Quando è stato introdotto il rel nofollow era usato come una direttiva, Google non considerava alcun collegamento contrassegnato in questo modo come segnale da utilizzare negli algoritmi di ranking. Oggi non è più così.

Tutti gli attributi dei collegamenti – sponsored, UGC e nofollow – sono trattati come suggerimenti su quali collegamenti considerare o escludere per i calcoli del posizionamento. Google utilizzerà questi suggerimenti, insieme ad altri segnali, per capire meglio come analizzare, valutare e utilizzare in modo appropriato i collegamenti, ovvero i link (interni ed in uscita) che collegano le pagine del web. In altre parole, oggi non è detto che un link nofollow non possa trasmettere autorevolezza.

Perché Google non ignora completamente tali collegamenti, come era stato il caso di nofollow? Perché, come vedremo nelle considerazioni finali, il rel nofollow non ha sortito esattamente quello che Google si aspettava, anzi, il suo allarmismo sui backlink innaturali a creato un problema inaspettato.

I collegamenti contengono informazioni preziose che possono aiutare gli algoritmi di Google a migliorare la ricerca, ad esempio è utile analizzare il modo in cui le parole all’interno dei collegamenti descrivono il contenuto a cui puntano. Anche un link nofollow potrebbe contenere informazioni utili. Studiare tutti i collegamenti che Googlebot incontra può anche aiutare gli algoritmi a capire meglio i modelli di collegamento innaturali per essere in grado in futuro di identificare in modo più accurato le link farm e gli schemi di link.

Come saprai Google penalizza chi utilizza link non naturali per migliorare il proprio ranking. Qualsiasi link destinato a manipolare PageRank o il posizionamento di un sito nei risultati di ricerca di Google può essere considerato parte di uno schema di link e una violazione delle Linee guida per i webmaster di Google. Ciò include qualsiasi comportamento che manipola i collegamenti al tuo sito o i collegamenti in uscita dal tuo sito. Chi compra o vende backlink viola le linee guida di Google – sappilo.

Passando a un modello di suggerimento, Google non perde più queste informazioni importanti, pur consentendo ai proprietari di siti di indicare che alcuni link non dovrebbero ricevere alcuna “autorevolezza”.

FAQ

Questi nuovi attributi hanno generato diverse domande, quindi ecco la traduzione delle FAQ ufficiali che spero possa aiutare chi non mastica l’inglese.

Devo cambiare i miei nofollow esistenti? No. Se utilizzi nofollow come modo per bloccare i link sponsorizzati o per indicare che non garantisci una pagina a cui ti colleghi, rel nofollow continuerà a essere supportato. Non è assolutamente necessario modificare i collegamenti nofollow che già possiedi.

Posso usare più di un valore rel su un link? Sì, è possibile utilizzare più di un valore rel su un collegamento. Ad esempio, rel=”ugc sponsored” è un attributo perfettamente valido che suggerisce che il link proviene da contenuti generati dagli utenti ed è sponsorizzato. È inoltre valido utilizzare nofollow con i nuovi attributi, come rel=”nofollow ugc”, se si desidera essere retrocompatibili con servizi che non supportano i nuovi attributi.

Se utilizzo nofollow per annunci o link sponsorizzati, devo modificarli? No. Puoi continuare a utilizzare nofollow come metodo per contrassegnare tali collegamenti per evitare possibili penalità che possono colpire chi viene beccato usare schemi di link. Non è necessario modificare alcun markup esistente. Se disponi di sistemi che aggiungono nofollow a nuovi collegamenti, possono continuare a farlo. Tuttavia, si consiglia di passare a rel=”sponsored” se o quando è conveniente.

Devo ancora contrassegnare annunci o link sponsorizzati? Sì. Se si desidera evitare una possibile penalizzazione, utilizzare rel=”sponsored” o rel=”nofollow” per contrassegnare questi collegamenti. Google preferisce l’uso di “sponsored”, ma entrambi vanno bene e saranno trattati allo stesso modo, a questo scopo.

Cosa succede se utilizzo un attributo errato su un collegamento? Non ci sono attributi errati tranne nel caso di link sponsorizzati. Se contrassegni un link UGC o un link non-annuncio come “sponsored”, Google vedrà quel suggerimento e potrebbe non considerare il link come credito per un’altra pagina. A questo proposito, non è diverso dallo status quo di molti UGC e link non pubblicitari già contrassegnati come nofollow. Qualsiasi link che sia chiaramente un annuncio o sponsorizzato dovrebbe usare “sponsored” o “nofollow”, come descritto sopra. L’uso di “sponsored” è preferito, ma “nofollow” è accettabile.

Perché dovrei preoccuparmi di usare uno di questi nuovi attributi? L’uso dei nuovi attributi aiuta Google ad elaborare meglio i collegamenti per l’analisi del web. Ciò può includere i tuoi contenuti, se le persone che si collegano a te fanno uso di questi attributi.

Come cambierà l’approccio degli spammer? Molti siti che consentono a terzi di contribuire ai contenuti già scoraggiano lo spam dei collegamenti in vari modi, inclusi strumenti di moderazione che possono essere integrati in molte piattaforme di blog e revisioni umane. Gli attributi di collegamento “ugc” e “nofollow” continueranno ad essere un ulteriore deterrente. Nella maggior parte dei casi, il passaggio a un modello di suggerimento non cambierà la natura del modo in cui Google tratta tali collegamenti. Google li tratterà come ha fatto prima con nofollow e non li considererà ai fini della classifica in SERP. Continuerà comunque a valutare attentamente come utilizzare i collegamenti all’interno della Ricerca, proprio come ha sempre fatto.

Quando entrano in vigore questi attributi e modifiche? Tutti gli attributi dei link, sponsorizzati, ugc e nofollow, funzionano già oggi come suggerimenti per Google. In quanto a scansione ed indicizzazione, nofollow diventerà un suggerimento a partire dal 1 ° marzo 2020. Coloro che dipendono da nofollow esclusivamente per bloccare l’indicizzazione di una pagina (cosa che non è mai stata raccomandata) dovrebbero utilizzare uno dei meccanismi molto più robusti come tag noindex, robots.txt oppure una protezione a livello password.

Considerazioni personali

Per alcuni link sul tuo sito potresti voler comunicare a Google la tua relazione con la pagina collegata. Per fare ciò, dovresti usare uno dei tre valori di attributo rel nel tag visti in questa guida. I collegamenti contrassegnati con questi attributi rel non saranno generalmente seguiti da Googlebot. Ricorda che le pagine collegate possono essere trovate da Google con altri mezzi, come sitemap o collegamenti da altri siti, e quindi possono essere ancora sottoposte a scansione. Questi attributi rel sono usati solo nei tag . Se è necessario impedire a Google di seguire un collegamento a una pagina del proprio sito, utilizza la direttiva Disallow nel robots.txt. Per impedire a Google di indicizzare una pagina, consenti la scansione e utilizza la direttiva noindex.

Don't Follow Me
Don’t Follow Me

Mi sorge una domanda: perché dovrei dedicare tempo a classificare i link sponsored e quelli UGC? A mio parere non ha alcuna utilità per il webmaster, abbiamo già un attributo che sega le gambe a tutto ed è il nofollow.

Personalmente credo che il rel nofollow abbia fatto più danni che altro in casa Google, ha impedito la corretta assegnazione di autorevolezza a milioni di fonti e ha causato in passato problemi con le tecniche di PageRank sculpting.

Se tutti i link del web fossero nofollow, Google perderebbe moltissime informazioni per il calcolo del ranking, e purtroppo così è stato. Oggi, per paura di penalizzazioni, quasi tutte le testate, Wikipedia e grandi siti web implementano in automatico l’attributo nofollow su TUTTI i link in uscita, scanso equivoci… Non vedo quasi mai un’assegnazione ragionata del nofollow, che sia una fonte autorevole o meno – nofollow e via. Milioni di link non sponsorizzati e non UGC che vengono bloccati senza poter fornire alcun credito alla fonte. Ti sembra corretto? A me no. In pratica con rel nofollow Google si tirò la zappa sui piedi e ora sta cercando di risolvere il problema.

Non è che Google vorrebbe sfruttare il lavoro dei webmaster per istruire un ipotetico algoritmo di Machine Learning a classificare meglio i link che lui non è riuscito a riconoscere?

A parte il fatto che non penso ci vorrà molto a trovare questi attributi in automatico nei commenti di WordPress. Per ora io tengo il rel nofollow dove serve e non farò alcuna differenziazione manuale. E tu?

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Commenti |2

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  1. Alberto 1 commento

    ciao Giovanni, grazie dell articolo ma ho un dubbio….
    ho un sito di eventi sportivi e da poco ho lanciato alcune magliette che creo io e che vendo su Etsy….quindi sul mio sito inserisco un banner in cui pubblicizzo il mio shop su etsy….per ora ho solo il rel=”noopener”, dovrei aggiungere anche sponsored o nofollow?

    1. Giovanni Sacheli 759 risposte

      Ciao Alberto, no io non aggiungerei niente oltre al noopener ;)

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