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Quante volte ho sentito e letto in rete questa domanda – I “Mi Piace” su Facebook, o più in generale i Like sui social network come Google Plus, Linkedin, Twitter, YouTube, etc, hanno un impatto diretto sulla SEO?

Risposta breve: no.

In questo video datato Dicembre 2010 – Matt Cutts risponde ad una domanda ben precisa:

Ciao Matt, in un recente articolo scritto da Danny Sullivan (NdR: Search Engine Land founder and author) viene suggerita l’ipotesi che Google usi i link provenienti da Twitter e Facebook come fattori di ranking. Puoi confermarlo?

In risposta Matt dice che i link da questi social vengono trattati come tutti i link da altre sorgenti (purché le pagine siano accessibili a Googlebot), ma Google cerca di andare oltre, pesando questi link in base all’autorevolezza dell’autore o della pagina che ha pubblicato il link (minuto 0:45).

Per maggiori dettagli sui fattori di posizionamento in Google vedi la guida dedicata.

Questo accadeva nel 2010 quando Google iniziava ad esplorare le possibilità di utilizzare dati social negli algoritmi di posizionamento dei siti web. Ma oggi come funziona?

Avere 1.000 follower falsi o poco attivi aiuterebbe la SEO del mio sito web? No.

Ricevere un tweet da un personaggio autorevole nel nostro settore servirebbe? Certo che si, a prescindere dalla SEO, aiuterebbe la brand awareness e la fiducia dei consumatori.

La correlazione tra numero di condivisioni ottenute da una pagina ed il suo ranking in Google è stata calcolato molte volte in discutibili studi SEO. Tuttavia ricordiamoci che “correlation does not imply causation” – tradotto significa “correlazione non implica causalità”. Una pagina che si posiziona prima su Google di solito ottiene anche tante condivisioni data la sua notorietà. Questo però non significa che una pagina con tante condivisioni ranka di conseguenza nelle prime posizioni. Il concetto è ben spiegato in questo video di Eric Enge (in inglese).

Nel 2012 la stessa domanda vista in precedenza è stata posta da Danny Sullivan a Matt Cutts all SMX. Matt risponde in modo leggermente diverso rispetto al primo video: in sostanza quello che dice è che i segnali social per il momento non hanno un peso importante per Google, ma probabilmente in futuro Google utilizzerà maggiormente i social come fonte di segnali.

Google è sempre stato attento a non basare gli algoritmi di ranking dei suoi risultati su fattori facilmente manovrabili (si è vero, i backlink erano facilmente manovrabili). Tutti sappiamo quanto sia semplice ottenere like da fonti discutibili un tot al kilo. Sarebbe corretto usare il conteggio dei like per la SEO?
A mio parere decisamente no.

Partiamo dall’inizio: come potrebbe un elemento esterno al sito impattare positivamente sulla visibilità delle nostre pagine nei motori di ricerca? I fattori esterni vengono detti fattori off-site, come ad esempio i backlink. Questi elementi esterni aumentano l’autorevolezza del sito web grazie al confluire del famoso PageRank.

Una condivisione sui social genera PageRank verso il nostro sito?

No.

Tutte le condivisioni sui social network non sono altro che backlink, tuttavia sono backlink taggati nofollow oppure con catene di redirezioni nascoste (vedi Linkedin).

Un link nofollow non trasmette PageRank e un redirect nascosto (bloccato da Robots.txt) non trasmette PageRank. Possiamo poi discutere sull’utilità di un link nofollow se proprio dobbiamo: meglio un backlink nofollow che non avere un backlink, non trovi?

Inoltre alcune pagine dei social non sono aperte agli spider di Google, vedi i gruppi chiusi di Facebook oppure i profili personali con privacy ristretta (ad esempio solo Sempronio vede il mio post). Una pagina chiusa agli spider non può essere utile a finalità SEO dato che Google non può leggerla.

Quali vantaggi portano le condivisioni sui social network?

Le condivisioni social (backlink da social) portano visibilità:

  • nel senso che ti fanno (potenzialmente) conoscere al tuo pubblico di riferimento
  • aumentano la probabilità che il tuo post venga apprezzato (quindi linkato) da qualche blogger o webmaster
  • fanno girare il tuo marchio e di conseguenza aiutano a costruire la brand awareness
  • con il tempo aiutano ad accrescere la fiducia dei tuoi utenti
  • come vedi non c’è scritto “aiutano a posizionarti meglio”, quella potrà se mai essere una conseguenza indiretta di tutto quanto elencato qui sopra.

Considera questi due esempi:

  • Il signor Tizio pubblica un nuovo ed utilissimo post nel suo blog, poi esce per andare in palestra. Il post inizierà ad ottenere visibilità organica su Google nel giro di qualche giorno. Il traffico di quel post dipende dal suo posizionamento nei risultati e dal volume delle ricerche correlate degli utenti.
  • Il signor Caio pubblica un nuovo ed utilissimo post, prima di andare in palestra lo condivide su tutti i social network su cui è attivo ormai da diversi anni. Il post verrà visto dalle sue connessioni subito, poi nei prossimi giorni inizierà ad ottenere visibilità su Google. Il traffico di quel post dipende dal pubblico che l’autore o il marchio ha sui social, dal posizionamento dell’articolo nei risultati e dal volume delle ricerche correlate degli utenti.

L’articolo di Caio (a parità di tutte le altre condizioni) ottiene più visibilità dell’articolo di Tizio, dato che verrà letto non solo dagli utenti di Google ma anche dagli utenti dei social network. L’articolo di Caio ha quindi più probabilità di essere condiviso, e di ricevere backlink. Questo è il segreto di pulcinella.

Quindi i social impattano indirettamente sulla SEO, portano visibilità che indirettamente potrà aiutare la SEO.

Ricapitolando: sono utili le condivisioni? Certo. Mi fanno rankare meglio? No, perlomeno non subito.

Alla lunga i social network aiutano a divulgare in modo più preciso e mirato i tuoi articoli, ma non c’è nessun legame diretto tra like di Facebook e ranking in Google. Un profilo social con migliaia di iscritti ed alto engagement è sicuramente più autorevole di un profilo con poche decine di seguaci e zero engagement. Questi fattori aiutano a costruire la propria reputazione online che aiuta indirettamente la SEO: vedo un nome che ricordo e che conosco in SERP –> sono più portato a cliccare su quel risultato.

I fattori indiretti sono importanti

Il video di Matt Cutts sul ruolo dei social media a livello SEO suggerisce che in futuro i risultati di ricerca potranno essere integrati con i risultati sociali. E’ evidente che il web sia un luogo intensamente sociale. Il web è composto non solo di bit e byte, ma da persone, le organizzazioni, i gruppi, le cause, le idee e l’energia umana.

Vuoi avere sempre la massima visibilità in rete? Resta attivo sui social network. Presta attenzione a questi canali, cura il tuo profilo, miglioralo costantemente e resta collegato alle persone.

Probabilmente da qui a qualche anno le aziende che giocano in nicchie particolarmente competitive e che non dispongono di una solida strategia social, verranno lasciate indietro da parte di coloro che lo fanno. I segnali sociali potranno diventare una sorta di nuovi backlink in termini di importanza generale nel algoritmo di ranking.

Il mondo sta diventando sempre più sociale. I ragazzi di oggi sono i consumatori di domani, e loro sono cresciuti comunicando con Facebook, Twitter, Google+, ecc. Quando queste generazioni diventeranno persone adulte i consumatori spenderanno più tempo sui canali di social media di quanto sia fatto oggi, probabilmente causando un aumento dei segnali sociali. La gente già trascorre più tempo sui social network che sui motori di ricerca, e il divario continuerà a crescere.

Le persone sono più propense a fidarsi di un sito raccomandato personalmente dai loro amici che da un motore di ricerca. Siti web con una forte presenza sociale sono più facilmente condivisibili e accessibili, e quindi più facili da raccomandare. In futuro i motori di ricerca potranno analizzare tali azioni come raccomandazioni, aumentando la credibilità (e classifica) del sito web.

Siti web con una forte presenza sociale hanno migliori tassi di conversione e fedeltà alla marca, generando più vendite, più passaparola e una maggiore consapevolezza del marchio, che porta a tutti i giudizi più positivi e più link in entrata.

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