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Cos’è la Frequenza di Rimbalzo

Frequenza di Rimbalzo (in Inglese Bounce Rate) è un termine utilizzato nella Web Analytics ovvero l’analisi dei dati di traffico di un sito web.

La frequenza di rimbalzo è il rapporto tra le sessioni di una sola pagina divise per tutte le sessioni o la percentuale di tutte le sessioni sul tuo sito nelle quali gli utenti hanno visualizzato solo una pagina e hanno attivato una sola richiesta al server di Google Analytics.

Verificare la frequenza di rimbalzo con Google Analytics
Verificare la frequenza di rimbalzo con Google Analytics

Esistono molte tipologie diverse di siti web e soprattutto di informazioni fornite, quindi non è possibile stabilire una frequenza di rimbalzo ottimale, si può invece definire una frequenza di rimbalzo media di settore. Alcuni siti forniscono informazioni shot con alti bounce rate, come il meteo ad esempio. L’utente legge quello che gli serve e poi lascia il sito, ma non vuol dire che la sua esperienza di navigazione sia stata negativa.

Dipende da caso a caso ma in linea generale un basso Bounce Rate è indice di:

  • informazioni di qualità
  • buona organizzazione dei contenuti
  • una navigazione chiara e semplice
  • un aspetto grafico accattivante
  • alta interattività utente-sito

La formula del bounce rate

La Frequenza di Rimbalzo può essere calcolata su pagine specifiche, insiemi di pagine, l’intero sito web oppure canali specifici di provenienza. La formula per calcolare la Frequenza di Rimbalzo di una pagina è: numero di visitatori che visitano la pagina una sola volta (per sessione di navigazione) diviso per il numero complessivo di visitatori della pagina

FdR = sessioni di una sola pagina / tutte le sessioni

*la sessione di navigazione è la durata del cookie di tracciamento, solitamente impostata in 30 minuti

Possibili cause di un Bounce Rate alto

Fattori interni al sito

1. Lunghi tempi di caricamento delle pagine

Se le pagine del tuo sito si caricano entro due secondi puoi stare sereno, i siti veloci generalmente hanno una minore Frequenza di Rimbalzo rispetto a siti lenti. Pagine che richiedono molti secondi a caricare vengono abbandonate dagli utenti con maggiore probabilità.

Più il sito è ricco di contenuti multimediali, in particolare immagini, script e audio/video e maggiore sarà il tempo di caricamento. Ci sono studi che dimostrano che il Bounce Rate aumenta esponenzialmente dopo una attesa dai 3 ai 4 secondi, per questo è molto importante assicurarsi che il sito sia sempre veloce e performante.

2. Il design del sito web

La presentazione del sito e l’aspetto grafico sono aspetti molto importanti. Se il sito ha un design orribile o trasmette quella sensazione retrò, i colori sono un pugno in un occhio, le pagine sono piene di animazioni o banner o ha qualche altro difetto di progettazione che rende i visitatori nervosi, puoi stare certo che il tuo Bounce Rate medio sarà elevato. Lo stesso discorso vale per utenti che faticano a trovare le informazioni che cercano, se la navigazione non è chiara l’utente in preda a frustazione potrebbe lasciare il sito.

Un sito web deve saper trattenere gli utenti ed invogliarli a navigare tra i contenuti mostrando loro in modo chiaro le informazioni che si aspettano di trovare. Siti con una navigazione poco chiara o addirittura difficile avranno una Frequenza di Rimbalzo alta.

Cerca di usare fonts eye-friendly, colori di sfondo rilassanti, dimensioni dei caratteri ragionevolmente grandi e un layout chiaro e ordinato. Il tuo sito verrà letto attraverso PC desktop e dispositivi mobile, accertati che sia facilmente fruibile in diverse risoluzioni e condizioni di luce.

3. La navigazione del sito web

I problemi di navigazione sono tra le cause più frequenti in siti con un’alta Frequenza di Rimbalzo. Assicurati di creare una struttura di link interni solida, chiara e ben organizzata, con un menu, le giuste anchor text e i deep links.

4. Come gli utenti usano il sito

Per certi siti web i valori di Bouce Rate potrebbero essere soltanto legati all’uso che l’utente medio ne fa. Ad esempio il visitatore apre un sito dai preferiti, legge l’informazione che gli serve e poi abbandona. Questa è considerata una visita con “rimbalzo”, sebbene non sia per forza una situazione negativa, dipende dal tipo di sito e dal tipo di informazione offerta.

5. Contenuti informativi

Assicurati di fornire contenuti di qualità che siano un valore aggiunto per i tuoi utenti. Collega articoli e pagine con senso logico in modo da guidarli da una pagina all’altra in un percorso chiaro e naturale.

Considera il tipo di informazioni che offri, l’utente si aspetta un testo formale o informale? Fortemente tecnico o mediamente comprensibile? Chiedi pareri ai tuoi amici e parenti e senti le loro considerazioni, il mondo è vario pensare a senso unico potrebbe limitarti.

Chiediti quello che l’utente si aspetta di trovare e come si aspetta di trovarlo. Considera il tuo sito web come la tua casa, se vuoi che gli ospiti la visitino tutta, in lungo ed in largo, devi accompagnarli tu, se li lasci alla porta di ingresso se ne andranno presto.

6. Landing Pages

Se stai guidando traffico PPC (pagato) verso il tuo sito assicurati di mostrare agli utenti esattamente quello che si aspettano di trovare, ovvero ciò che hai promesso nel testo dell’annuncio. Ad esempio se nell’annuncio parli di consegna gratuita anche la landing page dovrebbe riportare l’offerta e le condizioni.

7. Titoli ed Headlines

Lo scopo del sito e di ogni sua pagina dovrebbe essere descritto in modo chiaro e conciso negli headlines poichè sono la prima cosa che l’utente legge quando apre una pagina. Secondo lo stesso ragionamento anche il primo paragrafo del testo deve riassumere brevemente il concetto che viene espresso nell’intera pagina in modo da fornire subito al lettore l’idea di cosa andrà a leggere e di cosa potrà aspettarsi. Cerca di non usare linguaggi troppo tecnici poichè il lettore medio probabilmente non li conosce!

8. Adsense e banners

Esagerare con gli Ads sul sito non è consigliato sia dal punto di vista dell’esperienza utente che dalla SEO. Ti consiglio di non posizionare annunci pubblicitari e/o banner in zone importanti per la navigazione come per esempio: il menu di navigazione, nelle tab dinamiche, in mezzo a contenuti particolarmente importanti, nella pagina di privacy policy e nei termini di pagamento. Riempire la zona above the fold con annunci e banner è un’altra pratica sconsigliata.

Un portale informativo di un mio cliente ha visto incrementare di una percentuale importante le visite organiche dopo aver rimosso due grossi banner dalla sezione above the fold. Cerca di trovare il giusto equilibrio facendo test dedicati e tracciando i risultati nel medio periodo!

9. Siti a pagina singola (mono-pagina)

Se il tuo sito ha una sola pagina, Google Analytics non registra pageviews multiple se non quando l’utente refresha la pagina. Come diretta conseguenza i siti a pagina singola tendono ad avere una Frequenza di Rimbalzo alta.

Per tracciare i click interni alla pagina o particolari azioni dinamiche si possono utilizzare gli Eventi di Google Analytics, implementare il monitoraggio è molto semplice con Google Tag Manager.

10. Codice di tracciamento

Se il tuo Bounce Rate è molto alto ma il sito ha tutte le carte in regola in quanto a qualità e contenuti, il motivo potrebbe essere una errata implementazione del codice di tracciamento di Analytics.

Verifica che sia implementato prima della chiusura del tag Head e soprattutto in tutte le pagine.

11. Problemi tecnici

Ci possono essere diversi problemi tecnici che influiscono sulla Frequenza di Rimbalzo: errori on-page, codici php mostrati sulla pagina oppure errori di connessione con il database o richieste di download per risorse supplementari.

Immagina la situazione nella quale un utente atterra sul sito e gli viene chiesto di scaricare componenti ActiveX o lettori Flash per poter leggere i contenuti, quale pensi sia la reazione della maggior parte degli utenti? Non faranno altro che lasciare il sito incrementando il tuo Bounce Rate.

12. Popup

I popup generalmente non tendono a ridurre il Bounce Rate, anzi al massimo lo alzano. Sebbene non tutti i popup siano negativi per l’esperienza utente si consiglia sempre di analizzare il trend del Bounce Rate dopo aver implementato un popup.

Tenete conto che, se inserite il codice di tracciamento Analytics nel popup, le statistiche di Bounce Rate verranno sfalsate di parecchio quindi il consiglio è di NON inserire il tracking code nei popup, al massimo usate gli eventi per tracciarne le azioni.

Un popup, se mostrato nel giusto momento e nel giusto contesto, potrbbe incrementare le conversioni oppure il numero di iscritti alla newsletter. Tuttavia ci sono utenti che trovano i popup molto irritanti, il consiglio è quindi testare, testare e testare, sempre!

Anche le tempistiche dei popup sono da testare, provate diversi setup di apertura come ad esempio:

  1. mostrare il popup istantaneamente all’accesso dell’utente non è probabilmente la scelta migliore;
  2. mostrare il popup soltanto su certe pagine se particolarmente rilevanti;
  3. mostrare il popup dopo qualche secondo che l’utente è atterrato;
  4. mostrare il popup prima che l’utente lasci la pagina,quando preme il pulsante “chiudi” del browser, oppure sposta il mouse fuori dalla tab.

13. File multimediali

Video e audio ottengono grandi risultati sulle landing pages purché si considerino alcune best practices:

  • Attenzione alla funzione di auto-play per i file audio o video. L’utente potrebbe non gradire suoni improvvisi (immaginati di essere in ufficio) e spesso l’auto-play si traduce in alto Bounce Rate. In alcuni casi l’auto-play ha dimostrato di incrementare le conversioni, come al solito ogni cosa deve essere testata sul proprio sito e nel proprio settore di appartenenza.
  • Includi sempre calls-to-action che mostrano al visitatore cosa fare o dove cliccare
  • Se usi i video testa diverse versioni con durata differente, tendenzialmente i video troppo prolissi stancano e vengono abbandonati

14. Il sito non è mobile-friendly

Come ben tutti sappiamo, il traffico mobile è in crescita, questo significa che il tuo sito deve avere una interfaccia mobile pratica e funzionale. Se hai uno smartphone visita il tuo sito e giudica come appare, è bello? Si legge bene? E’ pratico da navigare? Se l’esperienza di navigazione sul tuo sito con smartphone è deludente, è decisamente ora di pensare ad un nuovo sito responsive e sei già parecchio in ritardo!

Fattori esterni al sito

1. La campagna PPC AdWords non è abbastanza chiara

Se gli annunci o le keywords acquistate con AdWords fanno riferimento a informazioni che l’utente non troverà sul sito o che troverà di scarsa qualità, il Bounce Rate sarà alto. La scelta delle keyword e degli annunci non deve essere fatta a senso unico, considera sempre il tuo sito, la landing page e i reali servizi o prodotti che offri. Cerca di massimizzare la rilevanza tra parola chiave acquistata, annuncio mostrato e landing page.

Ingannare non serve ad altro che a rovinare la tua brand reputation.

2. Selezione errata delle parole chiave

Il Search Marketing è una delle vie principali attraverso cui ogni sito web riceve traffico e l’intero gioco si basa sulla selezione delle migliori parole chiave.

Che cosa succede quando si scelgono le parole chiave sbagliate? Se hai scelto le parole chiave sbagliate per ottimizzare il tuo sito, oppure mostri annunci targettizzando parole chiave non pertinenti, il massimo che potrai ottenere saranno utenti confusi o frustrati. Risultato: Alta Frequenza di Rimbalzo.

3. Stai usando dei testi errati negli annunci

I testi degli annunci rappresentano il tuo sito nei risultati di ricerca. Se questa rappresentazione non è allineata a quello che il tuo sito ha da offrire, sicuramente ciò contribuirà ad aumentare la Frequenza di Rimbalzo.

4. Titoli e meta description delle pagine non sono ottimali

Title tag e description possono essere considerati come la controparte organica degli annunci PPC. I motori di ricerca tipicamente visualizzano il titolo e descrizione dei siti in SERP. Se il messaggio che viene inviato agli utenti non è in linea con il contenuto della pagina, ci saranno grandi possibilità di ottenere una Frequenza di Rimbalzo alta.

5. “Occasionalmente” Google mostra risultati irrilevanti

Questa affermazione farà sorridere non pochi colleghi… A prescindere dal progresso che i motori di ricerca hanno fatto negli ultimi dieci anni, capita ancora di trovare risultati non pertinenti. Se il tuo sito è uno di quei risultati potrai ottenere qualche visita in più, ma con un alto Bounce Rate.

Purtroppo non si può far molto per migliorare questa condizione se non aspettare e sperare che Google affini i suoi algoritmi.

Quando a fine 2009 decisi di aprire questo blog non esistevano attività che si chiamavano EVE Milano, la pace purtroppo durò poco. Qualche mese più tardi infatti aprì un nuovo brand italiano che vendeva scarpe e si chiamava, indovina un po, EVE Milano. Da quel momento e per il successivo anno una buona parte degli utenti che arrivava sul mio sito si aspettava di trovare scarpe. Non potete immaginare il numero di telefonate che ho ricevuto da commesse in cerca di lavoro…

Risultato? Per quel periodo il mio sito mostrava una media globale di Bounce Rate significativamente alta. Pochi anni più tardi quell’azienda chiuse per fallimento.

6. Link in uscita non corretti

Questa è una situazione molto rara, ma potrebbe accadere. Se un link da un sito esterno punta al tuo sito utilizzando un testo di ancoraggio che non è attinente con i tuoi contenuti, questo link potrebbe indirizzare il traffico con aspettative che verranno deluse. Risultato: alta Frequenza di Rimbalzo.

Come ridurre il Bounce Rate

Perchè è importante ridurre il Bounce Rate

Ridurre il Bounce Rate sulle pagine più visitate significa ottenere visitatori più soddisfatti e maggiori probabilità di conversione. Di seguito vado ad elencare alcuni fattori importanti che possono aiutare a ridurre il Bounce Rate.

Come avrai già capito non esistono consigli o indicazioni di valore assoluto poichè ogni sito e ogni business ha le sue peculiarità.

1. Segmenta l’analisi

Il Bounce Rate per siti che generano alti volumi di traffico può variare molto da pagina a pagina, a causa delle numerose attività di marketing attive contemporaneamente. La migliore cosa da fare è considerare il Bounce Rate per specifiche aree del sito e per specifiche sorgenti di traffico.

Si possono usare molte dimensioni per segmentare: source, medium, campaign, landing page, etc. Analizzare i segmenti fornisce indicazioni molto più chiare e mirate piuttosto che guardare al Bounce Rate del sito in generale poichè magari è solo un canale ad alzare la Frequenza di Rimbalzo!

Ricordati: ogni azione correttiva necessita del giusto tempo per essere tracciata, monitorata e valutata. Usa le note su Analytics per tenere traccia di tutto ciò che fai.

2. Crea contenuti coerenti

Leggi la pagina che vuoi analizzare, il testo contenuto in essa è coerente con il titolo della pagina? E’ coerente con le anchor text dei suoi link interni ed esterni? Cerca di fornire nella parte alta della pagina le informazioni che l’utente si aspetta di trovare!

3. Sfrutta il motore di ricerca interno

Se il tuo sito non offre la possibilità di ricercare tra i suoi contenuti ti stai perdendo grosse opportunità. L’analisi dei termini ricercati internamente è una delle attività più valide che si possano fare per trovare idee per migliorare e ottimizzare i contenuti esistenti o per crearne di nuovi. Oramai tutti gli utenti (o una buona parte di essi) sono abituati a cercare online e sarebbe una bella svista non sfruttare questa occasione!

Il tuo sito ha già un box di ricerca? Ottimo, e dove sta? Se il box viene usato di frequente assicurati di posizionarlo in una zona ben visibile e facile da trovare, non commettere l’errore di nascondere il box di ricerca in angoli nascosti del tuo sito!

4. Apri i link in uscita in nuove pagine del browser

Questo concetto è molto semplice che spesso e volentieri viene ignorato. Se vuoi linkare risorse esterne dal tuo sito assicurati di aprirle in nuove pagine del browser in modo che il tuo sito resti aperto e attivo.

Il metodo migliore (e il più semplice) per aprire un link in una nuova pagina è aggiungendo il tag target=”_blank” nel link. Esempio: <a target=”_blank” href=”https://esempio.it” >anchor text </a>.

5. Crea una pagina 404 customizzata

A nessuno piace pensare che un potenziale cliente finisca su una pagina 404 ma questo accade e non di rado. Ci sono alcuni accorgimenti che puoi utilizzare per trasformare un evento negativo in positivo:

  • Usa i consigli di Google per creare una pagina 404 utile
  • Inserisci un box di ricerca ed il menu di navigazione principale
  • Se non sai che altro fare usa creatività e umorismo, non guastano mai!

6. Migliora la leggibilità

Online esistono diversi tool (in lingua Inglese per la maggior parte) che misurano il livello di leggibilità di un testo, mi riferisco in particolare a ciò che viene comunemente chiamato “Readability-Score” oppure “Flesch-Kincaid Score”, ovvero il punteggio di leggibilità. Quanto sono comprensibili i tuoi testi? Scivi frasi brevi e semplici, periodi troppo lunghi e mal strutturati sono più difficili da comprendere, soprattutto per i motori di ricerca.

7. Dividi le pagine troppo lunghe in sotto-pagine

Le persone hanno tempi di attenzione più brevi rispetto al passato, i testi troppo lunghi potrebbero scoraggiare l’utente, soprattutto se stava cercando una risposta rapida. Dipende dall’intento di ricerca dell’utente, in certi casi potresti considerare testi suddivisi in pagine in modo da rompere il contenuto in porzioni più piccole e più digeribili.

In diversi casi non devi preoccuparti di un alto bounce rate. La Frequenza di Rimbalzo, come definito da Google Analytics, è il numero di persone che entrano in una pagina ed escono da quella stessa pagina. Alti tassi di rimbalzo non sono sempre una cosa negativa, dopo tutto se i visitatori del sito trovano esattamente ciò di cui hanno bisogno sulla pagina è una cosa buona!

Come testare la navigazione degli utenti

In questa sezione finale dell’articolo vorrei presentare alcuni strumenti validi per analizzare il comportamente degli utenti sul sito in modo da capire cosa conviene modificare per ridurre il Bounce Rate.

1. Heatmap

Se vuoi sapere dove gli utenti cliccano sul tuo sito puoi usare le così dette Heatmaps, questo servizio è offerto da diversi portali online (e similmente da Google Analytics con la funzione In-Page Analytics).

Usa le heatmap per ridurre la frequenza di rimbalzo
Usa le heatmap per ridurre la frequenza di rimbalzo

Questi tools offrono diversi vantaggi:

  • Potrai scoprire qual è il link che gli utenti cliccano maggiormente sul tuo sito
  • Potrai scoprire dove gli utenti cercano di cliccare così da poter dedurre le intenzioni e correggere di conseguenza. Ad esempio uno studio ha dimostrato che gli utenti tendenzialmente cliccano il logo dell’azienda per tornare alla homepage, quindi se il tuo logo non è cliccabile ora hai scoperto già una cosa da migliorare
  • Capita spesso di avere sulla stessa pagina più link che puntano ad una medesima risorsa. Tramite le heatmaps potrai scoprire quale dei link è il preferito per gli utenti ed eventualmente rimuovere gli altri riducendo il numero di link on-page (Ottimizzazione SEO)
  • Se la tua pagina è molto lunga, tramite le heatmaps potrai scoprire quale parte di testo attira maggiormente l’attenzione degli utenti in modo da spostarla nella parte alta della pagina

Alcuni fornitori di questo servizio

2. On-Screen Video Recording

Questa funzione viene utilizzata per analizzare il comportamento degli utenti sul sito e consente la registrazione video dei movimenti del mouse, dei clic e dello scrolling.

Alcuni dei vantaggi di testare il tuo sito web con una funzione di registrazione video:

  • Mentre heatmaps mostrano punti su una pagina web statica, la funzione di registrazione video ti mostra come l’utente sposta il mouse per trovare ciò che cerca.
  • Può essere misurato il tempo necessario per trovare un link cliccabile, un’immagine o un logo
  • Guardando i video si può capire quale parte del sito è preferita agli utenti
  • Si può vedere come un utente naviga il sito e determinare se l’utente fa fatica o se è a suo agio
  • Si può studiare come un utente compila il modulo di contatto e determinare ciò che impedisce loro di riempirlo
  • Si possono analizzare funnel di conversione per capire dove c’è la maggior dispersione/perdita di utenti

Alcuni fornitori di questo servizio

3. Sondaggi ai visitatori

Utilizza sondaggi rapidi al termine delle visite degli utenti per tenere traccia di cosa stavano cercando ma che non hanno trovato. Questa attività se ben analizzata aiuta a ridurre il Bounce Rate.

I vantaggi di usare i sondaggi sono:

  • Conoscere le aspettative dei tuoi utenti e di conseguenza capire quale parte del tuo sito necessità miglioramenti che possano aiutare a convertire gli utenti in clienti.
  • Puoi direzionare gli utenti che stanno abbandonando il tuo sito ad un breve questionario per chiedere i motivi dell’abbandono del sito. Ovviamente non è garantito che tutti i visitatori rispondano, ma ogni informazione ricevuta potrebbe essere molto preziosa per ridurre il Bounce Rate.
  • Alcuni siti offrono anche la possibilità di lasciare feedback tramite un pulsante costantemente visibile sullo schermo.

Alcuni fornitori di questo servizio

4. Test di usabilità

Condurre test di usabilità ti aiuterà ad individuare le aree problematiche che attualmente non riescono a soddisfare le aspettative dell’utente che generalmente sono anche le aree che portano ad alti Bounce Rate.

I vantaggi dei test di usabilità sono:

  • Capire il tuo sito dal punto di vista dell’utente ed identificare le carenze
  • Migliorare l’esperienza utente
  • Spendere meno tempo con l’assistenza clienti
  • Creare una base di riferimento per misurare il ROI e successivi test.

Alcuni fornitori di questo servizio

5. Analisi delle ricerche interne al sito

Se il tuo sito ha un motore di ricerca interno dovresti tracciarlo con Google Analytics. I dati forniti ti saranno molto utili per rispondere a queste domande:

  • Qual è il termine più ricercato dai tuoi utenti? Il tuo sito ha contenuti rilevanti per quel prodotto o argomento?
  • Il termine ricercato porta ad una pagina rilevante?
  • Il termine ricercato esiste sul tuo sito?

Rispondere a queste domande ti aiuterà a capire la ragioni di un Bounce Rate alto e a trovare le migliori soluzioni per risolvere il problema

Alcuni fornitori di questo servizio

6. Live Chat

Il personale dedicato all’assistenza clienti della tua attività dovrebbe sapere esattamente perché un cliente lascia il tuo sito web, in particolare quando è disponibile una live chat.

Leggi le trascrizioni delle conversazioni e ascolta le registrazioni dal vivo per capire il motivo delle lamentele, delle insoddisfazioni magari per non aver trovato un determinato prodotto. Dall’analisi di questi dati può essere appreso davvero molto sui.

Alcuni fornitori di questo servizio

Una volta identificate le ragioni di elevate frequenze di rimbalzo sul tuo sito web, è necessario procedere con modifiche utilizzando A/B test al fine di trovare il miglior compromesso.

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Commenti |7

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  1. davide 1 commento

    Grazie per le informazioni riguardanti il Bounce rate, ma volevo porre una domanda il view report di aruba mi dice che il Bounce è di circa il 5% questo dato significa che è basso o alto?

    1. Giovanni Sacheli 759 risposte

      Ciao Davide, per misurare il Bounce Rate (e tutti i KPI di navigazione ed usabilità del sito) ti consiglio di usare Google Analytics. Un bounce rate del 5% mi sembra troppo basso per essere un numero vero e sinceramente non ho mai usato la reportistica di Aruba.

  2. Filippo 1 commento

    Ciao Giovanni,

    complimenti per tutte le guide, molto utili, ti volevo chiedere una cosa, riguardo al rallentamento delle pagine, io ho una sezione che è quella dei cataloghi /cataloghi-e-listini-2/ che è una delle più visitate, a parte la pagina principale dove ci sono tutte le minifoto di ogni catalogo, questa pagina linka a ogni articolo con il proprio catalogo e listino prezzi, a cui i visitatori arrivano direttamente da google nella riceca del singolo catalogo, ogni catalogo ha il suo articolo quindi con il listino prezzi che è caricato sul sito ed è di solito di pochi K o 1 mega più o meno, mentre il catalogo è ostato su una piattaforma famosa esterna che è “issuu” per i cataloghi, ora come vedrai il caricamento esterno è più lento, esiste qualcosa per aumentare la velocità di caricamento di parti esterne?

    Sto cercando di mettere a posto e ottimizzare il sito, ora dovrò anche cambiare il theme per dargli un aspetto più moderno e ottimizzato, quel theme è vecchio, anche cambiare questo non è facile, visto che quelli che mi piacciono sono più larghi e hanno una colonna articolo più larga e io ho molte foto in colonna che sono 620px e non posso allargarle altrimenti perdo la qualità e dovrei sostituirle a mano, ma su 800 aricoli è un lavoraccio :-), comunque a parte quest’ultima cosa che risolverò, per l’altra sai se esiste qualcosa?

    Grazie

  3. Giovanni Sacheli 759 risposte

    Ciao Filippo, prova con il prerender (https://developers.google.com/chrome/whitepapers/prerender?csw=1), prefetch (https://developers.google.com/speed/articles/prefetching) o preload (http://w3c.github.io/resource-hints/).

    In pratica basta inserire nella pagina che contiene i link esterni un comando che, non appena termina il caricamento della pagina in cui è inserito, ordina al browser di scaricare le risorse rendendo praticamente istantanea l’apertura del documento linkato.

    Es:

    Aggiornami sui risultati se riesci :)

  4. Lorenz Crood 1 commento

    Wow! Articolo ben scritto e completo al top!

  5. Antonio Mecca 4 commenti

    Ciao Giovanni, ho letto adesso il tuo articolo. Non è mai troppo tardi :D.
    Che dire, il post effettivamente è proprio una guida!
    Diversi punti da te citati li utilizzo anche io con ottimi risultati da diverso tempo.

    Ho anche io creato un post sui metodi per abbassare la frequenza di rimbalzo, inserendo diverse soluzioni.
    Vorrei un tuo parere e sopratutto ti chiedo di aggiungere quelli che secondo te potrebbero essere altri metodi che non ho citato. Ecco il link: https://www.antoniomecca.com/frequenza-rimbalzo/ .
    Grazie per aver condiviso.
    Un saluto

    1. Giovanni Sacheli 759 risposte

      Ciao Antonio, grazie per il commento e per il link! E’ sempre utile avere a disposizione confronti e punti di vista :)

      A presto

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