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Aprire un sito eCommerce e renderlo profittevole è tutto tranne che facile, se poi aggiungiamo i classici errori o dimenticanze che si commettono in fase di avvio è facile capire perché la maggior parte di queste attività fallisce dopo poco tempo.

Da quando sono consulente SEO ho conosciuto molte realtà differenti tra loro, alcune hanno avuto grande successo, altre lo hanno mantenuto, altre invece hanno fatto solo grandi buchi nell’acqua perdendo tempo e soldi. Perché? Perché non avevano considerato aspetti come il mercato, la concorrenza, i prezzi, gli investimenti necessari e così via.

In questa pagina vorrei mostrarti un processo logico in grado di aiutarti ad avviare un sito eCommerce. Elenco e descrivo tutte quelle attività che andrebbero pianificate con cura prima di buttarsi nella vendita online. La finalità è quella di evitare errori tipici di chi affronta con pigrizia, superficialità, o semplicemente incompetenza, un progetto eCommerce ai giorni nostri.

Prima di partire

Ho inserito nel primo punto tutte quelle attività esterne al web marketing che comunque non possono essere ignorate, sia a livello di tempo necessario per gestirle, sia a livello di costi che queste attività comporteranno in fase di avvio ed in modo continuativo durante la vita dell’attività.

Prima di avviare un sito web eCommerce avrai bisogno di:

  • Business plan: definisci un piano di budget da 1 a 3 anni e soprattutto un tetto massimo di perdite accettabili. Questa attività è importante e non deve sfuggirti nessun costo. Se non hai mai fatto un business plan potresti leggere questa guida del Il Sole 24 Ore.
  • Burocrazia: servono i permessi del comune, una società o una partita IVA. Inizia a farti un’idea con questa guida di PMI.
  • Logistica: i tuoi prodotti devono essere stoccati da qualche parte, quindi ti serve un magazzino. Di solito si tende a far organizzare questo aspetto a società specializzate, ma come sempre dipende. Amazon ha la sua logistica, il sig. Rossi che vende le sue cravatte artigianali non ha bisogno di logistica e magazzino, fa tutto a casa sua o in un piccolo capannone. Cerca di trovare la soluzione più semplice per le tue necessità.
  • Spedizione: se decidi di gestire in autonomia la logistica devi scegliere il servizio di spedizione più adatto alle tue necessità.
  • Ordini: devi organizzare il personale per la gestione degli ordini e dei resi. Anche in questo caso puoi fare internamente o affidarti a terzi.
  • Customer care: le lamentele dei clienti vanno gestite in fretta e al meglio. Fate da soli o vi appoggiate a sevizi esterni?
  • Metodi di pagamento: come potrà pagare il cliente? Valuta l’utilizzo di PayPal, bonifico bancario, carta di credito, contrassegno, buoni omaggio, buoni sconto.
  • Partner: la scelta dei partner giusti è una scelta critica. Dedica il giusto tempo alla selezione degli elementi chiave per il tuo eCommerce, come ad esempio la web agency o il webmaster, l’agenzia o il consulente SEO, il possibile esperto di UX ed il grafico. Le figure che possono venire coinvolte in un progetto sono molte e vanno selezionate con cura.
  • B2B o B2C: ultimo ma non meno importante – definisci con cura il tuo mercato e anche i paesi dove vorrai vendere. In base al tuo target dovrai prendere decisioni differenti, un sito eCommerce B2C (Business To Consumer) ha caratteristiche differenti da un sito web di vendita B2B (Business To Business).

Non voglio entrare nei dettagli di queste attività dato che non è il mio campo professionale, ricordati però che questi sono tutti elementi che vanno definiti e tenuti in considerazione in fase di business plan.

Dopo il business plan ti consiglio le analisi di mercato. Prima di riempire gli scaffali virtuali devi farti fare delle analisi da persone specializzate, è importante capire a fondo il mercato ed i competitor. I soldi che investirai in queste analisi sono tutti soldi che risparmierai quando andrai online. Chi salta questa fase ha pochissime possibilità di successo.

Analisi delle parole chiave

Non esiste una strategia SEO senza l’analisi delle parole chiave. Chiedi al tuo consulente di eseguire un’analisi approfondita delle abitudini di ricerca del consumatore, i dati che emergono da questo tipo di studio sono fondamentali per approcciare in modo efficace il mercato.

L’analisi delle parole chiave permette di:

  • valutare la grandezza del tuo mercato online
  • capire cosa cercano gli utenti online
  • capire se c’è traffico su determinate parole chiave
  • stimare il media budget mensile da investire in campagne PPC
  • definire i termini strategici per le sezioni logiche e le categorie del sito
  • definire un piano editoriale di contenuti informativi

Ora che hai il database con tutti i termini strategici del tuo settore puoi procedere con l’analisi dei tuoi reali competitor online: chi sta ricevendo traffico dai motori di ricerca per le tue keyword strategiche?

Analisi dei competitor online

Studiare il mercato per identificare i competitor online è la seconda attività di analisi utile per ottenere il massimo dal proprio investimento. Conoscere chi sono i player da battere permette di studiare le loro strategie, quelle vincenti. Inoltre, permette di evidenziare i loro punti di debolezza per sfruttarli a proprio vantaggio. L’analisi dei competitor online è una SWOT analysis dei siti più visibili su Google per la tua nicchia di mercato.

Lo studio permette di:

  • identificare i siti web più visibili su Google per il tuo settore
  • identificare i loro punti di forza
  • identificare i loro punti di debolezza
  • stimare la brand awareness dei top player
  • stimare il budget speso dai competitor per essere dove sono
  • valutare la fattibilità di entrare nel mercato
  • definire obiettivi ragionevoli, a medio e lungo termine

Analisi del prodotto

Non dirmi che vuoi fare un eCommerce di scarpe alla moda, per favore. Il successo di un negozio online è dato anche dal prodotto:

  • Vendi un prodotto che gli altri non hanno?
  • Vendi un prodotto a prezzo inferiore?
  • Vendi un prodotto con servizi aggiuntivi unici?
  • Quali sono i punti di forza del tuo prodotto?
  • Perché gli utenti dovrebbero acquistare il tuo prodotto?

Su internet troviamo già tutto, c’è davvero bisogno del tuo prodotto?
È importante darsi risposte a queste domande prima di mettere in piedi un business online.

Definisci un budget

Mi capita di valutare startup e progetti online e, mi spiace dirlo, ma buona parte di questi progetti non ha le gambe per correre. Quando si parla di investimenti e budget in genere le persone abbassano lo sguardo e già qui si capisce molto.

Ogni settore ha le sue caratteristiche e la sua competizione, non c’è un investimento minimo che garantisca il successo. Certo è che se vuoi fare concorrenza ad un sito che è costato 500.000 € di sviluppo e ne investe altrettanti in marketing ogni anno, dovrai mettere sul piatto una cifra simile, o dovrai spenderli meglio di lui.

I costi che dovrai allocare al budget sono:

  • Tutti i costi anticipati al punto uno: logistica, spedizioni, customer care, …
  • Costi di sviluppo del sito web: come per le auto ci sono siti da 500€ e siti web da 500.000€ (e oltre). Consulta il tuo SEO per capire di cosa hai realmente bisogno.
  • Costi mensili in web marketing: costi SEO, media budget PPC, Social, Email marketing e marketing automation. Giusto per dire i canali più utilizzati.
  • Costi del personale

Definisci CMS ed integrazioni

In merito all’infrastruttura puoi scegliere di affidarti a società come YOOX che ti gestiscono tutto, dalla piattaforma web alle spedizioni, oppure puoi investire in un sito tutto tuo.

Le domande critiche sono:

  • Quale CMS si adatta meglio al catalogo che devi vendere?
  • Quale CMS ha le funzionalità necessarie?
  • Quale CMS richiede meno customizzazioni?
  • Quale CMS si integra meglio con il tuo gestionale?

Per fare eCommerce ci sono molti sistemi e CMS, per elencare i più blasonati troviamo (in ordine di complessità):

  • Magento (leggi la guida SEO)
  • Prestashop (leggi la guida SEO)
  • OpenCart
  • Woocommerce
  • Shopify

… ce ne sono molti altri. Chiedi consulenza al tuo SEO, saprà aiutarti a scegliere la soluzione più adatta alle tue necessità. Non dimenticare di chiedere il parere anche al tuo sviluppatore: è lui che dovrà programmare, se preferisce PHP non prendergli un sistema in ASPx, a meno che tu non voglia cambiare sviluppatore.

Definisci le caratteristiche del tuo hosting

L’hosting è il motore del sito web. Il motore di un sito eCommerce è fondamentale, una potenza sotto dimensionata renderà il sito inutilizzabile, lento e di conseguenza otterrà poche vendite.
Anche per l’hosting i range di prezzi che troviamo sul mercato sono davvero ampi: andiamo da hosting super economici da 10€/anno a hosting super professionali da migliaia di € al mese.

In particolare, andranno definiti i seguenti aspetti:

  • requisiti tecnici hardware
  • requisiti software (sistema operativo, tipo di web server, tipo di database, linguaggi di programmazione installati, …)
  • le potenzialità del server: RAM, CPU, capacità e velocità SSD, banda massima, …
  • server stage: sarà necessario avere anche un server clone per attività di sviluppo.
  • servizi aggiuntivi: spesso il solo server non basta, per certi siti serve ad esempio una CDN, un load balancer, un firewall, un sistema di backup, …)

Se non sei un ingegnere informatico oppure un esperto webmaster/sviluppatore, è meglio se chiedi aiuto al tuo SEO: sarò ripetitivo ma è così, fidati, un SEO può farti risparmiare un sacco di soldi evitando scelte sbagliate. Un consulente SEO competente saprà indicarti le caratteristiche ottimali del server in modo da rendere il sito veloce e performante.

Definisci la struttura del sito web

I contenuti/prodotti di un sito eCommerce devono essere organizzati in modo logico e la navigazione deve essere semplice e chiara. Gli utenti devono trovare con facilità quello che cercano.
Ora hai tutto quello che serve per definire (assieme al tuo SEO) le sezioni logiche del sito web, le categorie e la navigazione.

  • Definire le sezioni del sito: quali sono le categorie merceologiche che vuoi proporre? Quali categorie hanno un importante traffico di ricerca?
  • Definire la navigazione: quali strade porteranno gli utenti dalla home al prodotto? Quali sono i percorsi più brevi per far convertire il visitatore?
  • Definire l’alberatura e link interni: ci sono categorie di primo e secondo livello? Ci sono solo categorie di primo livello? Ci sono gerarchie?
  • Definire la struttura di URL: utilizza URL SEO friendly e definisci se usare le gerarchie oppure URL piatti con i prodotti tutti al primo livello.

Definisci filtri e funzionalità avanzate

Agli utenti piace usare strumenti che conoscono, gli eCommerce hanno elementi ormai divenuti standard che tutti si aspettano di ritrovare. Navigare una lista di 100 prodotti senza filtri non è semplice e potrebbe generare confusione nell’utente. Definisci quali sono i filtri più utili per i tuoi prodotti, usa l’analisi delle parole chiave per trovare nuove possibilità di filtri.

In base alla funzione del filtro potrai valutare se implementarlo via URL con parametro, via JS o altro. Dovrai anche valutare quale filtro fare indicizzare ai motori di ricerca e quali invece canonicalizzare.

Insieme al tuo SEO ragiona su filtri e funzionalità aggiuntive:

  • Definire i filtri necessari
  • Definire l’indicizzazione dei filtri con canonical tag
  • Serve un configuratore di prodotti?

Definisci i contenuti di testo

Non mi stancherò mai di dirlo: a Google i listati di prodotti non piacciono! I listati vanno presentati (sia a Google ma anche per gli utenti) con del testo dedicato, un testo introduttivo. Il testo aiuta Google a comprendere meglio la pagina per poi associarla ad un numero maggiore di parole chiave.

Idem per le schede prodotto: se copi la stessa descrizione presente in altri 1000 siti, Google non ti darà grande visibilità.

Assieme al tuo SEO definisci:

Definisci le linee guida SEO per lo sviluppo

Le web agency fanno le web agency, i SEO fanno i SEO. Sbagli se pensi diversamente.

Chi fa siti web non ha le logiche di un SEO. Per sviluppare un sito in grado di ottenere risultati su Google è giusto dare dei paletti da rispettare, regole e linee guida tecniche che il webmaster o la web agency dovranno seguire durante lo sviluppo del sito web. Prevenire i problemi è il metodo migliore per evitare perdite di traffico e fallimenti, quindi definire prima le regole di sviluppo del sito è sicuramente un’ottima strategia.

Le linee guida SEO devono indicare agli sviluppatori le regole principali da seguire e gli elementi che non possono mancare per una buona SEO. Ad esempio:

  • come evitare duplicazioni
  • come gestire il tag rel canonical
  • come gestire i parametri URL
  • come compilare i meta tag
  • Quali sono i tipici errori da evitare su un sito eCommerce
  • definire le linee guida SEO copy per chi scrive i testi
  • definire gli elementi base come robots.txt e sitemap.xml
  • come impostare il web server
  • come ottimizzare la velocità di caricamento delle pagine

Segui lo sviluppo del sito, senza esagerare

È la tua creatura, seguine lo sviluppo assieme al tuo SEO:

  • Anticipa le modifiche invece di svegliarti alla fine chiedendo mille cose: affianca i webmaster day by day.
  • Non fare da collo di bottiglie: rispondi in fretta alle domande degli sviluppatori.
  • Non rompere le balle a chi sta lavorando: se mi stressi uno sviluppatore hai solo da perderci. Definisci le tue regole e poi lascia lavorare.

Fai testare il sito

Prima di andare live con il sito chiedi al tuo consulente di eseguire un SEO audit approfondito per scovare criticità tecniche e di contenuto. I problemi ci sono sempre, non ho mai visto un sito perfetto andare live. Meglio perdere una settimana per sistemare tutti gli aspetti che andare live con un lavoro incompleto.

Gestisci le attività di web marketing

È ora di spendere soldi. Un sito web va avviato, promosso, spinto. I clienti non cadono dal cielo!

Invita a cena il tuo SEO ed il team di web marketing e magari cogli l’occasione per definire…

  • le campagne SEO
  • le campagne PPC
  • le campagne display
  • le campagne social
  • le campagne email
  • le campagne di marketing automation
  • le campagne di remarketing search & social

Monitora i risultati e migliora costantemente

Offerte e contenuti del sito vanno costantemente migliorate. Nel web marketing non si arriva mai, si è sempre in viaggio verso la prossima meta. Chi cresce è chi innova ogni giorno!

Inizia pianificando controlli e monitoraggi dei dati. Partendo dai dati è possibile definire strategie migliorative, ogni scelta deve essere data driven.

  • monitora i dati di web analytics
  • monitora i dati di search console

Credo che questa guida racchiuda buona parte di quello che ti serve sapere, se hai altro da aggiungere lascia un commento!

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Autore

Commenti |3

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  1. mauro 1 commento

    Grazie.
    Devo sviluppare un progetto per la scuola e mi avete dato parecchie informazioni in breve tempo .
    spero di riuscire a finalizzare il mio progetto …..anche se è solo virtuale.
    comunque grazie

  2. Diego Fiordi 3 commenti

    Ciao Giovanni, complimenti per l’articolo.
    Sapresti dirmi i pro e contro di scrivere una struttura di URL a gerarchie rispetto a quella con URL piatti?
    Quali vantaggi e svantaggi ho scegliendo una struttura piuttosto che un’altra?

    Grazie mille

    1. Giovanni Sacheli 752 risposte

      Ciao Diego, cerco di riassumere al volo pro e contro di una struttura URL gerarchica.

      PRO
      – I SILO (le cartelle negli URL per intenderci) aiutano la SEO e gli utenti. Google comprende meglio le aree logiche del sito e gli utenti possono navigarlo tagliando gli URL.
      – Breadcrums coerenti con una struttura URL danno un forte segnale a Google sulle sezioni del sito.
      – I report Google Analytics sono facilmente filtrabili per sezione.
      – è possibile registrare profili Search Console per ogni cartella, particolarmente utile per siti grossi oppure se i SILO sono le cartelle delle lingue.

      CONTRO
      – possono generarsi URL lunghi
      – alcuni CMS, come Magento 1, generano duplicazioni se si inseriscono le schede prodotto sotto la categoria di appartenenza, o peggio in più categorie. Questo problema si gestisce con il tag rel canonical o con interventi di customizzazione.

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