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Ci sono tanti motivi per rendere il tuo sito web più veloce: maggiori pageview, tassi di conversione più elevati, costi di banda inferiore e perché no, posizioni migliori nei risultati di Google. PageSpeed e GTmetrix valutano il tuo sito con una brutta “D”? Continua a leggere…

Quella che segue è una serie di ottimizzazioni per rendere più snello e veloce il tuo sito web:

  1. Cerca di ridurre al massimo le richieste HTTP necessarie a caricare la pagina.
  2. Riduci, se possibile evita, i cookie. Ogni cookie è una richiesta HTTP.
  3. Riduci, se possibile evita, strumenti di terze parti installati a tempo indeterminato. Ogni JavaScript è una richiesta HTTP ed un file da scaricare. Definisci un periodo di test in cui tracciare ed analizzare i dati, poi rimuovi questi strumenti.
  4. Riduci il TTFB (Time To First Byte) ed il TTLB (Time To Last Byte).
  5. Quando possibile evita i pulsanti social basati su JavaScript e opta per la versione light in puro HTML.
  6. Testa una Content Delivery Network (CDN). Cloudflare, ad esempio, ha un piano gratuito e potrebbe migliorare le performance del tuo server con un minimo sforzo.
  7. Inserisci le tue immagini su CDN con un dominio separato. Servizi come “Amazon S3” rendono il processo semplice. Apri un account S3 storage. Punta un tuo sotto-dominio come “immagini.tuosito.com” all’S3 storage e carica li le immagini. I web browser possono caricare da diversi domini contemporaneamente, creando l’impressione che il sito sia più veloce. Inoltre userai meno banda sul tuo server e meno CPU. Ogni piccolo bit aiuta! Puoi anche inserire le tue immagini su Flickr e usarlo come dominio separato.
  8. Comprimi le immagini usando il giusto tipo di file. Usa la compressione senza perdita di qualità “lossy” in JPEG per le immagini di grandi dimensioni e molti colori. Usa la qualità “lossless” per immagini PNG e GIF con pochi colori.
  9. Ridimensiona le immagini prima di caricarle sul server e non ridimensionarle usando soltanto gli attributi HTML altezze e larghezza. Usa Photoshop o fireworks o quello che preferisci. Obbligare la gente a scaricare un’immagine larga 1.000 pixel per visualizzare una piccola thumbnail è crudele.
  10. Per piccole immagini ricorrenti nel sito (ad esempio icone o pulsanti) considera l’utilizzo di Sprites CSS.
  11. Scrivi un codice HTML pulito, riduci i commenti o rimuovili dove possibile. Confronta il TEXT/HTML ratio tuo e dei top competitor con questo tool gratuito.
  12. Dai priorità al rendering degli elementi nella sezione della pagina above the fold. Questa implementazione, critical CSS, la puoi ottenere spezzettando il CSS ed inserendo nell’HTML le regole CSS in-line chiamate per prime.
  13. Se possibile utilizza un file CSS separato per sezioni o template del sito, non inserirlo completo in ogni singola pagina altrimenti avrai un basso valore di Coverage.
  14. Dividi il file CSS se è troppo grosso. Crea un foglio di stile che gestisca solo le regole usate nelle pagine ripetute (ad esempio header e footer). Quindi crea un foglio di stile separato per ogni pagina unica: la homepage, un articolo particolare, una pagina prodotto, ecc. Fai caricare soltanto i dati che servono.
  15. Potrebbe esserti utile imparare il linguaggio di stile CSS. Se usi page builder evita di usare fogli di stile forniti nei template grafici perché includono spesso regole che non userai (come le varianti di colore del tema).
  16. Se puoi usare <p> invece che &nbsp; salverai molto spazio!
  17. Inserisci i codici JavaScript in un file JS unico, non inserirlo in ogni pagina. Se lo inserisci in ogni pagina i browser dovranno scaricarsi quel codice ogni volta. Se lo tieni in un file separato i browser lo metteranno in cache senza doverlo rileggere ogni caricamento pagina.
  18. Prova a spostare le chiamate a dipendenze JS alla chiusura del body.
  19. Ritarda il caricamento dei codici JavaScript il più a lungo possibile. Leggi questa guida sugli attributi async e defer per file JavaScript.
  20. Abilita ed imposta la compressione GZIP sul tuo web server. Non esagerare con il livello di compressione altrimenti perderai il beneficio ottenuto da GZIP.
  21. Abilita il browser caching, è una implementazione molto semplice e porta risultati tangibili.
  22. Riduci tutto al minimo: HTML, JavaScript e CSS. Salva una versione completa di tutto e inizia a tagliare il superfluo. I pacchetti pre-confezionati di CSS e templates caricano un sacco di dati non necessari che aumentano la banda usata e rallentano il tuo sito.
  23. Riduci i redirect. Il redirect 301 va bene per la SEO ma 5 redirect consecutivi hanno l’effetto opposto. Non usare il redirect 301 se non è strettamente necessario, meglio correggere il link di partenza.
  24. Trova e correggi gli errori 404.
  25. Correggi eventuali problemi di link canonical. Correggere non vuol dire usare “rel=canonical”, vuol dire essere sicuri che ogni pagina abbia un unico indirizzo, univoco. Questo accorgimento aumenterà le performance di caching, riduce l’uso di memoria e rende il sito più veloce.
  26. Investi in un hosting valido, ci sono cloud hosting molto validi. Se stai usando il server nel garage del tuo amico, a 5€/anno, non aspettarti di battere record di velocità. A meno che tu non sia un geek più che serio, ti converrà spendere qualche euro in un hosting professionale e ben settato. Ci sono ottimi servizi di shared hosting, ma i migliori risultati si possono ottenere soltanto con server dedicati e Cloud hosting.
  27. Imposta un sistema di cache server side oppure esterno. Se stai usando WordPress e non hai accesso al server, usa plugin come W3 Total Cache. Se usi un altro tool impara tutte le sue potenzialità di caching. Ricordati che gli applicativi lato server sono più rapidi dei rispettivi plugin per WordPress.
  28. Punta alle pagine statiche. Se stai costruendo il tuo sito in PHP, ASP o con altri linguaggi, si presume che tutto il sito userà quel linguaggio. Alcune pagine come “chi siamo” oppure “privacy” possono essere fatte in semplice html. Così facendo riduci le chiamate al server e il carico sulla CPU. Non è molto ma è un guadagno immediato.
  29. Se stai scrivendo in .NET, impara a comprimere i file VIEWSTATE. Questo oggetto occupa molto spazio e se non ti serve toglilo completamente.
  30. Configura correttamente la gestione della memoria del tuo server. Se il tuo server crasha ogni volta che sono connessi più di 20 utenti, forse è il caso che chiedi aiuto ad un sistemista esperto!
  31. Se possibile usa un database su un server diverso. Se hai un sito molto trafficato ti conviene mantenere separato il web server dal server del database. Le connessioni col database usano molte risorse ed è meglio lasciare il web server libero.
  32. Non usare la connessione sicura SSL se non è strettamente necessario. Cifrare tutte le connessioni è una operazione onerosa per CPU e banda.
  33. Se usi Apache, carica soltanto i moduli che ti servono. Il setup di default potrebbe caricare moduli che tu non utilizzi.
  34. Se usi Apache impara ad usare “AllowOverride” quando ti serve un DNS lookup.
  35. Se usi Internet Information Server (IIS) impara ad analizzare il log delle prestazioni e buttati nel tweaking!
  36. Impara ad usare un acceleratore per server come Squid, oppure ad usare Apache o Nginx come un proxy di caching. I proxy di caching e gli acceleratori di server sono studiati per immagazzinare le tue pagine web dinamiche e renderle disponibili in tempi molto ridotti. Ci sono siti che ottengono prestazioni 3x superiori con un server Squid al posto giusto.
  37. Se usi Nginx sfrutta al massimo fastCGI cache per ridurre i tempi di risposta e gestire carichi di lavoro più pesanti.
  38. Ottimizza il database mySQL con le funzioni query_cache_size e query_cache_type che puoi modificare nel file di configurazione in /etc/my.cnf.
  39. Sfrutta le tecniche di Prerender e Prefetch per velocizzare i caricamenti successivi.
  40. Valuta come implementare HTTP2 Server Push sulle risorse prioritarie.
  41. Aggiorna i software del web server, PHP e MySQL.
  42. Utilizza un applicativo sul server per memorizzare in RAM gli script PHP già eseguiti, come OPCACHE.
  43. Utilizza un applicativo sul server per memorizzare in RAM le query più frequenti verso il database, come Memcached o Redis.

Come testare le performance

Ci sono diversi strumenti utili a tal fine, i miei preferiti sono:

Hai altro da aggiungere? Correzioni o consigli? Lascia un commento e se valido lo implementerò, grazie!

Buon Natale e buone feste!

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Commenti |4

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  1. Filippo 8 commenti

    Le Regole 2 e 34 non mi trovano d’accordo.
    La 2 va bene…cioè, ok ridurre i cookie. Ma non è vero che ad ogni cookie corrisponde una chiamata HTTP (a meno che parliamo di cooke js, che però sarebbe meglio disabilitare tramita apposita direttiva).
    La cifratura SSL…beh, ormai è un MUST.

    1. Giovanni Sacheli 759 risposte

      Ciao Filippo, be almeno con le altre 38 sei d’accordo :)

      Hai in parte ragione, non dimenticare che i siti web variano tanto uno dall’altro ed è giusto consigliare ottimizzazioni a 360° secondo il mio punto di vista. Se poi non si adatta al tuo caso particolare è un altro discorso. Ci sono cookies che richiedono chiamate http e comunque ssl è un costo per cpu. In questa guida volevo elencare tutte le potenziali ottimizzazioni, a prescindere dal caso particolare.

      Grazie per il commento!

  2. Crasso Tasso 1 commento

    Ottima carrellata di consigli, grazie Giovanni, avrò un po di lavoro da fare :D

    1. Giovanni Sacheli 759 risposte

      Grazie a te Crasso per aver lasciato il commento!

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