Questa è la nuova edizione della checklist che uso negli audit SEO tecnici: 108 controlli divisi in 21 aree, dall’infrastruttura del dominio fino alla visibilità nelle risposte dei motori AI. Sostituisce il template Excel e PowerPoint pubblicato su questa pagina dal 2014. La scarichi gratis con il modulo qui sotto; in pagina trovi il metodo, l’elenco delle aree e tre controlli completi come anteprima.
In breve
- 108 controlli in 21 aree, ognuno con una priorità da 1 a 10 che dice quanto pesa nell’audit e quanto va approfondito.
- Ogni controllo si chiude con uno stato (OK, WARNING o ERRORE), le evidenze che lo sostengono e le azioni correttive.
- Copre anche la ricerca AI: accessibilità per gli agenti, regole per i crawler AI, presenza nelle AI Overviews, report di Bing Webmaster Tools e di Search Console sulle risposte generative.
- È un file HTML che si apre nel browser, con l’indice laterale delle 21 aree, il tema chiaro o notte e un layout pensato per la stampa. Nella stessa cartella c’è la versione Markdown del testo.
- Il link non cambia: quello che ricevi via email porta sempre all’ultima edizione.
Scarica la checklist
Inserisci la tua email nel modulo: ricevi un messaggio con il link alla cartella che contiene la checklist. Il file viene aggiornato spesso, quasi ogni mese, e il link resta lo stesso: salva l’email e scaricherai sempre la versione più recente.

Come si usa la checklist
Un crawler o una piattaforma SEO segnalano sintomi, ma devono adattarsi a infinite configurazioni e non conoscono il contesto del sito: un audit fatto solo con i loro report si ferma alla superficie. La checklist serve a guardare ogni area con lo stesso metodo, a non saltare nulla e a distinguere un problema verificato da uno solo sospettato.
Cosa serve
- una scansione completa con Screaming Frog, con il rendering JavaScript attivo se il sito ne dipende;
- l’accesso a Google Search Console (ed eventualmente a Bing Webmaster Tools);
- i log del web server, quando il cliente li fornisce;
- almeno un tool di analisi dei backlink;
- Chrome DevTools, Lighthouse e PageSpeed Insights.
Priorità, stati ed evidenze
La priorità decide la profondità dell’analisi:
- 8-10: analisi a fondo, su tutti i template del sito;
- 5-7: analisi intermedia;
- 1-4: verifica rapida.
Lo stato chiude il controllo: OK, WARNING o ERRORE, sempre con le evidenze raccolte e le azioni correttive. Se un dato non si riesce a verificare, perché mancano i log o un accesso, il controllo va dichiarato come non eseguito, con il motivo: “non verificato” non diventa mai “nessun problema”.
Il numero di partenza: le pagine indicizzabili
Molti controlli usano lo stesso denominatore: le pagine indicizzabili, cioè le pagine HTML o PDF con status 200, senza noindex e con canonical autoreferenziale o assente. Sono le pagine che il sito chiede a Google di indicizzare, e da quel numero dipendono i cinque rapporti del controllo 6.3:
- Sitemap ratio: URL unici in sitemap / pagine indicizzabili, atteso fra 90% e 110%.
- Index ratio: pagine indicizzate in Google / pagine indicizzabili, atteso fra 80% e 120%.
- Crawl ratio: pagine scansionate al giorno da Googlebot / pagine indicizzabili, atteso oltre 80%.
- Quality ratio: pagine incluse / pagine escluse nel report Pagine di GSC, atteso oltre 10%.
- Render ratio (solo siti JavaScript): pagine renderizzate correttamente / pagine indicizzabili, atteso fra 80% e 100%.
Per l’index ratio contano le pagine con almeno un’impressione negli ultimi 12 mesi; su una proprietà di dominio il conteggio include tutti gli host, quindi va dichiarato o va ristretto il denominatore agli stessi host. Il crawl ratio richiede le statistiche di scansione di GSC o i log: i dati di un crawler non bastano. Come leggere questi numeri sul tuo sito lo spiego nella guida su come valutare l’indicizzazione.

Le 21 aree della checklist
L’ordine segue quello in cui conduco l’audit: prima su cosa poggia il sito, poi come Google lo scansiona e lo indicizza, quindi architettura, codice, contenuti e prestazioni, infine segnali esterni, fiducia e visibilità nelle risposte AI.
| Area | Controlli |
|---|---|
| 1. Infrastruttura | 6 |
| 2. Google Search Console | 1 |
| 3. Robots.txt | 1 |
| 4. Sitemap XML | 1 |
| 5. Crawling e rendering | 4 |
| 6. Indicizzazione | 12 |
| 7. Traffico organico in GSC | 1 |
| 8. Struttura degli URL | 4 |
| 9. Link interni e architettura | 11 |
| 10. HTML, CSS e JavaScript | 8 |
| 11. Come Google vede il sito e CMS | 3 |
| 12. Markup e dati strutturati | 6 |
| 13. Meta tag e contenuti | 7 |
| 14. Immagini | 7 |
| 15. Pagina 404 e sitemap HTML | 2 |
| 16. Contenuti, UX e mobile | 10 |
| 17. Performance | 4 |
| 18. Backlink e presenza locale | 7 |
| 19. Spam e qualità | 5 |
| 20. E-E-A-T | 1 |
| 21. AI Search Readiness | 7 |
Le aree più corpose sono Indicizzazione (12 controlli, dagli status code ai security header) e Link interni e architettura (11). L’ultima, AI Search Readiness, misura se il sito è leggibile dagli agenti AI e quanto viene citato nelle risposte generative di Google e di Bing.
Anteprima: tre controlli dalla checklist
Ogni controllo ha un numero, una priorità, le voci da verificare, gli strumenti e i link agli approfondimenti. Il primo è il 3.1 sul robots.txt, priorità 10/10, così come appare nel file.

12.3 rel canonical, priorità 10/10
- Ogni URL indicizzabile ha un solo
<link rel="canonical">, nell’<head>? Nel<body>il tag non è valido; con più canonical Google li può ignorare tutti. - Ci sono pagine senza canonical?
- L’URL è assoluto, in HTTPS, con host e trailing slash coerenti con la pagina reale? Attenzione alle maiuscole:
/Paginae/paginasono URL diversi. - Le pagine canonicalizzate verso altri URL lo sono a ragione?
- Ci sono canonical con parametri? Non è un errore in sé, ma va verificato.
- Il canonical è dichiarato anche nell’header HTTP (
Link: <url>; rel="canonical", utile per i PDF)? Se è presente in entrambi, i due valori coincidono? - L’URL in sitemap è quello canonico, non una variante?
- Controlla a mano: home, le 10 pagine con più traffico organico, le 10 con più conversioni, una pagina per template (categoria, prodotto, articolo, tag, archivio, ricerca), le pagine con filtri e ordinamenti.
Approfondimento: rel canonical.
21.1 Accessibilità per gli agenti AI, priorità 8/10
- Cookie wall: la pagina mostra il contenuto solo dopo il consenso? Blocca davvero solo se il testo non è già nell’HTML: un agente non clicca sui banner.
- Al primo accesso senza cookie il sito fa un giro di redirect (SSO passivo, redirect di consenso) che si completa solo se il client conserva i cookie? Un fetcher AI senza stato resta bloccato su una pagina di errore, mentre un browser passa.
- Ci sono login wall o paywall su contenuti che dovrebbero essere pubblici? Un form di login nell’header non è un login wall.
- Senza JavaScript il body è vuoto o quasi? Molti agenti leggono solo l’HTML grezzo.
- Ci sono challenge anti-bot (captcha, verifiche JavaScript) o un WAF così aggressivo da escludere bot legittimi?
- Il sito risponde in modo diverso in base allo user agent? Confronta un browser, GPTBot, ChatGPT-User e una richiesta senza user agent. Pagine indicizzabili che rispondono 403 o 503 ai client non browser sono un problema.
Strumenti: isitagentready.com. Approfondimento: AI ready check.
Dall’audit al piano d’azione
L’audit si chiude con un executive summary che trasforma i 108 controlli in decisioni:
- un punteggio complessivo su 100 e un punteggio da 0 a 10 per area, con il relativo stato;
- i dati chiave della scansione: URL scansionati, pagine indicizzabili, index ratio;
- i 20 problemi più critici, ordinati per impatto;
- i quick win, cioè le azioni ad alto impatto e basso sforzo;
- una roadmap in quattro fasi: urgente (1-2 settimane), prioritaria (2-4 settimane), strategica (1-3 mesi), evolutiva (3-6 mesi), con sforzo e impatto per ogni azione;
- l’elenco delle verifiche non eseguite, con il motivo e il modo per completarle.
Se preferisci che l’analisi la conduca io, con la stessa checklist e il report finale, trovi i dettagli nella pagina del servizio di audit SEO.
Da dove viene questa checklist
La prima versione è del 2012. Dal 2014 l’ho distribuita da questa pagina come template Excel e PowerPoint, e nell’ottobre 2019 il metodo è diventato un manuale di oltre 600 pagine, SEO Audit avanzato (Edizioni LSWR), scritto con Marco Maltraversi e Davide Prevosto.
Da allora la lista è cambiata con la ricerca: sono arrivati i Core Web Vitals, i security header, le verifiche sui report AI di Bing e Search Console, l’intera area AI Search Readiness. Oggi è la stessa lista che guida il mio framework di audit agentico, in cui sei agenti specializzati si dividono i controlli. La versione che scarichi è quella leggibile: senza comandi né script, pronta da usare anche a mano.
Scarica la checklist e usala nel tuo prossimo audit.
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Autore
Mi chiamo Giovanni Sacheli e dal 2009 aiuto le aziende a farsi trovare online. Sono specializzato in SEO tecnica e PPC, competenze che applico quotidianamente nella mia agenzia, Searcus Swiss Sagl. Mi piace sviluppare strumenti a supporto del mio lavoro, ho creato SEOdata.app e cluster.army e co-scritto il libro SEO Audit Avanzato. Curo maniacalmente questo blog per colleghi e appassionati, dove mi "appunto" quello che imparo. Sono un NERD anni '80, motociclista e orgoglioso papà di due bambini.
Link:
Giovanni Sacheli
SEO Audit Avanzato
Searcus Swiss Sagl
SEOdata.app
cluster.army
Commenti |25
Ottimo post Giovanni!
Complimenti per il post davvero completo!
Grazie Roberto!
Complimenti ! Veramente interessante e ben curato
Grazie Marco :)
Ottimo. Per eseguire l’analisi utilizzi excel con le api semrush? sarebbe bello un esempio concreto di audit che hai consegnato :) complimenti ancora
Ciao Matteo, grazie per il commento! Uso la funzione BULK sia con semrush sia con majestic, poi esporto i dati in Excel. Mi piacerebbe pubblicare gli audit fatti ma sono documenti privati dei clienti :)
Ciao Giovanni, complimenti molto utile!
Ho provato a scaricare il foglio che mi è arrivato tramite email , ma mi segnala che è protetto e richiede una password… in sostanza il link di dropbox mi fa scaricare subito il tuo foglio senza la possibilità di crearmi una copia …
Grazie dell’aiuto
Ciao Marco, grazie per aver scaricato la checklist. Il foglio è scaricabile ma protetto dalla modifica, se vuoi puoi fare copia-incolla su un altro foglio :)
Ciao Giovanni, molto utili e interessanti i tuoi articoli. Volevo chiederti una cosa relativamente al documento che hai lasciato a disposizione. Posso avere la tua email per scriverti? Grazie mille
Ilenia M.
Ciao Ilenia, ti ho scritto alla mail che hai inserito nel commento. A presto.
Ciao, veramente interessante la check list, ma vorrei capire meglio la questione dell’assegnazione del punteggio. Una didascalia non guasterebbe.
Comunque, è un ottimo punto di partenza per farsi un’idea della mole di lavoro che uno deve affrontare per fare SEO in modo professionale.
Ciao Albert, grazie mille per il commento.
Il punteggio priorità è un valore che si calcola in automatico usando due valori di partenza:
1) il punteggio di importanza del fattore
2) il punteggio di ottimizzazione del fattore
il punteggio di importanza è un valore da 1 a 10 pre assegnato, da me ovviamente. In base a quanto reputo importante un determinato fattore SEO ho assegnato un valore più o meno alto. Ad esempio l’utilizzo del tag “strong” è meno importante della corretta implementazione del file “robots.txt”, quindi i due fattori hanno punteggi importanza differenti.
il punteggio di ottimizzazione varia da 0 a 3 (N.A. se non disponibile) ed è assegnato dall’analista che sta eseguendo il SEO audit. Con questo valore si assegna un punteggio alla “gravità” della situazione di ciascun elemento. Ad esempio se la sitemap.xml è corretta e completa e non serve fare altre ottimizzazioni andrò ad assegnare un punteggio gravità di 0. Ad una sitemap.xml a cui manca qualche URL per essere completa assegnerei un punteggio gravità di 1. Sarebbe invece diverso trovare una sitemap.xml con sintassi errata e incompleta, allora assegnerei un punteggio di 2 o addirittura 3.
Questi due punteggi combinati generano il punteggio priorità. Questo valore serve per aiutare il webmaster a correggere i problemi secondo un ordine di importanza, ottimizzando il tempo ed i risultati.
Spero di averti chiarito meglio come vengono assegnati i valori. A presto e buon lavoro!
Complimenti davvero. Siete un Manuale a cielo aperto su ogni aspetto estremamente tecnico riguardante la SEO.
Grazie mille Ciro, apprezzo molto ;)
Ciao Giovanni, ho seguito il tuo speech al Search Marketing Connect 2018 dove hai portato questa scaletta. È stato l’intervento migliore.
Grazie a questa risorsa condivisa ho migliorato molto nel mio lavoro di analisi SEO. Spero continuerai a tenerla aggiornata come oramai fai da molti anni.
A presto!
Grazie Riccardo, che bel commento, mi fa molto piacere! Spero di incontrarti a qualche prossimo evento :)
Grazie Giovanni, questa checklist SEO è una risorsa unica che ho ritrovato in diverse agenzie in cui ho lavorato.
Sei un riferimento, continua così!
Ciao Fabio, grazie per il tuo prezioso supporto :D
Ciao Giovanni. Rispolvero il Post :)
IL file excel è molto dettagliato: scaricato l’anno scorso…
Ora vedo è presente anche un file ppt; quest’ultimo è a supporto e spiegazione al excel o proprio un template da presentare al cliente con i dati da immettere trattati dall’analisi?
Grazie mille
Ciao Marco, grazie per la domanda.
Il file PowerPoint è entrambe le cose: sia una spiegazione dei punti della tasklist Excel (con domande e link a fonti ufficiali) sia un template per eseguire l’audit.
Ciao Giovanni, grazie per il template e la checklist, sono entrambi una bomba! :-) Domanda: ma si tratta degli stessi file che sono qui? https://corsi.evemilano.com/prodotto/seo-audit-checklist/
Ciao Fabio, grazie per il supporto!
Il file in vendita è l’ultima versione, questo invece è la versione precedente.
Grazie mille! Contenuto super, come il vostro libro del resto.
Grazie mille Francesca :)