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Lo SPAM fa male alla SEO

Partendo dal presupposto che più un utente è soddisfatto di un servizio e più volentieri lo utilizzerà (e continuerà ad utilizzarlo) – Google ha sempre puntato molto ad offrire un’esperienza utente elevata, combattendo lo spam ed i risultati di bassa qualità. Per Spam intendo le forme più comuni di comportamento ingannevole o a scopo di manipolazione del ranking su Google.

Google ha più volte affermato che i webmaster che si impegnano a rispettare i princìpi di base elencati nelle sue linee guida offriranno agli utenti un servizio decisamente migliore e, di conseguenza, godranno di un miglior posizionamento rispetto a coloro che si dedicano a cercare scappatoie. Un altro modo di vedere le cose è questo – chi non segue le regole dettate da big G potrebbe vedere il suo ranking crollare a causa di una penalizzazione manuale o algoritmica.

Vediamo nel dettaglio quali sono le tecniche di SPAM più rischiose che andrebbero evitate in ogni circostanza.

Contenuti generati automaticamente

Non eseguire spinning sui testi
Non eseguire spinning sui testi – sebbene ci sia chi lo consiglia con software miracolosi!

I contenuti generati automaticamente sono contenuti che sono stati generati da software in modo autonomo. Molto spesso si tratta di paragrafi di testo casuali che non hanno alcun senso logico per il lettore ma che possono contenere parole chiave di ricerca. L’algoritmo Google Panda è dedicato all’individuazione e valutazione dei contenuti di bassa qualità al fine di ridurne la visibilità organica.

Tra gli esempi più diffusi di contenuti generati automaticamente vi sono:

  • Testo tradotto da uno strumento automatico senza revisione umana o rettifiche prima della pubblicazione. Se pensavi che per posizionare un nuovo articolo bastasse prendere un testo scritto in Inglese, infilarlo in Google Translate ed incollarlo in una nuova pagina, be… Ti sbagliavi!
  • Testo generato attraverso processi automatizzati.
  • Testo generato utilizzando tecniche di creazione di sinonimi o di offuscamento automatizzate. Hai pensato di tentare la fortuna con lo Spinning? Be, anche qui ti stai sbagliando alla grande…
  • Testo generato facendo scraping di risultati di ricerca di altri siti web oppure attraverso feed Atom/RSS.
  • Aggregazione o combinazione di contenuti provenienti da pagine web differenti senza apporto di un valore aggiunto sufficiente.

Qualsiasi link creato al solo fine di manipolare il PageRank o il posizionamento di un sito nei risultati di ricerca di Google può essere considerato parte di uno schema di link e costituisce una violazione delle Istruzioni per i webmaster di Google. Ciò include qualsiasi comportamento che manipoli i link al tuo sito o i link in uscita dal tuo sito. Ricordati sempre: comprare e vendere link dofollow non è consentito da Google.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di schemi di link che possono influire negativamente sul posizionamento di un sito nei risultati di ricerca:

  • Acquisto o vendita di link per aumentare la classificazione PageRank. Ciò include lo scambio di denaro in relazione a link o post che contengono link, lo scambio di beni o servizi in relazione a link o l’invio a qualcuno di un prodotto “gratuito” in cambio di una recensione positiva e dell’inclusione di un link.
  • Scambio eccessivo di link (“Collegati a me e io mi collego a te”) o creazione di pagine partner esclusivamente per lo scambio di link.
  • Campagne di marketing di articoli o di pubblicazione degli ospiti su larga scala con link di anchor text pieni di parole chiave.
  • Utilizzo di programmi o servizi automatizzati per creare link al tuo sito

Inoltre, la creazione di link che non sono stati inseriti dallo staff redazionale o raccomandati dal proprietario del sito in una pagina, noti anche come link non naturali, può essere considerata una violazione delle linee guida di Google. Ecco alcuni esempi comuni di link non naturali:

  • Pubblicità in formato testo per aumentare la classificazione PageRank
  • Inserzioni o pubblicità nativa che prevedono la ricezione di un pagamento per gli articoli che includono link per trasferire il PageRank.
  • Link con anchor text ottimizzato in articoli o comunicati stampa distribuiti su altri siti. Ad esempio:
    Ci sono molti anelli nuziali sul mercato. Se vuoi sposarti, dovrai scegliere l’anello migliore. Dovrai anche acquistare fiori e un abito nuziale.
  • Link di siti di directory o segnalibri di bassa qualità
  • Link incorporati in widget che sono distribuiti su vari siti, ad esempio:
    Visitatori di questa pagina: 1472
    assicurazioni auto
  • Link ampiamente diffusi nei piè di pagina di vari siti
  • Commenti nei forum con link ottimizzati nel post o nella firma, ad esempio:
    Grazie, ottima informazione!
    – Paolo
    pizza da paolo pizza a roma la migliore pizza a roma

Tieni presente che i link a pubblicità PPC (pay-per-click) che non trasferiscono il PageRank all’acquirente dell’annuncio non violano le istruzioni. Puoi impedire il trasferimento del PageRank in diversi modi, ad esempio:

  • Aggiungendo un attributo rel=”nofollow” al tag <a> .
  • Reindirizzando i link a una pagina intermedia con accesso bloccato ai Motori di Ricerca mediante un file robots.txt.

Natural Link Building (detta anche Proud Link Building): il modo migliore per incoraggiare l’inserimento in altri siti di link di qualità e pertinenti verso il tuo è creare contenuti originali e peculiari, in grado di acquisire naturalmente popolarità nella comunità di Internet. La creazione di validi contenuti paga: i link sono solitamente voti redazionali dati per scelta e maggiore è l’utilità dei tuoi contenuti, maggiori saranno le probabilità che un altro utente li ritenga validi per i propri lettori e inserisca un link a essi.

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Comandi di reindirizzamento non ammessi.

Il reindirizzamento è l’atto di inviare un visitatore ad un URL diverso da quello inizialmente richiesto. Esistono molte buone ragioni per reindirizzare un URL a un altro, ad esempio quando sposti il tuo sito a un nuovo indirizzo o consolidi più pagine in una sola.

Tuttavia, alcuni reindirizzamenti sono studiati per ingannare i motori di ricerca o per presentare agli utenti umani contenuti diversi da quelli presentati ai crawler. È una violazione delle Istruzioni per i webmaster di Google reindirizzare un utente a un’altra pagina con l’intento di visualizzare contenuti diversi da quelli messi a disposizione del crawler del motore di ricerca. Quando un reindirizzamento viene implementato in questo modo, un motore di ricerca potrebbe indicizzare la pagina originale anziché seguire il reindirizzamento, mentre gli utenti vengono indirizzati alla destinazione del reindirizzamento. Come il cloaking, questa pratica è ingannevole in quanto mira a mostrare agli utenti contenuti diversi rispetto a quelli mostrati a Googlebot e può indirizzare un visitatore altrove rispetto alla destinazione prevista.

Alcuni esempi di comandi di reindirizzamento non ammessi sono:

  • Ai motori di ricerca viene mostrato un tipo di contenuti, mentre gli utenti vengono reindirizzati a contenuti notevolmente diversi.
  • Gli utenti desktop ricevono una pagina normale, mentre gli utenti di dispositivi mobili vengono reindirizzati a un dominio contenente spam completamente diverso.

L’utilizzo di JavaScript per reindirizzare gli utenti può costituire una pratica legittima. Ad esempio, se reindirizzi gli utenti a una pagina interna una volta che hanno eseguito l’accesso, puoi utilizzare JavaScript per farlo. Quando esamini JavaScript o altri metodi di reindirizzamento per verificare che il tuo sito sia conforme alle linee guida di Google Webmaster, tieni presente lo scopo. Tieni presente che i reindirizzamenti 301 sono i migliori quando devi spostare il tuo sito, ma puoi utilizzare un reindirizzamento JavaScript se non hai accesso al server del tuo sito web.

Ti sconsiglio invece di redirezionare gli utenti attraverso il tag meta refresh.

Cloaking

Attenzione ad ingannare Googlebot con la tecnica del cloaking
Attenzione ad ingannare Googlebot con la tecnica del cloaking

Il cloaking è la pratica di presentare agli utenti umani contenuti o URL diversi da quelli presentati ai motori di ricerca. Il cloaking è considerato una violazione delle Istruzioni per i webmaster di Google perché fornisce agli utenti risultati diversi rispetto a quelli previsti. Tra gli esempi di cloaking vi sono:

  • Offerta di una pagina di testo HTML ai motori di ricerca, visualizzando però una pagina di immagini o Flash per gli utenti
  • Inserimento di testo o parole chiave in una pagina solo quando l’User-agent che richiede la pagina è un motore di ricerca, non un visitatore umano

Se il tuo sito utilizza tecnologie a cui i motori di ricerca accedono con difficoltà, come JavaScript, immagini o file Flash, leggi i consigli di Google per rendere tali contenuti accessibili ai motori di ricerca e agli utenti senza ricorrere al cloaking. Se un sito viene compromesso, non è raro che l’hacker utilizzi il cloaking per rendere più difficile il rilevamento della compromissione da parte del proprietario del sito. Leggi ulteriori informazioni sui siti compromessi.

La presenza di testo o link nascosti nei tuoi contenuti per manipolare il tuo ranking nei risultati di ricerca di Google può essere considerato ingannevole e costituisce una violazione delle Istruzioni per i webmaster di Google. Il testo (ad esempio un numero eccessivo di parole chiave) può essere nascosto in diversi modi, ad esempio:

  • Utilizzando testo bianco su uno sfondo bianco.
  • Inserendo del testo dietro un’immagine.
  • Utilizzando CSS per posizionare del testo fuori dello schermo.
  • Impostando le dimensioni di carattere su 0.
  • Nascondendo un link in un carattere piccolo, ad esempio un trattino nel mezzo di un paragrafo.

Quando esamini il tuo sito per verificare se contiene testo o link nascosti, cerca elementi che non siano facilmente visualizzabili dai visitatori. Il testo o i link sono stati inseriti solo per i motori di ricerca anziché per i visitatori? Tuttavia, non tutto il testo nascosto è considerato ingannevole. Ad esempio, se il tuo sito include tecnologie a cui i motori di ricerca accedono con difficoltà, come JavaScript, immagini o file Flash, l’utilizzo di testo descrittivo per tali elementi può migliorare l’accessibilità del tuo sito. Ricorda che molti visitatori che fanno uso di screen reader, browser per cellulari, browser senza plug-in e connessioni lente non potranno né visualizzare tali contenuti né trarre vantaggio dal testo descrittivo. https://youtu.be/7y-m_jiayLQ Puoi eseguire un test di accessibilità del tuo sito disattivando JavaScript, Flash e immagini nel tuo browser o utilizzando un browser di solo testo come Lynx Browser. Di seguito sono riportati alcuni suggerimenti su come rendere il tuo sito accessibile:

  • Immagini: utilizza l’attributo “alt” per fornire il testo descrittivo. Consigliamo inoltre di utilizzare intorno all’immagine una didascalia e un testo descrittivo leggibili. Per ulteriori consigli sulla pubblicazione delle immagini consulta questo articolo.
  • JavaScript: inserisci lo stesso contenuto di JavaScript in un tag <noscript>. Se utilizzi questo metodo, accertati che i contenuti siano identici a quelli presenti in JavaScript e che vengano visualizzati anche dai visitatori che non hanno attivato JavaScript nel proprio browser.
  • Video: inserisci testo descrittivo riguardante il video in HTML. Puoi anche utilizzare trascrizioni. Per ulteriori consigli sulla pubblicazione dei video consulta questo articolo.

Pagine doorway

Il termine doorway si riferisce a pagine o siti creati per essere posizionati in alto nei risultati di ricerca relativi a query di ricerca specifiche. Questi elementi sono negativi per gli utenti perché possono rimandare a diverse pagine simili nei risultati di ricerca dell’utente, dove ogni risultato rimanda fondamentalmente l’utente alla stessa destinazione. Possono inoltre indirizzare gli utenti a pagine intermedie non utili quanto la destinazione finale. Ecco alcuni esempi di pagine doorway:

  • Diverse pagine o diversi nomi di dominio scelti come target di aree geografiche o città specifiche che rimandano gli utenti a un’unica pagina
  • Pagine generate per incanalare i visitatori nella parte effettivamente utilizzabile o pertinente del tuo sito
  • Pagine quasi uguali più simili a risultati di ricerca che a una gerarchia consultabile ben definita

Appropriazione di contenuti

Alcuni webmaster utilizzano contenuti tratti da altri siti più affidabili, supponendo erroneamente che aumentare il volume delle pagine del loro sito rappresenti una buona strategia a lungo termine, indipendentemente dalla pertinenza o dall’unicità dei contenuti. I contenuti di cui ci si appropria, anche se tratti da fonti di alta qualità, non forniscono alcun valore aggiunto agli utenti se non vengono utilizzati ulteriori servizi utili o contenuti forniti dal tuo sito; in alcuni casi potrebbero persino costituire una violazione del copyright. È opportuno creare contenuti originali che contribuiscano a distinguere il tuo sito dagli altri. In tal modo, i visitatori ritorneranno e i risultati di ricerca saranno di maggiore utilità per gli utenti che effettuano ricerche su Google. Tra gli esempi di appropriazione di contenuti vi sono:

  • Siti che copiano e ripubblicano i contenuti di altri siti senza apportare contenuti originali o valore aggiunto.
  • Siti che copiano i contenuti di altri siti, li modificano leggermente (ad esempio sostituendo dei termini con dei sinonimi o utilizzando tecniche automatizzate) e li ripubblicano.
  • Siti che riproducono feed di contenuti di altri siti senza fornire alcun tipo di organizzazione unica o vantaggio per l’utente.
  • Siti dediti a incorporare contenuti quali video, immagini o altri file multimediali da altri siti senza un sostanziale valore aggiunto per l’utente.

Programmi affiliati e contenuti duplicati

Le Istruzioni per i webmaster di Google consigliano di creare siti web con contenuti originali che apportino valore aggiunto per gli utenti. Ciò è particolarmente importante per i siti che partecipano a programmi affiliati. In genere, i siti web affiliati presentano descrizioni di prodotti che compaiono sui siti della rete affiliata. Di conseguenza, è possibile che il posizionamento nelle pagine dei risultati di ricerca di Google dei siti caratterizzati prevalentemente da contenuti di reti affiliate ne risenta, in quanto tali siti non hanno contenuti abbastanza unici da distinguerli da altri siti sul Web. Google ritiene che i siti web affiliati puri e semplici non forniscano un valore aggiunto per gli utenti del Web, in particolare se fanno parte di un programma che distribuisce i propri contenuti a diverse centinaia di affiliati. Tali siti di solito sembrano siti o modelli prodotti “in serie” e privi di contenuti originali. Poiché una pagina di risultati di ricerca può restituire molti di questi siti, tutti con gli stessi contenuti, l’esperienza utente ne risulta compromessa. Tra gli esempi di affiliati con contenuti prodotti “in serie” vi sono:

  • Pagine con link di affiliazione a prodotti in cui descrizioni e recensioni dei prodotti vengono copiate direttamente dal commerciante originale senza alcun contenuto originale o valore aggiunto.

Non tutti i siti che partecipano a un programma di affiliazione sono affiliati che utilizzano contenuti prodotti “in serie”. Gli affiliati validi apportano valore aggiunto, ad esempio offrendo recensioni, valutazioni e confronti originali tra prodotti. Se partecipi a un programma affiliato, puoi seguire diversi passaggi per fare in modo che il tuo sito si distingua e migliori il proprio posizionamento.

  • I contenuti dei programmi affiliati devono rappresentare solo una piccola parte dei contenuti del tuo sito.
  • Chiediti perché un utente dovrebbe essere desideroso di visitare prima il tuo sito invece di visitare direttamente quello del commerciante originale. Assicurati che il tuo sito aggiunga un valore sostanziale oltre alla semplice ripubblicazione dei contenuti offerti dal commerciante originale.
  • Quando selezioni un programma affiliato, scegli una categoria di prodotti appropriata per i tuoi utenti. Quanto più mirato è il programma affiliato rispetto ai contenuti del tuo sito, tanto maggiori sono anche il valore che esso apporta e la probabilità che il sito ottenga un buon posizionamento nei risultati di ricerca di Google e che il programma risulti per te remunerativo. Ad esempio, un sito ben gestito riguardante la pesca nei laghi potrebbe prendere in considerazione una partnership di affiliazione con un fornitore che vende libri sula pesca in acqua dolce piuttosto che forniture per ristoranti.
  • Utilizza il tuo sito web per sviluppare una community con i tuoi utenti. Ciò ti consentirà di creare un gruppo di utenti fedeli e una fonte di informazioni sull’argomento trattato. Ad esempio, i forum di discussione, le recensioni degli utenti e i blog offrono tutti contenuti unici e apportano valore aggiunto per gli utenti.
  • Mantieni i tuoi contenuti aggiornati e pertinenti. Con informazioni aggiornate e pertinenti, aumentano le possibilità che i tuoi contenuti vengano sottoposti a scansione da parte di Googlebot e che gli utenti vi facciano clic.

È probabile che i semplici siti affiliati caratterizzati da contenuti presenti in molti altri punti del Web non abbiano un buon rendimento nei risultati di ricerca di Google e vengano percepiti negativamente dai motori di ricerca. I contenuti unici e pertinenti apportano un valore aggiunto agli utenti e distinguono il tuo sito da altri affiliati, aumentando la probabilità che esso ottenga un buon posizionamento nei risultati di ricerca di Google.

Keyword Stuffing: Uso di parole chiave in eccesso

Il keyword stuffing è una pratica che consiste nello scrivere un numero eccessivo di volte una parole chiave o numeri nel testo di una pagina web nel tentativo di modificare il posizionamento di un sito nei risultati di ricerca di Google. Spesso tali parole chiave appaiono in un elenco o in un gruppo oppure addirittura fuori contesto. Riempire le pagine con parole chiave o numeri comporta un peggioramento dell’esperienza utente e può incidere sul posizionamento del tuo sito. Cerca di creare contenuti utili e ricchi di informazioni che utilizzino le parole chiave in modo appropriato e nel contesto. Tra gli esempi di parole chiave in eccesso vi sono:

  • Elenchi di numeri di telefono senza un sostanziale valore aggiunto
  • Blocchi di testo che elencano città e stati per cui si sta tentando di posizionare una pagina web
  • Ripetizione delle stesse parole o frasi così spesso che suonano innaturali, ad esempio: Vendiamo infissi in legno. I nostri infissi in legno sono artigianali. Se stai pensando di acquistare un infisso in legno, contatta i nostri specialisti di infissi in legno all’indirizzo infissi.legno@esempiosempio.com.

Creazione di pagine con comportamenti dannosi

La distribuzione di contenuti o software sul tuo sito web che si comportano in modo diverso da quello che si aspetta un utente costituisce una violazione delle Istruzioni per i webmaster di Google. Ciò include tutto ciò che manipola i contenuti della pagina in modo inaspettato o che scarica ed esegue file sul computer di un utente senza il suo consenso o non rispetta le norme relative al software indesiderato. Google non solo si propone di offrire ai suoi utenti i risultati di ricerca più pertinenti in risposta alle loro query, ma anche di tenerli al sicuro sul Web. Tra gli esempi di comportamenti dannosi vi sono:

  • Modifica o manipolazione della posizione dei contenuti di una pagina in modo che, quando un utente pensa di fare clic su un determinato link o pulsante, il suo clic venga effettivamente registrato da una parte diversa della pagina
  • Inserimento di nuovi annunci o popup nelle pagine o scambio degli annunci esistenti su una pagina web con annunci diversi, oppure promozione o installazione di un programma software che svolge tali attività
  • Inclusione di file indesiderati in un download richiesto da un utente
  • Installazione di malware, trojan, spyware, annunci o virus sul computer di un utente
  • Modifica della pagina iniziale o delle preferenze di ricerca del browser di un utente senza il consenso informato da parte dell’utente stesso

Istruzioni sullo spam generato dagli utenti

Le Istruzioni per i webmaster di Google illustrano le best practice per i proprietari di siti web e l’adozione di tecniche che violano le istruzioni di Google potrebbe indurre il team spam ad intervenire su un sito. Tuttavia, non tutte le violazioni delle istruzioni per i webmaster riguardano contenuti creati intenzionalmente dal proprietario di un sito. A volte, lo spam su un sito valido può essere generato da visitatori o utenti malintenzionati. Questo spam viene di solito generato su siti che consentono agli utenti di creare nuove pagine o comunque di aggiungere contenuti al sito. Se ricevi un avviso da parte di Google in merito a questo tipo di spam, la buona notizia è che generalmente riteniamo che il tuo sito sia di qualità tale da non vedere la necessità di intraprendere un’azione manuale su tutto il sito. Tuttavia, se il tuo sito presenta troppo spam generato dagli utenti e tale presenza può influenzare la valutazione del sito da parte di Google, ciò potrebbe indurre il team spam ad intraprendere un’azione manuale su tutto il sito. https://youtu.be/gjmXYBQZQ8Q Tra gli esempi di contenuti con spam generato dagli utenti vi sono:

  • Account contenenti spam su host gratuiti
  • Post contenenti spam in thread di forum
  • Spam in commenti sui blog

Dato che i contenuti con spam generato dagli utenti possono inquinare i risultati di ricerca di Google, ti consigliamo di monitorare attivamente e di rimuovere questo tipo di spam dal tuo sito. Qui sono illustrati vari suggerimenti per prevenire gli abusi nelle aree pubbliche del tuo sito.

Spam nei commenti

https://youtu.be/ZZKHFQ5JBpI
I commenti sono un ottimo strumento a disposizione dei webmaster per creare community ed interagire con i propri lettori. Sfortunatamente, sono spesso utilizzati in modo illecito dagli spammer e da altri malintenzionati del Web, molti dei quali utilizzano script o altro software per generare e pubblicare spam. Se ti è capitato di ricevere un commento sotto forma di annuncio pubblicitario o link casuale a un sito non correlato, sei stato soggetto a spam nei commenti. Di seguito sono riportati alcuni suggerimenti per ridurre o prevenire lo spam nei commenti sul tuo sito web.

1. Utilizza strumenti contro lo spam – Molti degli strumenti per lo sviluppo di siti web, in particolare gli strumenti di blog, possono richiedere agli utenti di dimostrare di essere utenti veri e propri e non motori di spam dannosi. Ti sarà sicuramente capitato di incontrare immagini distorte, spesso definite CAPTCHA (Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart, Test di Turing pubblico e completamente automatico per distinguere computer e umani), che vengono presentate agli utenti chiedendo loro di digitare le lettere o i numeri visualizzati al loro interno. Alcuni sistemi CAPTCHA supportano inoltre CAPTCHA audio. Si tratta di un metodo piuttosto efficace per impedire lo spam generato dagli utenti. La procedura può ridurre il numero di lettori casuali che lasciano commenti nelle tue pagine o creano un profilo utente, ma migliora decisamente la qualità dei commenti e dei profili. È facile implementare nel tuo sito il servizio di reCAPTCHA gratuito di Google. Inoltre, i dati raccolti dal servizio vengono utilizzati per migliorare la procedura di scansione del testo, come quello di libri o giornali. L’utilizzo di reCAPTCHA non ti consente soltanto di proteggere il tuo sito dagli spammer ma anche di contribuire alla digitalizzazione dei libri di tutto il mondo. Sono disponibili plug-in per una facile installazione su applicazioni e ambienti di programmazione comuni come WordPress e PHP.

2. Attiva la moderazione dei commenti – Per moderazione dei commenti si intende che nessun commento verrà visualizzato sul tuo sito prima di essere stato controllato e approvato manualmente da te. Ciò significa che dovrai dedicare più tempo al monitoraggio dei commenti, ma ciò può risultare veramente utile per migliorare la qualità del tuo sito. Questa tecnica è particolarmente consigliata se tratti regolarmente argomenti controversi che possono suscitare reazioni accese da parte dei visitatori.

3. Utilizza i tag “nofollow” – In collaborazione con Yahoo! e MSN, Google ha introdotto alcuni anni fa il microformato HTML “nofollow” e l’attributo è stato ampiamente adottato. Qualsiasi link con l’attributo rel=”nofollow” non verrà utilizzato per calcolare il PageRank o per determinare la pertinenza delle tue pagine rispetto alla query di un utente. Un link taggato nofollow non verrà preso in considerazione per il calcolo del PageRank. In tal modo, non si impedirà lo spam, ma si eviteranno problemi di aumento del PageRank. Per impostazione predefinita, molti siti di blog (come Blogger e WordPress) aggiungono automaticamente questo attributo a qualsiasi commento pubblicato.

4. Non consentire i link ipertestuali nei commenti – Se hai accesso al server, ti consigliamo di modificarne la configurazione in modo da rimuovere i tag HTML dai link dei commenti interni al tuo libro degli ospiti. Gli spammer potranno comunque lasciare commenti, ma non riusciranno a pubblicare link ipertestuali attivi.

5. Blocca le pagine di commenti utilizzando tag META o il file robots.txt – Puoi utilizzare il file robots.txt per impedire a Google di accedere a determinate pagine. In tal modo non potrai impedire agli spammer di lasciare commenti o creare account utente, ma i link in essi contenuti non produrranno alcun effetto negativo sul tuo sito. Ad esempio, se i commenti sono archiviati nella sottodirectory /commenti/, potresti aggiungere al tuo file robots.txt quanto indicato di seguito Disallow:/commenti/ In questo modo impedirai a Google di indicizzare i contenuti di guestbook e di qualsiasi sottodirectory.

Puoi anche utilizzare il tag META per impedire l’accesso a una singola pagina selezionata, ad esempio http://www.example.com/articolo/commenti, come segue:
Potresti utilizzare questi metodi per bloccare le pagine di profilo per gli utenti nuovi e non ancora fidati. Dopo avere acquistato fiducia nell’utente, puoi rimuovere le restrizioni relative alla scansione o all’indicizzazione.

6. Rifletti bene prima di attivare un guestbook o i commenti – La presenza di molti messaggi spam non dà agli utenti una buona impressione del tuo sito. Se questa funzione non risulta molto vantaggiosa per i tuoi utenti oppure se non hai tempo per monitorare regolarmente il libro degli ospiti o i commenti, è preferibile disattivarli. Gran parte dei software di blog, come Blogger, ti consente di disattivare i commenti per singoli post.

7. Utilizza una blacklist per impedire ripetuti tentativi di pubblicazione di spam – Google trova spesso in siti innocui molti profili falsi che indirizzano allo stesso dominio. Se trovi un singolo profilo spam, semplifica la rimozione di altri eventuali profili simili.

8. Aggiungi una funzione “Segnala spam” per i profili utente e gli inviti di amici – Ai tuoi utenti interessa la tua community e anche loro sono infastiditi dalla presenza di spam. Lascia che ti aiutino a risolvere il problema.

9. Controlla il tuo sito per verificare se sono presenti pagine di spam – Uno dei migliori strumenti per effettuare tale controllo è Google Alert. Imposta una query site: utilizzando parole chiave relative all’ambito commerciale o a contenuti per adulti che non ti aspetteresti di trovare sul tuo sito. Google Alert è uno strumento efficace anche per rilevare pagine compromesse. Nella pagina Parole chiave di Strumenti per i Webmaster vengono elencate le parole chiave significative trovate sul tuo sito, pertanto sarebbe opportuno controllarla regolarmente per individuare parole impreviste e mutevoli.

Se nei risultati di ricerca di Google trovi informazioni che ritieni debbano essere rimosse (ad esempio, dati sensibili, contenuti illegali o link obsoleti), leggi i consigli che seguono.

1. Spam – Indica a Google chiaramente se si tratta di un sito di spam. Google prende molto seriamente lo spam e si impegna a indagare sulle istanze segnalate. Puoi presentare una segnalazione di spam all’indirizzo http://www.google.com/webmasters/tools/spamreport. Queste segnalazioni vengono inviate direttamente al team responsabile dello spam e vengono utilizzate per trovare soluzioni scalabili per combattere lo spam.

Per segnalare la presenza di spam nei rich snippet dei risultati di ricerca, invia una segnalazione a Google tramite questo link: http://support.google.com/webmasters/bin/request.py?hl=it&contact_type=rich_snippets_spam.

2. Link a pagamento – L’acquisto o la vendita di link per aumentare il PageRank può peggiorare la qualità dei risultati di ricerca. Se ritieni che un sito sia coinvolto nell’acquisto o nella vendita di link per aumentare il PageRank, comunicalo. Acquistare o vendere link per aumentare il PageRank è una pratica che vìola le Istruzioni per i webmaster di Google e può influire negativamente sul ranking di un sito nei risultati di ricerca.

3. Problemi di copyright – Se ritieni che dei contenuti debbano essere rimossi dall’indice di Google a causa di una violazione del copyright, dovresti presentare una richiesta di rimozione DMCA. Diversamente dalle richieste di rimozione di spam o dati personali, le richieste DMCA devono essere presentate dal proprietario dei contenuti.

4. Contenuti discutibiliQuesto strumento ti guiderà nella procedura di segnalazione di contenuti che ritieni debbano essere rimossi dai servizi di Google ai sensi delle leggi vigenti. Se completi questo modulo puoi essere certo di fornire a Google tutte le informazioni necessarie per effettuare accertamenti in merito alla tua questione specifica e risolvere il problema nel più breve tempo possibile.

5. Malware – Se ritieni che il sito sia stato intaccato da malware o software dannoso, segnalalo per consentire a Google di adottare le misure necessarie.

Il tuo sito è stato intaccato da malware? Ecco i consigli di Google per la risoluzione del problema.

6. Altro – Se non vale nessun motivo tra quelli indicati e ritieni che i contenuti debbano essere rimossi, contatta il webmaster del sito e presentagli la tua richiesta. Una volta che il webmaster avrà rimosso la pagina o modificato i relativi contenuti, la modifica risulterà automaticamente nei risultati di ricerca alla successiva scansione e indicizzazione della pagina.

Se il webmaster apporta le modifiche richieste e desideri accelerare la rimozione della copia cache, oppure se il webmaster non apporta tali modifiche e la pagina contiene informazioni personali o di carattere privato, invia a Google una richiesta di rimozione utilizzando lo strumento per la rimozione degli URL di Strumenti per i Webmaster.

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